venerdì 12 dicembre 2014

Brodino di fine anno

Si è conclusa la fase a gironi delle due coppe europee e, in un periodo di magra per il calcio olandese a livello di club, è già un notevole successo che non ci sia da riportare la notizia di squadre eliminate.
L'Ajax si conferma abbonato (quinta volta consecutiva!) al 3° posto del girone di Champions che finisce, secondo pronostico, con Barcellona e PSG troppo forti e lancieri capaci di lasciarsi alle spalle i ciprioti dell'Apoel.
In Europa League sorprende positivamente il Feyenoord che a Rotterdam si dimostra implacabile contro Standard, Rijeka e Siviglia, mentre la qualificazione del PSV, in un girone dominato dalla Dinamo Mosca, passa attraverso rocambolesche rimonte compiute (in casa di Panathinaikos ed Estoril) ma anche subite (ad Eindhoven dagli stessi greci).

domenica 16 novembre 2014

Olanda - Lettonia 6-0


In difesa Van der Wiel e Bruma sono preferiti a Van Rhijn e Veltman. Confermato Willems, come pure il tridente di centrocampisti proposti contro il Messico, la novità è l'impiego di Huntelaar assieme a Van Persie con Depay relegato in panchina. 
Stavolta gli dei del pallone sono più vicini all'Olanda che in altre occasioni e passa solo una manciata di minuti quando un'azione in velocità libera sulla destra Robben sul cui cross Van Persie coglie in controtempo il portiere per l'immediato vantaggio. La Lettonia non cambia quello che, anche senza gol subito, sarebbe stato il suo prevedibile atteggiamento e riesce a passare una buona mezz'ora senza concedere molto di più del possesso palla. Nel frattempo Blind deve lasciare il posto a Clasie, senza dubbio più adatto al ruolo di costruttore. Sarà un caso ma nel finale di tempo l'Olanda aumenta la sua pericolosità e finisce per chiudere definitivamente i conti andando a segno prima con Robben che, da appena fuori area, centra il bersaglio con un sinistro dalla traiettoria velenosa,  e poi con Huntelaar, bravo a farsi trovare pronto sottoporta su un centro rasoterra di Afellay.
L'intervallo sembra togliere agli olandesi ogni minima verve e la ripresa si trascina a bassi ritmi tanto che Hiddink può permettersi pure le 4 punte quando sostituisce Afellay con Depay. De Vrij riesce nell'impresa di farsi ammonire anche se il reparto offensivo lettone è inesistente ma ci pensa Bruma a far rivalutare i difensori avventandosi su un angolo di Sneijder spizzato da Van Persie e firmando il poker. Il pubblico si sveglia dal torpore e riprende ad incitare. Robben e Huntelaar lo ripagano andando entrambi a segno per la seconda volta: Robben con una reta in fotocopia alla prima anche se stavolta il tiro è indirizzato sul primo palo, Huntelaar raccogliendo nel migliore dei modi una verticalizzazione di Clasie prima di fulminare il portiere dall'altezza del dischetto.
Può bastare così. La missioncina è compiuta e, anche se non era quella che poteva dare le risposte che contano, permetterà ad Hiddink di restare in sella. Se sia stato un bene o un male ce lo dirà l'anno nuovo.

mercoledì 12 novembre 2014

Olanda - Messico 2-3


Peccato! Se si eccettua la presenza di Blind, inserito nel ruolo di de Jong senza avere la minima capacità di interdizione, questa formazione non mi dispiaceva affatto. E' comunque una differenza non da poco, considerata la scelta del 4-3-3 e di quanto sia delicato in questo modulo il ruolo del centrocampista centrale.
Hanno una chance importante Krul, Van Rhijn, Veltman, Willems e, soprattutto Huntelaar che purtroppo se la giocherà malissimo sbagliando lo sbagliabile sottoporta e finendo per fare un gradito regalo a Van Persie, per l'occasione risparmiato.
L'Olanda sembra motivata e desiderosa di far bene ma al Messico occorrono meno di dieci minuti per metterla di fronte all'attuale, ben nota, realtà: con il 4-3-3 e per di più senza incontristi, la difesa non è sufficientemente protetta e va in ambasce ogni qual volta gli avversari entrano in possesso di palla nella metacampo olandese. E' appena l'ottavo quando Vela ringrazia per gli spazi concessi alla prima ripartenza messicana e insacca la rete del vantaggio con un gran tiro dai venti metri. Il tentativo di reazione degli olandesi è flebile e confusionario con Afellay completamente avulso dalla manovra, Sneijder troppo statico e Depay irritante nel suo individualismo. Solo nel finale di frazione si riesce a portare qualche pericolo alla porta messicana con Robben e Huntelaar che mancano però di precisione nel momento di concludere.
L'Olanda comincia avanti anche la ripresa e dopo pochi minuti raccoglie i frutti della pressione con un gran gol di Sneijder che dai 25 metri trova l'incrocio dei pali con una conclusione potente. C'è ora voglia di continuare a schiacciare gli avversari ma contenere le ripartenze messicane è sempre problematico. In una di queste Corona salta in velocità Blind prima di servire Vela sul cui diagonale non irresistibile Krul pasticcia concedendo il nuovo vantaggio agli ospiti. Con l'Olanda sbilanciata il Messico cala anche il tris grazie a Guardado che nelle praterie della metacampo olandese verticalizza per Hernandez che, tenuto in gioco da un disattento de Vrij (era subentrato all'infortunato Vlaar), salta anche Krul prima di depositare la palla nella porta sguarnita. I fischi si abbattono sull'Amsterdam Arena ma vengono subito attutiti dalla rete del 2-3 che Blind trova con una colnclusione dalla distanza resa imparabile dalla deviazione di un difensore. Nel finale l'Olanda si dimostra volenterosa ma i suoi sforzi vengono vanificati da un Huntelaar decisamente non in giornata e da Ochoa che compie su Promes la più difficile parata della serata.

martedì 11 novembre 2014

Viva Mexico!

Siccome nessuno in Olanda sembra accorgersi di tutte le insensatezze e i macroscopici errori commessi da Hiddink in sole 4 gare, c'è proprio da sperare che nell'amichevole in programma domani ad Amsterdam il Messico ci rifili una solenne lezione.
E' l'avversario giusto per farlo: è una buona squadra, ha ancora il dente avvelenato per l'eliminazione ai Mondiali e l'eventuale sconfitta non avrebbe ripercussioni nel cammino Europeo ma aprirebbe semmai gli occhi a qualche osservatore disattento.
Hiddink dal canto suo si è detto pronto a dimettersi in caso di mancato successo nella gara di domenica contro la Lettonia. Bello sforzo! Avesse voluto dimostrare di avere carattere e non essere troppo affezionato al vil denaro, le sue dimissioni sarebbero arrivate in Federazione già dopo l'oscena prestazione contro l'Islanda.
E' invece probabile che si riuscirà a spezzare le reni alla temibilissima Lettonia e si andrà avanti con questo pensionato bollito rischiando fortemente di fallire le qualificazioni più facili della storia degli Europei. A meno che non ci dia una mano il Messico...

Sul fronte formazione si preannuncia pesante l'assenza di de Jong, fermato da un infortunio muscolare così come Klaassen. Assente anche Martins Indi (ma questa è una buona notizia), si rivedrà Vlaar, alla prima uscita dopo i Mondiali.

martedì 14 ottobre 2014

Pioggia sul bagnato

In un momento decisamente negativo per il calcio olandese, sia a livello di club che di nazionale maggiore, non fa purtroppo eccezione l'Under-21 che, perdendo lo spareggio per l'ammissione alla fase finale dell'Europeo 2015, vede in un colpo solo svanire anche l'Olimpiade dell'anno successivo.
E' curioso notare come anche in questo ennesimo flop ci sia lo zampino sia di Hiddink che di Van Gaal. Il primo ha tolto alla squadra diversi giocatori importanti (Promes, Klaassen, Van Dijk) senza che avesse serie intenzioni di utilizzarli. Il secondo in luglio aveva voluto Stuivenberg, allora allenatore dell'Under, come assistente al Manchester United. Da allora si è rotto qualcosa all'interno della Jong Oranje che, sotto la guida del nuovo CT Adrie Koster, pur già qualificata alla fase successiva, perdeva le ultime due gare casalinghe del girone finendo per complicarsi la vita in sede di sorteggio del playoff.
Ed infatti contro il temibile Portogallo (8 vittorie su 8 nel suo girone) non c'è stata proprio storia con i lusitani capaci di imporsi prima ad Alkmaar (0-2) e poi in casa (5-4) in una partita giocata da entrambe le squadre a viso aperto ma nella quale l'Olanda non è mai stata minimamente vicina a cullare speranze di ribaltone.

lunedì 13 ottobre 2014

Islanda - Olanda 2-0


La scadente prestazione contro il Kazakistan dev'essere piaciuta molto a Hiddink che conferma in blocco gli undici di partenza.
L'Islanda lascia da subito l'iniziativa agli avversari con il chiaro intento di giocarsi le sue chances in contropiede ma l'Olanda non riesce ad andare oltre una fitta rete di passaggi in orizzontale. Sembrerebbe una partita tatticamente bloccata ma al decimo minuto de Vrij pensa bene di atterrare Bjarnason all'interno dell'area con un intervento tanto goffo quanto inutile, consentendo a Sigurdsson di portare avanti i suoi con il rigore conseguente. La reazione olandese è invisibile, figlia di centrocampisti senza idee e attaccanti perennemente incapaci di vincere un duello col diretto avversario. Robben, considerato a ragione l'elemento più pericoloso, è guardato a vista da due, tre avversari ma è comunque l'unico a tentare di dare qualche segno di vita. Una sua bella giocata ispira Van Persie la cui conclusione in diagonale è però deviata dal portiere. Passano pochi minuti e lo stesso Robben, ben servito stavolta da un cross di Blind, spreca, mandando a lato di testa, la migliore occasione per pareggiare. Sono invece i padroni di casa a colpire ancora 3 minuti prima dell'intervallo quando, in seguito a un batti e ribatti susseguente ad angolo, Sigurdsson trova la doppietta personale con una pregevole volée.
A inizio ripresa Hiddink inserisce Huntelaar non togliendo però, come sarebbe stato logico, de Jong o un difensore ma Sneijder, finendo così per eliminare ogni raccordo tra il reparto offensivo e il resto della squadra. Il risultato è un continuo possesso palla sempre più sterile senza verticalizzazioni, accelerazioni e palle giocabili per gli attaccanti. In tutto il secondo tempo un colpo di testa finito alto di Huntelaar in mischia rimane la conclusione più pericolosa verso la porta dei padroni di casa che invece sfiorano la terza segnatura in più di un'occasione partendo in velocità una volta recuperata palla. 
La sconfitta ampiamente prevista diventa reale e anche chi in federazione, si era, sino ad ora, tappato occhi e naso, dovrà assumersi le sue responsabilità: mantenendo questo CT visibilmente demotivato, privo di grinta e personalità per imporsi sui giocatori, incapace di dare alla squadra una minima parvenza di gioco, si rischierà di fallire la qualificazione più facile (pure la terza classificata avrà possibilità) nella storia dei tornei riservati alle nazionali.

venerdì 10 ottobre 2014

Olanda - Kazakistan 3-1


Sono due le novità rispetto alle previsioni: una forzata con Van der Wiel che prende il posto dell'infortunato Janmaat, una per scelta tecnica con Afellay preferito a Wijnaldum.
Sarà un caso ma l'unico a cercare di dare un po' di brio al gioco olandese è proprio il nuovo innesto Afellay. Per il resto la solita, scontata manovra lenta e prevedibile, le solite lacune individuali che ormai sono stanco di ripetere e, come ovvio risultato, pochissime possibilità di rendersi pericolosi contro una difesa folta e attenta. Nell'unica occasione ospite poi (niente di che, solo un calcio d'angolo), Martins Indi (ma guarda un po'!) si perde Abdulin il cui colpo di testa vale il vantaggio kazako al quarto d'ora.
A dimostrazione della pochezza dell'impianto olandese, l'unico tentativo di risposta in tutta la prima frazione è una conclusione debole di Van Persie da una posizione dalla quale si poteva decisamente fare meglio.
Il secondo tempo comincia a dire qualcosa di più solo quando Hiddink si decide a inserire Huntelaar a scapito di de Jong, non tra i peggiori ma inutile nel suo ruolo di frangiflutti quando di flutti non ce ne sono. A Hunter bastano infatti pochi minuti per fare centro di testa su cross dalla destra di Afellay. La pressione olandese aumenta e il Kazakistan si complica fatalmente la vita quando uno scriteriato intervento di Dzholchiev sul solito Afellay gli costa il cartellino rosso. Si gioca a una porta ma le nitide occasioni da rete si riducono a una traversa colpita da Robben su punizione e a un diagonale a lato di Van Persie che provoca una scaramuccia tra lui ed Huntelaar che gli rinfaccia il mancato assist. Siamo già negli ultimi 10 minuti quando, dopo un batti e ribatti in area kazaka, la palla finisce sui piedi di Afellay la cui conclusione dal limite trova la deviazione di un difensore prima di depositarsi all'angolino. Rimane il tempo a Van Persie di procurarsi un rigore, realizzarlo e aumentare la serie dei suoi gol inutili, e a Robben di fallire il poker a tu per tu col portiere.

Lunedì a Reykjavik, contro un'Islanda in forma e a punteggio pieno, la stessa Olanda imbottita di bolliti (Van Persie, Lens, Sneijder) e sopravvalutati (Martins Indi, Blind, de Vrij) farà molta, molta fatica.

giovedì 9 ottobre 2014

Prosegue il conservatorismo

Dati alla mano, chiunque avrebbe potuto fare, se non meglio, di certo non peggio, il lavoro per il quale Hiddink è lautamente remunerato. Due partite e due sconfitte nelle quali ha completamente sbagliato il modulo senza essere in grado di proporre qualcosa di nuovo.
Il trend sembra non cambiare leggendo le convocazioni per le partite contro Kazakistan (domani ad Amsterdam) e Islanda. Qualche faccia nuova (Promes, Bruma, Van Dijk) è presente solo per defezioni dovute ad infortuni (ai lungodegenti Vlaar e Van der Vaart si è aggiunto Depay) oltre al ritiro dalla Nazionale di Kuyt.
Se non altro, almeno nel primo match, sarà difficile sbagliare modulo visto che contro i kazaki neppure il più addormentato degli allenatori schiererebbe 5 difensori. E' allora pressoché scontato lo stesso 4-3-3 proposto contro l'Italia con il rientrante Robben al posto di Kuyt. L'unico dubbio potrebbe essere l'utilizzo o meno di Lens ma non sembra che con Hiddink le sorprese siano all'ordine del giorno.
Come con Van Gaal tutto il peso dell'attacco sarà ancora una volta su Robben ma attenzione pure a Van Persie che contro gli avversari di basso livello ha costruito la sua fama di bomber.

martedì 9 settembre 2014

Repubblica Ceca - Olanda 2-1


Gli unici a pagare la brutta sconfitta di Bari sono Kuyt e Lens, sostituiti da Veltman e Depay. Si ritorna dunque al 5-3-2 di vangaaliana memoria senza che la forza dell'avversario in questa occasione lo giustifichi.
L'inizio gara è molto equilibrato con l'Olanda che evidenzia difficoltà a fare arrivare la palla ai suoi attaccanti e i padroni di casa che si dimostrano lesti a ripartire ogni volta che ne hanno l'occasione. Il gioco ristagna quasi sempre a centrocampo fino al 22esimo quando Lafata, seppure contrastato da Martins Indi, riesce a controllare un non facile pallone al centro dell'area e a servirlo a Dockal che dal limite indovina un gran tiro che non lascia scampo a Cillessen. L'Olanda ha subito l'occasione del pari ma Wijnaldum, solo davanti a Cech, non riesce a trovare la giusta coordinazione. Dopo una fase caratterizzata da pochi lampi e molti errori, a 7 minuti dall'intervallo, Hiddink ritorna sui suoi passi sostituendo Veltman con Narsingh e passando al classico 4-3-3. Sarà un caso ma nell'esiguo lasso di tempo che resta da giocare l'Olanda riesce a creare i due maggiori pericoli della prima frazione: prima Depay si libera sulla sinistra e lascia partire una conclusione sulla quale Cech si salva con qualche affanno, poi, dopo un'iniziativa di Wijnaldum sulla destra, Van Persie tocca per Narsingh che, solo davanti al portiere, non trova il tempo giusto per battere a rete.
L'Olanda comincia la ripresa allo stesso buon ritmo con il quale aveva concluso il primo tempo e, favorita anche dall'atteggiamento per nulla difensivistico dei cechi, trova subito buone trame di gioco in velocità. Il giusto premio non tarda ad arrivare e al 55esimo, dopo un'azione insistita sulla destra, de Vrij spedisce di testa in rete un cross di Blind. Gli olandesi continuano a spingere facendo leva soprattutto sulla vivacità di Depay ma si espongono anche a pericolosi contropiede e tuttavia nessuna delle due squadre riesce a creare serie situazioni da rete. Per vedere una conclusione nello specchio della porta bisogna aspettare di entrare nell'ultimo quarto d'ora quando un colpo di testa del solito Depay è ben parato da Cech. Il pareggio rimane tutt'altro che scontato visto che entrambe le squadre provano in ogni occasione a superarsi e l'equilibrio viene infine rotto in pieno recupero quando Janmaat, invece di spazzare, pensa bene di appoggiare al portiere un cross insidioso dalla destra. La palla colpisce il palo e Pilar non ha difficoltà a metterla dentro decretando una sconfitta che stavolta non si può dire meritata.
Una nota di merito per de Jong, fondamentale in fase di interdizione e pure di costruzione, di demerito per Sneijder e Van Persie che non hanno lesinato impegno ma hanno commesso un'infinità di errori. Probabilmente la nuova Olanda avrebbe potuto e dovuto fare a meno di loro.

giovedì 4 settembre 2014

Italia - Olanda 2-0


Van Gaal ha perso il mondiale per avere puntato sugli uomini sbagliati (Van Persie su tutti) ma, a sue spese (vedasi a proposito amichevoli contro Germania e Francia), una cosa l'aveva capita: contro avversari di valore la sua Olanda, troppo fragile a livello difensivo, non poteva permettersi il 4-3-3. 
Hiddink alla sua prima uscita dimostra invece di non aver capito un bel niente e, dopo avere scelto gli stessi giocatori di Van Gaal, ripropone il 4-3-3 togliendo un centrale difensivo (Vlaar) per Janmaat e spostando Kuyt sulla linea degli attaccanti dove Lens sostituisce l'infortunato Robben.
Ora, caro Hiddink, se scegli gli stessi uomini del tuo predecessore e proponi un modulo diverso o ritieni lui un imbecille o sei un imbecille tu stesso. Purtroppo per te sono sufficienti 10 minuti di gioco ad avallare la seconda opzione, lasso di tempo nel quale l'Italia affonda nella difesa olandese con una facilità irrisoria che non avrebbe trovato neppure contro un avversario di Lega Pro. Il copione è banale: palla italiana al centro del campo, lancio in verticale e centrali olandesi fatti fuori per una nitida occasione da rete. In questo modo fa centro Immobile e si guadagna un rigore Zaza (nell'occasione pure espulso un disastroso, ma si sapeva!, Martins Indi) che di lì a poco fallisce pure il tris calciando a botta sicura sul corpo di Cillessen.
Partita praticamente finita e restanti 80 minuti passati dai giocatori a trotterellare sul campo e da me a chiedermi il perché di scelte così assurde.
Ma non dovrebbero essere le amichevoli a fornire l'occasione per provare nuovi giocatori?
E' per diritto divino che Cillessen è il portiere titolare?
Come può Martins Indi essere ancora nel giro della nazionale?
Willems, Kongolo e Van Aanholt sono peggiori di Blind? 
Come mai è stato convocato Wijnaldum e non Maher che sta facendo molto meglio di lui? 
A che pro rivedere Lens e Kuyt come ali?
Come mai l'attaccante più in forma, Depay, non ha giocato?
Perché Van Persie è intoccabile?
E forse la più importante di tutte: perché Hiddink, se non gliene frega nulla, ha accettato di diventare CT?