
Verbruggen;
Già dai primi possessi si capisce quanto sarà complicato trovare spazi nella difesa del Giappone che schiera due linee ravvicinate di 5 e 4 elementi a difesa dell'area di rigore. Il leit motiv appare quindi scontato con l'Olanda che staziona paziente nella tre quarti avversaria alla ricerca di qualche soluzione. In uno dei rari tentativi di verticalizzazione, Malen si gira egregiamente ma la sua conclusione non soprende Suzuki. Per il resto è una sterile sequela di passaggi laterali e per trovare un'altra occasione da rete bisogna aspettare la mezz'ora con il solito Malen che impatta bene di testa ma ancora troppo sul portiere. Il Giappone si difende, ma non rimane passivo e nel finale di tempo sfiora il vantaggio con le conclusioni da fuori di Nakamura e Ueda che lambiscono i pali della porta olandese.
La seconda frazione si apre con un'Olanda più temeraria che, invece di cincischiare, prova giocate di prima e l'atteggiamento più propositivo è premiato al 51esimo quando un preciso cross di Gravenberch dalla destra trova il colpo di testa di van Dijk che si infila all'angolino. Il vantaggio dura però una manciata di minuti dimostrando ancora una volta la fragilità della squadra quando viene attaccata. E' Nakamura a trovare dal limite una conclusione vincente che passa sotto alle gambe di Dumfries e sorprende Verbruggen, forse coperto. L'Olanda riesce comunque a tornare avanti poco prima di metà frazione con Gravenberch bravo a crearsi spazio nella lunetta e a servire Summerville la cui conclusione a giro si insacca a fil di palo. La gara si fa più aperta e Gakpo, per una volta non raddoppiato, impegna Suzuki con un rasoterra angolato. Si arriva all' Hidration Break che non fa bene alle cellule cerebrali di Koeman che subito dopo effettua tre cambi, Depay per Malen, Koopmeiners per Summerville, Timber per Reijnders, i primi due dei quali completamente insensati. Con un'Olanda spuntata il Giappone non fa fatica ad alzare il baricentro e a stazionare stabilmente nei pressi dell'area avversaria. L'ulteriore sostituzione di Gravenberch con Aké è indicativa del coraggio dell'allenatore il cui eccessivo difensivismo viene punito a due minuti dallo scadere dal colpo di testa di Ogawa, perso da van Hecke, che tocca anche la nuca di Kamada, a cui viene ufficialmente attribuito il gol, prima di insaccarsi.
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