martedì 2 giugno 2009

Io non sto con Prandelli


Qual è il migliore allenatore? Facile. Colui che ottiene il massimo dalla sua squadra sia in termini di risultati che di bel gioco. Più difficile è stabilire se un allenatore sia bravo quando latitano gli uni o l’altro.


Prandelli in 4 stagioni alla guida della Fiorentina ha ottenuto risultati straordinari per gli standard storici della squadra ma se è vero che 4 campionati consecutivi tra le prime 4 non si vedevano dagli anni ’50 è anche vero che è probabilmente da allora che la squadra non aveva alle spalle una società così solida e, perché no, ricca. Insomma, avendo a disposizione il quinto budget della Serie A risulta un po’ meno straordinario arrivare quarti, soprattutto se le squadre rivali sono afflitte dai problemi più svariati.
Se poi non è possibile affermare con certezza che con un altro allenatore si sarebbe fatto meglio in termini di risultati, è altresì difficile pensare che si sarebbe potuto fare peggio dal punto di vista del gioco.


Il buon Prandelli è un tecnico passabile per quanto riguarda la fase difensiva per una buona applicazione della quale è disposto a sacrificare l’estro di qualsiasi giocatore costringendolo, prima di tutto, a rigidi compiti di copertura. E’ invece assai carente nella fase di possesso palla tanto che appare difficile ricordare uno schema offensivo diverso dal lancione della difesa per il Toni o il Gilardino di turno. Movimenti senza palla praticamente assenti, mai una sovrapposizione, impossibile ricordarsi una sola volta nella quale si sia riusciti, dopo azione manovrata, a liberare un giocatore in area per una conclusione comoda. Per non parlare del modo ridicolo in cui da anni si battono calci d’angolo e punizioni.
Ogni calciatore è frenato dall’obbligo di non oltrepassare la sua zona di competenza e se questo è un modo di giocare che può portare al successo contro compagini di medio-basso valore per superare le quali è sufficiente una giocata di un singolo, non è assolutamente presentabile contro le squadre più forti dalle quali, salvo rarissime occasioni, si perde infatti in modo sistematico.
Con queste premesse è facile ipotizzare che margini di miglioramento non ce ne siano. Già quest’anno non si è visto alcun progresso rispetto alla stagione scorsa malgrado gli oltre 30 milioni investiti sul mercato.
Ci sono volute 30 giornate di campionato per fare capire al cocciuto mago di Orzinuovi che Vargas era tanto deleterio sulla linea di difesa quanto devastante, per gli avversari, su quella di centrocampo. Solo poche gare in meno per fargli capire che Pasqual e Semioli, prima inspiegabilmente ghettizzati, potevano essere utili alla causa. Si è dovuto infortunare Mutu per potere vedere Jovetic finalmente nella sua posizione naturale e non come improbabile attaccante esterno, sorte del resto toccata in precedenza pure a Osvaldo. Inarrivabile invece l’invenzione di Santana trequartista: una decina di prestazioni da incubo a fronte di una sola decente ma sufficiente tuttavia a farlo rimpiangere dal suo tecnico dopo l’infortunio. A livello di chicca siamo quasi ai livelli di Ujfalusi, impiegato come terzino destro per quasi tre anni prima che il Nostro si accorgesse che era il migliore centrale della rosa.


E’ bene che tutto l’ambiente si renda conto che, con questa lunga serie di abomini tattici, è stato solo grazie alla dea bendata che si è riusciti ad acciuffare il quarto posto, arrivato peraltro nonostante un numero elevatissimo di prestazioni indecorose (per trovare qualcosa  di simile al filotto casalingo contro Napoli, Lazio, Chievo, Siena, Cagliari bisogna risalire alla moltiplicazione dei pani e dei pesci) che solo il risultato finale è riuscito a nascondere all’occhio degli spettatori meno attenti.
Affermare poi che quello è il nostro scudetto non è solo un modo di esaltare oltremisura il proprio lavoro e autocelebrarsi (in questo Corvino gli è degno compare) ma una vera e propria presa in giro. Sarebbe sufficiente avere guardato una partita della Juventus o del Milan per capire il perché.


Probabilmente sarebbe stato meglio concludere il campionato con una decina di punti in meno. Oltre che a ricalcare più fedelmente quello che si è fatto vedere sul campo, avrebbe forse aperto gli occhi alla proprietà nei confronti di un tecnico che pare godere di fiducia illimitata nemmeno avesse vinto tre Champions di fila.
Purtroppo, o per fortuna,
nello sport, nel lavoro, nel matrimonio ed in tutte quelle attività umane che come tali hanno una loro evoluzione, non contano nulla i meriti pregressi; conta solo l'oggi perché non si può guardare con languore al passato glorioso mentre nel presente si affonda. La realtà dice che quest’anno, escludendo il quarto posto finale che comunque ho già sottolineato come sia arrivato, è stato caratterizzato da figuracce sia in Champions che in UEFA contro l’Ajax che in Coppa Italia col Torino. Prandelli si è dimostrato ancora una volta inadeguato nel gestire una rosa ampia, necessaria per essere competitivi su più fronti. D’altronde ha dichiarato lui stesso che la sua rosa ideale è composta da 18 giocatori a cui aggiungere i primavera. Peccato che di primavera non se ne siano visti nemmeno in Coppa Italia e alla fine abbiano sempre giocato i soliti indipendentemente dalla condizione fisica del momento, a volte davvero impresentabile.


Nonostante tutto questo non si è mai sentito un minimo di autocritica da parte sua mentre invece è sempre stato pronto a stizzirsi di fronte a chi legittimamente fischiava degli spettacoli osceni.
Dall’alto della sua vanagloria, celata da una falsa modestia e pertanto ancora più fastidiosa, ha sempre difeso ogni sua scelta invocando riconoscenza, lamentandosi di fronte alle sconfitte che in Italia esiste solo la cultura del risultato e dimenticandosi che quella è la sua fortuna visto che può appigliarsi solo a quelli.


Ora che poi il quarto posto è in tasca nessuna critica ha più  ragione di essere. Prepariamoci dunque ad un nuovo esaltante campionato col santone in panchina, Vargas esterno basso, Donadel regista, Santana trequartista, Mutu a passeggiare per il campo e Jovetic in tribuna. Che ci salvi San Frey!

4 commenti:

  1. E come sostituto chi prenderesti? E' mica facile trovare in giro uno meglio di Prandelli.Ad esempio io l'avrei visto bene al Milan al posto di Leonardo perchè sono convinto che l'anno prossimo,in questo periodo,si parlerà del ritorno di Ancelotti.

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  2. Sbaglierò ma Prandelli è troppo cocciuto e permaloso per potersi imporre in una grande piazza dove non ti perdonano nulla e alla prima sconfitta ti mettono in croce.
    Infatti speravo che andasse alla Juventus :-)
    Avessi potuto scegliere io avrei preso Spalletti (è suo il miglior gioco in Italia) o Zenga con il quale almeno si sarebbe vista una squadra grintosa.

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  3. Ma scusami tanto sai,volevi arrivare nei primi 3? con Inter,milan e Juventus non hai speranze,in una maniera o nell'altra.
    Con Spalletti o Zenga vuoi fare meglio? E' probabile che arriva dal 5 posto in giu...

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  4. Il fatto è che si è arrivati quarti grazie ad una fortuna sfacciata. Se avessimo fatto i punti che avremmo meritato staremmo a parlare di una stagione molto al di sotto delle aspettative.
    In Olanda ha vinto l'AZ, in Germania il Wolfsburg... non è scritto da nessuna parte che si sia obbligati ad arrivare dietro Juventus e Milan solo perché sono più ricche.
    Certo, per farlo occorrerebbe dare un gioco alla squadra ma da questo punto di vista non credo che ci si possa aspettare miglioramenti con l'attuale gestione tecnica.

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