martedì 1 febbraio 2005

Qualche volto nuovo

 

Sono quattro i nomi nuovi nella lista diramata da van Basten come preselezione per l’amichevole contro l’Inghilterra: 
* il centrocampista offensivo Ugur Yildirim (1982) che, nato in Olanda da genitori turchi, ha compiuto proprio in questi giorni una scelta per lui molto delicata optando per la nazionale olandese. 
* Martijn Meerdink (1976), protagonista di un ottimo campionato nelle file dell’AZ prima come centrocampista di destra poi come vera e propria ala. 
* i portieri Timmer (1971, AZ) e Gentenaar (1975, NEC) a dimostrazione che la sfida per il posto di secondo è apertissima.

L’AZ diventa la squadra maggiormente rappresentata con 6 elementi. Il PSV ne ha 5, l’Ajax 4. Da notare il ritorno di Vennegoor of Hesselink a quattro anni  dalla sua seconda e ultima presenza; ritorno favorito però dagli infortuni di van Nistelrooij e van Hooijdonk.

mercoledì 26 gennaio 2005

Olanda. Come mai?

Non volevo far passare gennaio senza nemmeno un post relativo all'argomento principale di questo blog. Essendo però in un periodo privo di impegni per la nazionale ero in difficoltà non sapendo quale argomento trattare.
Avevo pensato di rievocare partite del passato particolarmente significative oppure di rivivere le competizioni in cui l'Olanda è stata protagonista oppure ancora di ricordare i momenti di gioia o di enorme delusione (questi ultimi ahimé molto più numerosi dei primi) che mi ha regalato questa passione...
Alla fine ho deciso invece di fare un tuffo nel mio passato nel tentativo di spiegare come questa passione sia nata e di accontentare coloro che me ne hanno chiesto la ragione.

Avevo poco più di 4 anni quando ho avuto il mio primo album dei calciatori. Grazie alle figurine ho imparato a leggere e cominciato a tifare. Fiorentina.
Naturalmente mio padre, toscano, ha avuto un ruolo importante in questo ma non sono mai stato facilmente condizionabile. Credo anzi che se fossi nato a Firenze la mia fede calcistica sarebbe stata diversa a causa della mia tendenza innata a non omologarmi al gruppo. I miei amici erano tutti genoani o sampdoriani e questo, invece di dissuadermi, rese ancora più salda la mia passione. Quel colore viola poi, così originale, quella maglia così diversa da tutte le altre fecero il resto.

Non è un caso che sia arrivato a parlare del colore della maglia in quanto sono convinto che abbia avuto molta importanza anche nella scelta che feci qualche anno più tardi. Allora di calcio internazionale non sapevo praticamente nulla ma quando ci trovavamo a giocare nel campetto sotto casa e, come è tipico nei bambini, fantasticavamo di essere campioni affermati, io impersonificavo sempre lo stesso: Cruijff. Di lui sapevo quello che avevo letto sotto la sua figurina in un vecchio album dedicato ai campioni di ogni disciplina sportiva: interno di punta dell'Ajax e capitano della nazionale olandese.
Lo scelsi un po' per il prestigio di quel ruolo, il classico numero 10, un po' per la simpatia che mi ispirò l'Olanda, soprattutto dopo che ebbi chiesto a mio padre cosa mai avesse vinto ed ebbi in risposta un laconico "niente".

Sì, credo sia stato determinante. Tifare per una squadra comunque valida che però non avesse mai vinto nulla era una bella sfida, una di quelle sfide che hanno sempre caratterizzato le mie scelte in ambito sportivo. Sfide contro tutto e contro tutti che già sapevo che mi avrebbero riservato delusioni ma che ho sempre accettato con piacere nella speranza di ottenere soddisfazioni più grandi.

Aspettai con ansia l'uscita dell'album dedicato al mondiale argentino del '78 e fui sorpreso e deluso nel constatare che Cruijff non era presente. In compenso rimasi affascinato da quelle maglie di un arancione vivo e imparai immediatamente a memoria i nomi di tutti e sedici i giocatori olandesi. A scuola i miei compagni parlavano di Rossi e Bettega, io di Neeskens, Rep e Rensenbrink, quasi orgoglioso di essere il solo a conoscerli.

Quando il mondiale cominciò ebbi finalmente la possibilità di vedere l'Olanda per la prima volta.
Sono passati quasi 27 anni da quella gara contro l'Iran ma ricordo ancora benissimo quel pomeriggio. Fu l'inizio di questo mio strano amore che, a differenza di altri che sono entrati e poi usciti dalla mia vita, ha sempre mantenuto saldamente il suo posto.

domenica 26 dicembre 2004

Auguri a tutti!


La nazionale tornerà il 9 febbraio con un'interessante amichevole a Birmingham contro l'Inghilterra. Fino ad allora non penso che aggiungerò post ma colgo l'occasione per augurare a tutti coloro che capiteranno qui un felice 2005 nel quale si possano realizzare i loro desideri, a patto che non interferiscano con la qualificazione dell'Olanda ai Mondiali :-)

martedì 21 dicembre 2004

Il punto sul campionato

Ecco la situazione al termine del girone d'andata:

1AZ17 13 31 424412
2PSV171331424210
3Ajax171142374117
4Feyenoord17944314223
5FC Utrecht17845282319
6SC Heerenveen17845283028
7Vitesse17836272823
8Roda JC17755263226
9NAC17755262733
10Willem II17647222225
11RKC Waalwijk17566212123
12FC Groningen17548192433
13FC Twente175 39181925
14NEC17458172024
15ADO Den Haag174310152128
16FC Den Bosh17231291043
17De Graafschap17151181743
18RBC Roosendaal17221381745
La prima sconfitta stagionale del PSV, giunta proprio nell'ultima giornata di andata ad opera del Roda, consente all'AZ di raggiungerlo in vetta. L'Ajax si presenta al giro di boa a -5 dalla coppia di vertice ma con ampie possibilità di riportarsi in gioco. Altamente improbabile che ci riesca il Feyenoord per il quale si prospetta comunque un quarto posto. La lotta per l'ultimo posto UEFA disponibile sembra ristretta a cinque squadre con l'Heerenveen che appare favorito anche se non è da sottovalutare il Vitesse. In coda si è risollevato il Den Haag che ha messo un buon margine tra sé e i playout distanziando le ultime tre tra le quali uscirà la squadra che retrocederà direttamente.

venerdì 17 dicembre 2004

Il cammino dei club in Europa


Per la prima volta nella sua storia l’Olanda finisce l’anno solare con ancora 5 club in lizza nelle coppe europee. E’ un record comunque molto relativo perché in passato a questo punto della stagione rimanevano in lizza solo 8 squadre per competizione mentre adesso la Champions è allineata ancora agli ottavi, la UEFA addirittura ai sedicesimi.
Vediamo nel dettaglio come ogni squadra si è comportata con le rispettive prospettive.

PSV: riesce a superare un girone di Champions al nono tentativo. Il merito maggiore è di Hiddink che ha impostato una squadra molto solida in difesa ben sapendo che l’attacco non aveva una grande forza d’urto. Finora nelle partite decisive ha pagato ma battere un grande club sarà un’impresa.

Ajax: una Champions disastrosa (4 sconfitte in 6 partite) ma la fortuna di avere trovato nel girone una squadra debole come il Maccabi con la quale ha prevalso negli scontri diretti. Sarà in UEFA e con un paio di acquisti attesi per gennaio oltre che con la ritrovata vena dei suoi migliori giocatori, può andare lontano.

Feyenoord: supera il girone di UEFA senza eccessivi problemi confermandosi quella squadra ostica e difficile da battere che 3 anni fa aveva vinto il trofeo. E’ una squadra che in attacco è in grado di far male e se Gullit rinuncerà alle solite scelte assurde potrà ancora togliersi delle soddisfazioni.

AZ: finisce il girone UEFA con una sconfitta che mette fine a una serie di 12 vittorie consecutive (9 in campionato, 3 in Europa) ma era già ampiamente qualificata. Se anche in primavera riuscirà a mantenere lo stesso dinamismo e la stessa freschezza atletica sarà dura per chiunque buttarla fuori.

Heerenveen: la sua è stata una qualificazione sorprendente e anche abbastanza fortunosa (vedasi partita di Zagabria) ma impreziosita da una bella vittoria con lo Stoccarda. Troppo debole, soprattutto in trasferta, per potere ambire a traguardi più prestigiosi.

Utrecht: dopo il turno preliminare 4 partite, 4 sconfitte. Un’esperienza da dimenticare anche se non si poteva chiedere molto di più a una squadra che staziona intorno a metà classifica dell’Eredivisie.

sabato 4 dicembre 2004

AZ, 24 anni dopo


Alkmaar non è certo una delle principali città olandesi e soprende che sia stata la sua squadra di calcio l’unica in grado negli ultimi 40 anni di sottrarre un campionato alle tre grandi storiche.

Era la stagione 1980-81. L’AZ, allora ancora AZ’67, era stata fondata solo 13 anni prima dalla fusione tra l’Alkmaar ’54 e l’FC Zaanstreek (cittadina a pochi chilometri dalla stessa Alkmaar). L’obiettivo dichiarato degli ambiziosi proprietari (i fratelli Molenaar) era di vincere qualche trofeo e, dopo la promozione in Eredivisie avvenuta nel ’72, misero anno dopo anno le basi per centrarlo. Accanto a un campione esperto come van Hanegem arrivarono ad Alkmaar giovani molto promettenti come Hovenkamp, Metgod, Spelbos, Peters, Kist e i primi frutti furono raccolti nel 1978 con la conquista della Coppa d’Olanda. Nello stesso anno venne ingaggiato come tecnico Georg Kessler e fu questa la mossa decisiva a permettere il definitivo salto di qualità.

Tre anni dopo l’AZ’67 dominò la stagione come neppure l’Ajax dei tempi d’oro fu in grado di fare conquistando il titolo a 6 giornate dalla fine del campionato con una storica vittoria a Rotterdam sul Feyenoord per 5-1.

Sfortuna volle che solo tre giorni dopo fosse in programma la finale di andata della coppa UEFA. I giocatori si presentarono a Ipswich dopo notti di baldoria (per usare un eufemismo) e incassarono un pesante 3-0. La partita di ritorno fu comunque memorabile con gli olandesi mai domi nella ricerca di una rimonta impossibile. Terminò 4-2 . Il miracolo non riuscì e questo rimase l’unico neo di una stagione straordinara conclusasi con la conquista per la seconda volta della Coppa d’Olanda.

L’anno seguente, nel secondo turno di Coppa dei Campioni, il doppio confronto con i detentori del Liverpool fu un’altra sfida indimenticabile: 2-2 ad Alkmaar e 3-2 per i Reds all’Anfield con il gol decisivo segnato a una manciata di minuti dallo scadere.

Alla fine della stagione vinse ancora la Coppa d’Olanda ma fu quello il canto del cigno di una squadra che nell’estate successiva, causa forti problemi economici della proprietà, perse l’allenatore e tutti i suoi pezzi migliori. La crisi era irreversibile e non bastò spuntare il 67 dal nome per arrestarla.

Nel 1988 ci fu l’inevitabile retrocessione e solo una decina di anni più tardi l’AZ riuscì a riaffacciarsi in Eredivisie. I meriti furono tutti del nuovo proprietario, il banchiere Dirk Scheringa, la cui politica, seguendo l’orma dei fratelli Molenaar, era acquistare per la squadra giovani interessanti su cui i grandi club non avessero ancora messo gli occhi. Ma le analogie con il passato non si fermano qui: dopo 5 anni di centro classifica nel massimo campionato viene ingaggiato come tecnico Co Adriaanse, capace di portare in Champions League il Willem II, nella speranza che possa fare lo stesso con l’AZ. L’anno scorso si conclude con un ottimo quinto posto e la conseguente qualificazione in Coppa UEFA mentre nell’anno in corso sta stupendo tutti sia in Olanda che in Europa.
Non so se reggerà. Nessuno lo può sapere. Di certo si è ritornati a parlare di AZ Alkmaar e, dopo i numerosi anni bui, può essere considerato già un successo.

lunedì 29 novembre 2004

Una finestra sull'Under 21

 

In concomitanza con le gare della nazionale maggiore si sono disputate anche le prima gare di qualificazione all’Europeo Under 21.
Pur non essendo mai andata bene in questa competizione l’Olanda è partita con il piede giusto. Al pareggio casalingo a reti bianche contro la Repubblica Ceca sono seguite la vittoria in Macedonia per 2-0 (doppietta di John) e quella con la Finlandia per 4-1 (in rete van Mosselveld, El Hamdaoui, Huntelaar e van Persie su rigore).
L’allenatore Foppe de Haan ha impostato la squadra con un classico 4-3-3 molto spregiudicato con un terzino ex-ala (Braafheid) e un centrocampista centrale offensivo come van Persie.
In porta gioca Waterman (Heerenveen), addirittura terzo portiere nella sua squadra di club.
I centrali della difesa sono van Mosselveld (Willem II) e Kruiswijk (Groningen). Terzino destro gioca Verhaegh (Den Bosh) mentre a sinistra Braafheid (Utrecht) ha spiccate attitudini offensive.
A van Persie (Arsenal) è stato affidato per la sua esperienza (sono almeno 3 anni che gioca ad alto livello) il compito di perno del centrocampo pur non essendo certo il suo ruolo naturale. Ai suoi lati giostra la coppia del Vitesse Hofs e Schaars con in alternativa Mathijssen (Willem II).
In attacco a destra gioca il talentuoso de Ridder (Ajax) mentre a sinistra ha trovato sempre più spazio El Hamdaoui (milita in seconda divisione nell’Excelsior) ai danni di Huntelaar (Heerenveen).
John (Fulham), l’unico ad avere una presenza nella nazionale maggiore, dopo essere stato trascurato nella prima partita sta diventando il centravanti imprescindibile per la squadra.

domenica 21 novembre 2004

La situazione

 Netherlands431010310
 Romania531110510
 Finland53021069
 Czech Republic4301629
 Macedonia FYR5113674
 Andorra41032113
 Armenia50142121

mercoledì 17 novembre 2004

Andorra - Olanda 0-3



La sorpresa è van Galen, convocato all’ultimo minuto ed esordiente, inserito subito titolare al posto di van Bommel. In difesa Melchiot va a destra, Ooijer e Cocu al centro mentre a sinistra si rivede van Bronckhorst. Kuijt vince il ballottaggio con Castelen per il ruolo di attaccante di destra.




 © http://www.oranjefotoside.nl/



Non sono queste le partite che possono dare grandi indicazioni ma tutta l’Olanda è apparsa poco ispirata con il solo Robben a cercare di dare un po’ di vivacità. Non è un caso che ci sia il suo zampino in tutte e tre le reti.
Dopo il 2-0 del primo tempo (a segno Cocu di testa e Robben con un tiro dal limite) mi sarei aspettato un maggior numero di reti nella ripresa come solitamente avviene contro squadre mediocri. Andorra è invece rimasta sempre molto chiusa e, agevolata dalla poca creatività degli olandesi, li ha contenuti senza troppi affanni  incassando il 3-0 a dieci minuti dalla fine (gol di Sneijder perfettamente liberato da un colpo di testa di van Hooijdonk).
Da notare che van Nistelrooy è stato sostituito da Makaay già nel primo tempo per una botta all’anca mentre nel finale c’è stato spazio anche per il secondo esordio di giornata, quello di Mathijsen.


domenica 14 novembre 2004

Ultimo appuntamento dell'anno






 


Mercoledì contro Andorra (si giocherà al Mini Estadi di Barcellona) i 3 punti non dovrebbero essere un problema. Sarà però interessante vedere come van Basten imposterà la squadra tenendo conto che ben 6 dei titolari contro la Finlandia un mese fa sono rilegati in panchina nelle rispettive squadre di club.


In difesa Bouma e de Jong sono infortunati, Heitinga non convocato per scelta tecnica, Davids che era nuovamente candidato a coprire la fascia sinistra non è al meglio. Si rivedono Boulahrouz dopo la giornata di squalifica e Melchiot (ottimo il suo inizio di Premier nelle fila del Birmingham) oltre al centrale dell’AZ Mathijsen alla sua prima convocazione. Almeno uno dei 3 sarà di certo tra gli undici partenti.


A centrocampo mancherà l'infortunato van der Vaart (al suo posto è stato convocato un altro AZ, van Galen) per cui le 3 maglie dovrebbero essere di Landzaat, van Bommel e Sneijder mentre in attacco sono curioso di vedere chi tra Castelen e Kuijt lascerà il posto a Robben ripresosi alla grande dall’infortunio.