mercoledì 3 marzo 2010

Olanda - USA 2-1


Probabilmente l'unico motivo di interesse in questa gara stava nelle convocazioni, le ultime prima che venga diramata la lista mondiale.
Inutile dire che i 23 scelti da Van Marwijk, fresco di un nuovo contratto che lo manterrà per altri due anni alla guida della Nazionale, abbiano ottime possibilità di farne parte. Con un paio di incognite. La prima relativa all'eventuale recupero di Van Persie che, fermo da novembre, dovrebbe tornare ad aprile ma con più di qualche punto interrogativo. La seconda legata alla scelta di quale sarà il quarto difensore centrale. Il rispolverato Vlaar (mancava in Nazionale da oltre 4 anni, dalla pessima figura rimediata contro Toni) è ora in posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza.

La formazione iniziale presenta per la prima volta in contemporanea Robben ed Elia, due ali pure ma entrambe mancine (Robben giocherà sulla destra). Sneijder è impiegato come centrocampista avanzato alle spalle di Kuyt, ancora una volta preferito ad Huntelaar.
E' proprio Kuyt, ma solo su rigore concesso per una trattenuta su Sneijder, che al 40esimo riesce a mettere fine ad un digiuno di oltre 300 minuti. E' l'unico episodio degno di cronaca, se si eccettua un intervento criminale di de Jong ai danni del povero Holden, di un primo tempo giocato a ritmi bassissimi nel quale il solo Sneijder ha cercato di dare vivacità ad una squadra per il resto assopita.
Un po' meglio nella ripresa con gli ingressi di Huntelaar al posto di un irriconoscibile Robben con conseguente spostamento di Kuyt all'ala e soprattutto di Van der Vaart, capace di dare maggiore dinamismo e velocità all'azione. Le occasioni da rete continuavano tuttavia a latitare, Elia si dovorava la più ghiotta addormentandosi solo davanti al portiere e il raddoppio arrivava in maniera fortunosa grazie ad una deviazione di Bornstein su conclusione da fuori area di Huntelaar. Nel finale Howard negava la rete ad una conclusione a giro di Van der Vaart  ed erano invece gli USA ad accorciare con Bocanegra che puniva il mancato tentativo della difesa olandese di metterlo in fuorigioco.

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