Il 2011 della Nazionale comincia con l'amichevole in programma domani ad Eindhoven contro l'Austria e, a quasi tre mesi dall'ultimo impegno, è doveroso fare il punto della situazione.
Dopo la finale mondiale la parola d'ordine di Van Marwijk è stata "continuità" sia nella scelta del modulo (il 4-2-3-1 non è mai stato messo in discussione) che dei giocatori. Una continuità che ha portato 4 successi su altrettante gare di qualificazione all'Europeo, impreziositi da una prestazione davvero convincente contro la Svezia che sulla carta era l'avversario più ostico del girone.
Indipendentemente dalle sue scelte, la qualità principale del tecnico è stata però la sua capacità di conquistarsi la stima e il rispetto del gruppo che raramente in passato è parso così unito. Non sono certo mancati episodi di malcontento (irritanti gli atteggiamenti da prima donna al momento delle sostituzioni dei vari Van Persie, Sneijder, Van der Vaart) ma Van Marwijk ha sempre dato l'impressione di saperli gestire al meglio e anche con la decisione di escludere de Jong per motivi disciplinari in seguito ad un suo intervento killer su Ben Arfa ha inviato automaticamente a tutti un chiaro messaggio sulla sua autorità rafforzando la sua posizione all'interno dello spogliatoio.
Per domani de Jong figurava nuovamente tra i convocati prima che un problema alla caviglia lo rendesse indisponibile. Non ci saranno neppure Robben, rimessosi dall'infortunio alla coscia già da un paio di settimane ma lasciato a Monaco per non irritare ulteriormente il Bayern dopo le vicende dello scorso anno, Van Persie (febbre) e Van der Vaart, infortunatosi al polpaccio nell'ultimo match di Premier.
Le tante defezioni privano la vigilia di un interessante toto-formazione e l'unico dubbio, ritenendo scontato inserimento di Janssen nell'undici di partenza accanto a Van Bommel, riguarda il ballottaggio tra Afellay ed Elia. Considerato il contesto amichevole ci sarà comunque spazio per tutti, compreso per l'ultimo arrivato, il ventenne Kevin Strootman, fresco di passaggio dallo Sparta all'Utrecht dove ha subito fatto benissimo. Per le scelte davvero importanti, nell'ipotesi che nel frattempo non ci siano infortuni, occorrerà invece aspettare ancora un mese.
martedì 8 febbraio 2011
Ritorna la Nazionale ma le scelte sono rimandate
giovedì 16 dicembre 2010
Le 3 big per l'Europa League
Era apparso chiaro, dopo le gare di andata, se non già dal sorteggio, che l'obiettivo massimo di Ajax e Twente nei gironi di Champions sarebbe stato il terzo posto. Entrambe lo hanno centrato anche se il Twente con un'autorità ben maggiore grazie alla vittoria di Brema che sapeva molto di scontro diretto. L'Ajax, sconfitto 2-0 ad Auxerre e 4-0 a domicilio dal Real Madrid, ha invece tratto maggior beneficio dai demeriti dei francesi nelle altre gare che dai propri meriti.
In primavera ripartiranno dai sedicesimi di Europa League in compagnia del PSV, assoluto dominatore del proprio girone terminato imbattuto con 14 punti, con la speranza che stavolta almeno una delle tre possa arrivare in fondo.
Stagione europea finita invece per l'Utrecht che, sconfitto seccamente a Bucarest, perde l'ultimo treno facendosi rimontare due gol in casa dal Napoli, e per un deludentissimo AZ al quale, dopo le due sconfitte nelle gare di andata, sarebbero serviti ben più dei 4 punti raccolti in quelle di ritorno.
domenica 12 dicembre 2010
Gruppo compatto al giro di boa
| 1 | PSV | 17 | 11 | 4 | 2 | 37 | 50 | 18 |
| 2 | Twente | 17 | 11 | 4 | 2 | 37 | 33 | 15 |
| 3 | Groningen | 17 | 10 | 3 | 4 | 33 | 33 | 22 |
| 4 | Ajax | 17 | 9 | 5 | 3 | 32 | 36 | 17 |
| 5 | AZ | 17 | 9 | 5 | 3 | 32 | 25 | 16 |
| 6 | Roda | 16 | 7 | 7 | 2 | 28 | 26 | 20 |
| 7 | Utrecht | 17 | 8 | 2 | 7 | 26 | 29 | 23 |
| 8 | ADO | 17 | 7 | 4 | 6 | 25 | 28 | 28 |
| 9 | Heerenveen | 17 | 6 | 6 | 5 | 24 | 30 | 24 |
| 10 | NAC | 16 | 7 | 2 | 7 | 22 | 22 | 25 |
| 11 | NEC | 17 | 5 | 5 | 7 | 20 | 28 | 32 |
| 12 | De Graafschap | 17 | 5 | 5 | 7 | 20 | 21 | 33 |
| 13 | Heracles | 17 | 5 | 3 | 9 | 18 | 28 | 32 |
| 14 | Feyenoord | 17 | 4 | 5 | 8 | 17 | 22 | 33 |
| 15 | Vitesse | 17 | 4 | 5 | 8 | 17 | 20 | 31 |
| 16 | Excelsior | 16 | 4 | 3 | 9 | 15 | 19 | 30 |
| 17 | VVV | 16 | 3 | 0 | 13 | 9 | 15 | 34 |
| 18 | Willem II | 17 | 0 | 4 | 13 | 4 | 14 | 46 |
sabato 11 dicembre 2010
Fluminense campeão dopo 26 anni!

Nei primi anni '80 la squadra brasiliana della quale tutti gli appassionati di calcio erano innamorati era il Flamengo di Junior e Zico, laureatosi campione del mondo nel 1981. Fu probabilmente per il mio solito spirito di contraddizione che cominciai allora a tifare Fluminense che del Flamengo era la storica rivale. E fui fortunato dal momento che i "tricolores" arrivarono al titolo nazionale solo pochi anni dopo, nel 1984. Sulla panchina sedeva un giovane Carlos Alberto Parreira e i giocatori più rappresentativi erano Ricardo Gomes e Branco, Assis e Washington ma soprattutto Julio Cesar Romero, in arte Romerito, estroso paraguayano dalla classe cristallina che l'anno successivo verrà eletto miglior calciatore del Sudamerica.
Da allora per il (o la) Fluminense pochi buoni campionati e molti piazzamenti appena al di sopra della zona retrocessione che anche l'anno scorso riuscì ad evitare proprio all'ultima giornata.
Passato lo spavento la società ingaggia come tecnico per il 2010 quel Muricy Ramalho che dopo tre titoli consecutivi sulla panchina del San Paolo veniva da un'opaca stagione col Palmeiras. Vengono acquistati giocatori di esperienza come Deco, Belletti e l'attaccante giramondo Emerson ma è soprattutto il rendimento della vecchia guardia che sotto la guida di Ramalho cambia in modo quasi insperato permettendo alla squadra di compiere il salto di qualità.
Il risultato è un campionato da protagonista terminato, dopo un avvincente braccio di ferro con Corinthians e Cruzeiro, con la conquista di uno storico titolo.
E' stato il trionfo del gruppo, dalla solidità della difesa, imperniata sui centrali Gum e Leandro Euzébio e sui laterali Mariano e Carlinhos, risultata alla fine la meno battuta del torneo, alla concretezza dei centrocampisti Tartà e Marquinhos, alla giusta alternanza degli attaccanti con Washington mattatore nella prima parte, Emerson sugli scudi nella seconda e Fred meno bomber ma sempre al servizio della squadra.
Su tutti però mi piace segnalare l'esplosione di Darìo Conca, "El mago", trequartista argentino che da funambolico solista si è trasformato in vero uomo squadra. Dopo 26 anni pare proprio che Romerito abbia finalmente trovato il degno erede.
mercoledì 17 novembre 2010
Olanda - Turchia 1-0
Nell'ultima partita dell'anno Pieters guadagna punti importanti per la maglia numero 5 con Anita neppure convocato. Van der Vaart è confermato centrocampista arretrato e semmai la sorpresa, con Van Bommel, oltre a de Jong, non disponibile, è vedere al suo fianco Maduro. Infortunati Kuyt ed Elia, sono Lens e Afellay a partire all'ala con Van Persie solo in panchina.
Il primo pericolo è portato dagli ospiti con Burak, bravo e fortunato a incunearsi tra Van der Wiel e Mathijsen, la cui conclusione è deviata in angolo da un attento Stekelenburg. La risposta dell'Olanda non arriva e la gara vive esclusivamente a centrocampo con entrambe le squadre che cercano di guadagnare metri con rapidi passaggi palla a terra non riuscendo tuttavia a rendersi pericolose. Sneijder è volenteroso ma la sua zona è sempre intasata di maglie avversarie. Afellay e Lens avrebbero più possibilità ma dopo essersi ben proposti finiscono sempre per vanificare l'azione negli ultimi venti metri. La prima conclusione verso la porta turca arriva così alla mezz'ora con Afellay che da appena fuori area non centra lo specchio. Migliore fortuna ha Sneijder che raccoglie al volo la ribattuta della barriera su una sua stessa punizione e impegna il portiere avversario nel suo unico intervento della prima frazione.
Alla ripresa Wisgerhof sostituisce Mathijsen infortunatosi, sembra seriamente, alla caviglia, Janssen prende il posto di Sneijder permettendo a Van der Vaart di agire in zona più avanzata e si rivede dopo il Mondiale anche Van Persie al posto di Lens.
Passano pochi minuti e Maduro è bravo a recuperare una palla in pressing e a servirla ad Huntelaar che con un colpo sotto non lascia scampo al portiere in uscita. Ottenuto il vantaggio l'Olanda abbassa ulteriormente il ritmo limitandosi ad uno sterile possesso palla e a qualche guizzo in avanti grazie ad iniziative personali. Gli appoggi di Maduro e Janssen sono sempre all'indietro e i turchi prendono coraggio riuscendo a creare diverse buone occasioni. Prima Stekelenburg si salva di istinto su colpo di testa a botta sicura di Umut, successivamente, in due occasioni, sono gli avanti turchi a non centrare la porta ormai sguarnita dopo azioni carambolesche. Nel finale Huntelaar, ben servito da un più convincente Afellay, potrebbe pure raddoppiare ma è ancora Stekelenburg a dover ribattere una conclusione da appena dentro l'area mettendo una pezza ad una difesa distratta e comunque per nulla aiutata da un centrocampo troppo statico.
venerdì 22 ottobre 2010
In Europa bene solo il PSV
Dopo le gare di andata della fase a gironi vediamo la situazione delle squadre olandesi ancora in lizza nelle coppe europee:
Ajax: la vittoria casalinga contro l'Auxerre l'ha messa in buona posizione per il terzo posto tanto quanto il mancato successo contro il Milan l'ha messa in cattiva posizione per il secondo.
Twente: pareggiando in casa (Inter e Werder) e perdendo in trasferta (Totthenam) le possibilità di andare avanti sono nulle. Dura pensare ad un cambio di tendenza ma la partita di Brema varrà almeno l'Europa League.
AZ: l'inaspettata batosta di Borisov era stata il campanello d'allarme. La successiva sconfitta a domicilio contro la Dynamo Kyev la conferma delle enormi difficoltà della squadra. In un girone così mediocre non tutto è perduto ma occorrerà un colpo in trasferta.
PSV: si risolleva dal mezzo passo falso iniziale (pareggio casalingo contro la Sampdoria acciuffato in extremis dopo una gara peraltro dominata per lunghi tratti) andando a vincere per due volte in trasferta contro Metallist e Debrecen. Il passaggio del turno è quasi certo.
Utrecht: sempre buone prestazioni ma sempre pareggi. L'ultimo in particolare (in casa contro la Steaua), seppure sfortunato, rischia seriamente di essergli fatale.
mercoledì 13 ottobre 2010
In Ucraina il miracolo è solo sfiorato
Una delle più forti Under-21 di sempre fallisce la qualificazione ad Europei ed Olimpiadi per 7 minuti di ordinaria follia. E' la lettura più semplice del motivo per cui una squadra capace di vincere con autorità un girone ostico che comprendeva pure la Spagna sia poi stata sconfitta a domicilio per 3-1 dall'Ucraina nell'andata dei play-offs. In quei 7 minuti, i primi dell'incontro, gli olandesi sono stati capaci di incassare due reti pesantissime, entrambe su cross apparentemente innocui dalla tre quarti, che hanno ovviamente condizionato il resto della gara che avrebbe potuto concludersi con un passivo anche più pesante.
Al ritorno l'Olanda di Dost, Van Wolfswinkel, Luuk de Jong, purgata dai giocatori del Feyenoord (fuori Biseswar, Fer e Wijnaldum) ha dimostrato tutta la sua forza dominando l'incontro per tutti i 90 minuti ma riuscendo a segnare solo due volte rendendo così ancora più amara l'eliminazione.
Troppo facile forse affermare che con Foppe de Haan al posto di Cor Pot le cose sarebbero andate diversamente. E' comunque quello che penso.
Olanda - Svezia 4-1
La prima conferma è la formazione che non presenta nessuna novità rispetto a quella di venerdì. La seconda, che arriva dopo soli 4 minuti di gioco, è la vena realizzativa di Huntelaar che spedendo in rete l'invito di Van der Vaart dopo un'azione tutta di prima in verticale, va a segno per la nona partita consecutiva (4 con la nazionale, 5 con lo Schalke).
Il vantaggio iniziale dà tranquillità agli olandesi che infatti giocano con scioltezza amministrando il possesso palla e cercando di rendersi pericolosi con improvvise accelerazioni. In una di queste Kuyt è bravo a trovare Sneijder che va vicino al raddoppio con una conclusione da appena fuori area che sfiora l'incrocio.
Solo una disattenzione difensiva, con la squadra troppo sbilanciata in avanti, rischia di riportare la Svezia in partita ma il pallonetto di Toivonen su Stekelenburg in uscita disperata si perde a lato. Passano pochi minuti e un brillante Sneijder trova il corridoio giusto per Afellay che realizza il 2-0 con un perfetto diagonale col quale si conclude il primo tempo la cui unica nota stonata è stato l'infortunio occorso a Kuyt, sostituito da Lens.
A inizio ripresa è ancora l'accoppiata Afellay-Huntelaar a rendersi assoluta protagonista e a mettere la parola fine sulla partita. Prima è l'ala del PSV che dopo una serie di finte sul diretto avversario scodella un perfetto cross che The Hunter trasforma nell'ottavo sigillo personale in queste qualificazioni. Successivamente è Huntelaar, lanciato in velocità da Sneijder, a servire un perfetto assist ad Afellay che realizza in modo spettacolare la sua doppietta con un bolide sotto alla traversa. Ancora Sneijder, autore di una prestazione di tutt'altra caratura rispetto a quelle nel Mondiale per le quali pure era stato esaltato, mette Lens a tu per tu con Isaksson che è però bravo a chiudergli lo specchio della porta. Lo stesso Lens trova dopo pochi minuti anche la quinta rete ma la sua ribattuta dopo conclusione del solito Sneijder avviene da posizione irregolare. L'Olanda tira a questo punto i remi in barca lasciando gli ultimi 20 minuti agli svedesi che riescono a trovare la rete della bandiera con Granqvist in sospetto fuorigioco e ad impegnare un attento Stekelenburg con un paio di conclusioni di Ibrahimovic e Berg.
venerdì 8 ottobre 2010
Moldavia - Olanda 0-1
E' vero che sull carta l'avversario lo poteva consentire ma la scelta di schierare Van der Vaart come centrocampista difensivo, al posto di de Jong, in un ruolo dove non ha mai fatto bene, sa molto di forzatura per trovargli un posto tra i titolari dopo i suoi recenti piagnistei. Per il resto nessuna sorpresa con Afellay all'ala sinistra al posto di Elia, ritornato anzitempo ad Amburgo per problemi alla caviglia.
La prima frazione è ben giocata dall'Olanda che prende da subito il pallino del gioco e cerca di rendersi pericolosa con azioni in velocità. Molto attivi soprattutto Sneijder ed Afellay mentre Huntelaar è sempre presente come finalizzatore. Nella prima occasione, ben servito centralmente da Sneijder, vede la sua conclusione alzata sulla traversa dal portiere. Sul successivo angolo il suo colpo di testa non centra la porta sguarnita. Chi la dura la vince e, liberato ancora centralmente da un tocco di Van der Vaart, realizza il gol del vantaggio con un rasoterra angolatissimo. Nel finale di tempo ancora Sneijder gli mette sui piedi la palla del raddoppio ma la conclusione di "The Hunter" finisce sull'esterno della rete.
Anche la ripresa inizia con l'Olanda decisa a chiudere il conto ma prima è bravo il portiere moldavo a togliere dall'incrocio un tiro a giro di Sneijder e poi è sfortunato Heitinga a centrare la traversa con un colpo di testa su angolo dello stesso Sneijder. Al quarto d'ora è Kuyt, ormai sempre più terzino che attaccante, a dimostrarsi poco lucido davanti al portiere mancando la più ghiotta delle occasioni. Fallito il raddoppio gli olandesi si limitano ora al controllo della gara rallentando il ritmo e non faticando più di tanto a contenere le rare folate offensive dei padroni di casa. Stekelenburg rimane inoperoso ed in un finale di partita abbastanza noioso l'unica chance è ancora sui piedi di Huntelaar che però non trova il tempo di battere a rete. Rimarrà il dubbio se elogiarlo per la rete decisiva o criticarlo per quelle mancate.
mercoledì 6 ottobre 2010
Tentativo di fuga
La seconda tornata di incontri per la qualificazione all'Europeo prevede la trasferta a Chisinau e l'impegno casalingo contro la Svezia. Un doppio confronto con l'obiettivo di staccare proprio gli svedesi che al momento condividono con l'Olanda la testa del girone. Alle assenze degli ormai lungo degenti Van Persie e Robben si è aggiunta quella di de Jong, escluso da van Marwijk per motivi disciplinari dopo che il centrocampista del City ha rotto due tibie in sei mesi (dopo Stuart Holden è toccato a Ben Arfa) che si sommano all'intervento da kung-fu ai danni di Xabi Alonso nella finale mondiale.
Sarà con ogni probabilità de Zeeuw a sostituirlo nell'undici di partenza mentre la defezione di Anita dà via libera a Pieters sulla corsia di sinistra. In avanti Kuyt ed Elia appaiono favoriti nel ruolo di esterni perché è vero che Van der Vaart sta facendo molto bene al Tottenham ma impiegato nel ruolo che in Nazionale è appannaggio di Sneijder.