giovedì 30 agosto 2012

Un disastro non annunciato

Anzhi - AZ              1-0        5-0
Bursaspor - Twente      3-1        1-4(d.t.s)
Molde - Heerenveen      2-0        2-1 
Feyenoord - Sp. Praga   2-2        0-2
Zeta - PSV              0-5        0-9

  
Un calcio olandese ai minimi storici porta solamente tre squadre nella fase a gironi delle due coppe europee: l'Ajax, automaticamente qualificata in Champions League dove peraltro è stata sorteggiata in un girone tremendo (Real Madrid, Manchester City, Borussia Dortmund le avversarie), il PSV che sfruttando invece un sorteggio molto favorevole ha passeggiato contro gli sconosciuti montenegrini dello Zeta e il Twente che nei 210 minuti del doppio confronto fa di tutto per complicarsi la vita ma riesce alla fine a prevalare sul Bursaspor grazie ad un gol di Fer quando ormai incombeva lo spauracchio dei calci di rigore.
Fuori senza onore tutte le altre ma se l'eliminazione dell'Heerenveen, lasciato molto indebolito dal mercato estivo, era in qualche modo prevedibile, sono cocenti le delusioni del Feyenoord che compromette la qualificazione subendo due reti nella prima mezz'ora della gara di andata e dell'AZ, dignitoso in Daghestan ma inguardabile in casa dove subisce una disfatta vergognosa.

mercoledì 22 agosto 2012

Playoff duro per l'AZ

Sono previsti per domani i match di andata dei playoffs che ammetteranno ai gironi di Europa League. L'Olanda è presente con 5 squadre ma tra queste solo PSV ed AZ sono all'esordio stagionale europeo. Il Twente, ammesso alla competizione grazie al Fair Play, ha cominciato già a inizio luglio e superato tre turni preliminari. Un turno lo ha superato l'Heerenveen e un turno lo aveva superato anche il Vitesse prima di venire estromesso in quello successivo dall'Anzhi con un doppio 2-0. Gli stessi russi saranno gli avversari dell'AZ in quello che si annuncia come il confronto più equilibrato e quindi più a rischio. 
A completare il quintetto c'è il Feyenoord, dirottato in Europa League dopo avere fallito la rincorsa alla Champions nello scontro con la Dinamo Kiev. Un vero peccato perché il vantaggio realizzato da Schaken nella gara di andata in Ucraina sembrava aprire ben altri scenari ma la rimonta Dinamo e l'incapacità degli olandesi di sbloccare lo 0-0 nel ritorno hanno sancito la prima grossa delusione della stagione.

mercoledì 15 agosto 2012

Belgio - Olanda 4-2


Le uniche novità di rilievo rispetto alla vecchia gestione sono rappresentate da Van Rhijn e Narsingh, titolari della fascia destra. Il primo al posto del per ora accantonato Van der Wiel, il secondo a rilevare Van Persie giudicato non pronto fisicamente. Heitinga e Mathijsen sono ancora i centrali difensivi ma a loro protezione, come centrocampista arretrato, è rimasto il solo de Jong. Van der Vaart che numericamente sostituisce Van Bommel è schierato, come Sneijder, in posizione decisamente più avanzata tanto che definire il modulo un 4-3-3 sarebbe azzardato. Meglio 4-1-2-3 o ancora 4-1-4-1 con Huntelaar unico vero terminale offensivo.
Dopo una prima fase in cui l'Olanda mantiene in scioltezza il possesso palla senza tuttavia rendersi pericolosa, al primo affondo è il Belgio a fare centro. Una sfortunata deviazione di Heitinga finisce proprio sui piedi di Benteke al quale Mathijsen aveva lasciato due metri di troppo. La conclusione del centravanti non è imparabile ma è ravvicinata e Stekelenburg, come al solito, si butta in anticipo. L'Olanda prova a reagire ed è sulla destra, grazie soprattutto alla buona vena di Narsingh, che si riesce a creare situazioni interessanti. Un paio di combinazioni in velocità portano alla conclusione prima Van Rhijn e poi Huntelaar sui quali è però bravo il portiere belga. Dall'altro lato va decisamente peggio con Willems assai impreciso e Robben incapace di trovare spunti ma il problema maggiore è che la squadra sembra essere spezzata in due tronconi con de Jong che fatica a fare da collante. Conseguenza inevitabile la difficoltà nell'impostare il pressing e nel recuperare palla.
La ripresa inizia con Maher al posto di un deludente Van der Vaart e un'autentica rivoluzione in difesa: de Vrij, Viergever e Martins Indi rilevano Heitinga, Mathijsen e Willems per una linea a 4 composta da tutti esordienti. Le mosse sembrano dare i frutti sperati tanto che la squadra appare più brillante e proprio Martins Indi sale sugli scudi dando il via ad entrambe le azioni che nel primo quarto d'ora porteranno ad altrettante reti. In ambedue le circostanze è Robben a servire comodi assist prima a Narsingh e poi ad Huntelaar. Il Belgio non ci sta e si riversa con impeto nella metacampo avversaria evidenziando tutto ad un tratto le inevitabili lacune di un reparto, quello difensivo olandese, inesperto e per nulla amalgamato. Ogni azione belga è un pericolo e in 10 minuti Stekelenburg salva la sua porta per ben tre volte compiendo un autentico miracolo su una botta a colpo sicuro di Chadli. Il pareggio arriva comunque ad un quarto d'ora dal termine grazie a Mertens che si invola in solitaria verso la porta olandese approfittando di un grossolano errore di de Jong. Passano due minuti ed i belgi sono ancora avvantaggiati da un errore individuale, stavolta di Stekelenburg, incapace di trattenere una conclusione non certo irresistibile dello stesso Mertens e di evitare il conseguente tip-in di Lukaku. Prima dell'80esimo arriva la terza rete in 5 minuti con Vertonghen che, completamente smarcato, finalizza nel migliore dei modi un'altra azione di Mertens, folletto imprendibile per una difesa avvilita e scoraggiata. Si prova comunque a ritornare in partita dimostrando almeno abnegazione ma il risultato non cambia più e il nuovo esordio di Van Gaal verrà ricordato come la quarta sconfitta consecutiva della Nazionale. Non avveniva dal 1954.



lunedì 13 agosto 2012

Ancora tu


La mancata qualificazione al Mondiale nippo-coreano del 2002 rimarrà una macchia indelebile nella sua carriera. Una macchia ripetutamente ricordata dai suoi detrattori (vedi Cruyff o Van Basten), per una volta, e per convenienza, dimentichi della loro sbandierata filosofia che il gioco sia più importante dei risultati. 
Sia chiaro, l'Olanda guidata in quei 14 mesi da Van Gaal non fece esattamente calcio spettacolo ma gli episodi e la sfortuna, più che l'allenatore, ebbero un'incidenza fondamentale in quell'amara eliminazione. Un paio di ingenuità difensive le costarono una vittoria in Portogallo che sarebbe stata sacrosanta. Gli errori di Kluivert, e pure dell'arbitro, ne decretarono il fallimento nella partita da "dentro o fuori" di Dublino. 
A oltre 10 anni di distanza Van Gaal avrà la sua seconda, a lungo inseguita, chance con il doppio compito di qualificare la squadra ai Mondiali del 2014 e di riportare in Nazionale un calcio più consono allo stile olandese, troppo spesso snaturato dagli ultimi CT. Per farlo dovrà essere in grado di risollevare un gruppo fresco reduce da un Europeo disastroso ma, proprio per questo, col vantaggio di potere partire da zero, senza gerarchie precostituite. E' in tal senso che possono essere guardate con interesse le prime convocazioni diramate per la gara di ferragosto contro il Belgio.
Dei 23 dell'Europeo mancano Van Bommel, Bouma e Boulahrouz per i quali le porte della Nazionale appaiono definitivamente chiuse, oltre a Schaars, Luuk de Jong e Van der Wiel.
Nuove facce soprattutto in difesa con Van Rhijn, Viergever e de Vrij ai quali si è aggiunto a sorpresa, visto che non era tra i preselezionati, Martins Indi.

mercoledì 4 luglio 2012

Transizioni

Gli Europei sono storicamente ostici per i vice campioni del mondo che nella manifestazione continentale successiva al Mondiale hanno puntualmente rimediato delusioni e uscite di scena anticipate. L'Olanda del 2012 segue a ruota la Francia del 2008 e la Germania del 2004 ma l'elenco sarebbe talmente lungo da rendere quasi inutile l'analisi di un caso particolare. 
Come è possibile che una squadra con la stessa guida tecnica, gli stessi giocatori, possa subire nell'arco di due soli anni un'involuzione tale da portarla da seconda al mondo a non valere le prime otto in Europa? 
Visti i numerosi casi che hanno convolto le scuole e le culture più diverse, sembrerebbe che la ragione possa essere solo di natura psicologica. La debolezza prettamente umana del selezionatore che non ha il coraggio di rinunciare a giocatori con i quali aveva condiviso la precedente, splendida esperienza. La debolezza prettamente umana degli stessi giocatori ai quali la finale mondiale ha tolto la necessaria umiltà e regalato la fallace sicurezza che i risultati arriveranno comunque. Un tale mix è sufficiente a spiegare la débacle molto più che le analisi tecniche sul modulo o sulla scelta dei giocatori. 
Certo, i campanelli d'allarme c'erano stati. A novembre contro Svizzera e Germania si era stati inguardabili. Ancora un mese fa si era stati battuti da una modestissima Bulgaria ma non c'è nulla da fare: affinché un uomo possa abbandonare le proprie, radicate convinzioni è necessario che sbatta la faccia contro i suoi stessi errori e si faccia male. Le gare amichevoli non sono purtroppo in grado di procurare un dolore sufficiente. Per quello serve un Europeo (o un Mondiale). E ora che il dolore c'è stato serve a poco discutere quali ne siano state le cause. Si deve solamente pensare a ripartire, decisi con tutte le forze a non provarlo più. 
Ma chi ci sarà alla ripartenza? Di sicuro non Van Marwijk, inevitabile dimissionario, mentre i giocatori, ad eccezione dell'ormai pensionabile Van Bommel, saranno ancora gli stessi e il mio sogno di non rivedere più in maglia arancione gli indisponenti Van Persie, Van der Vaart e Van der Wiel rimarrà tale. Dipenderà comunque dal nuovo CT sul cui nome i media olandesi si stanno sbizzarrendo più o meno sensatamente. Nell'ultima lista erano presenti, ordinati dal più al meno gradito secondo le mie preferenze, Adriaanse, Van Gaal, Hiddink, R.Koeman, de Boer, Rijkaard, Gullit.

domenica 17 giugno 2012

Olanda - Portogallo 1-2


Confermate le mie previsioni, del resto abbastanza scontate, sulla contemporanea presenza di Huntelaar e Van Persie. Smentite quelle sulla conferma di Van Bommel: al suo posto in campo Van der Vaart. Una novità anche in difesa con Vlaar preferito ad Heitinga.
Ancora una volta è buona la partenza degli olandesi che appaiono determinati e vogliosi di far bene. Il solito possesso palla non è sterile ma mirato a dare profondità e la prima conclusione verso la porta avversaria, sinistro a giro di Van der Vaart da appena fuori area, vale l'1-0 all'11esimo.



Sembra insomma andare tutto alla perfezione ma dopo il vantaggio non tardano a manifestarsi i problemi evidenziati nelle altre partite: mancata compattezza, distanze troppo lunghe tra i reparti e conseguente fragilità di una difesa non adeguatamente protetta. Ogni possesso portoghese si trasforma così in un pericolo e ci si salva dal pari immediato grazie al palo, colpito da Ronaldo in azione di contropiede, grazie all'imprecisione di Helder Postiga servito da un retropassaggio suicida del solito, sventato Van der Wiel e grazie a Stekelenburg che si oppone ad un colpo di testa di Ronaldo. Gli sforzi portoghesi vengono comunque ripagati poco prima della mezz'ora quando al termine di un'azione avvolgente, Joao Pereira è bravo a imbeccare Ronaldo che brucia sullo scatto Vlaar e realizza senza problemi solo davanti al portiere. Tutti i tentativi di risposta olandese si arenano al limite dell'area avversaria dove l'accoppiata Robben-Van Persie ha più volte l'occasione di sfondare senza tuttavia mai trovare lo spunto giusto. Patricio rimane di fatto inoperoso mentre dall'altra parte Stekelenburg deve salvarsi con i pugni da un'insidiosa conclusione dai 30 metri del solito Ronaldo.


Nella ripresa Robben viene spostato sulla sinistra più vicino a Sneijder e da quella parte si riescono a creare situazioni interessanti ma ancora una volta manca brillantezza al momento decisivo. La migliore occasione per passare capita sulla testa di Vlaar che, pur potendo comodamente colpire al limite dell'area piccola, non centra lo specchio. Il Portogallo agisce quasi esclusivamente in contropiede ma quando lo fa riesce sempre ad essere ficcante. Vanno fuori un paio di conclusioni di Moutinho, su Coentrao è bravo Stekelenburg che successivamente si supera ribattendo una botta a colpo sicuro di Nani. Nulla può però al minuto 74 quando nell'ennesima azione di contropiede Ronaldo sfrutta nel migliore dei modi un preciso assist dello stesso Nani. L'Olanda, alla quale può essere rimproverata la disorganizzazione ma non la mancanza di impegno, va vicinissima al pari con un destro da fuori di Van der Vaart che si stampa sul palo . A 5 minuti dal termine arriva anche la prima conclusione verso la porta di Huntelaar, fuori, e qualche istante dopo Van Persie, finisce il suo europeo così come l'aveva cominciato, sbagliando un gol facile facile. Dall'altra parte un incontenibile Ronaldo centra allo scadere il secondo palo personale legittimando ulteriormente la vittoria della squadra migliore.

sabato 16 giugno 2012

Con l'obbligo di crederci

Le speranze olandesi di accedere ai quarti di finale sono appese a un filo sottilissimo. Occorrerà superare il Portogallo con almeno due reti di scarto e sperare che la Germania si imponga sulla Danimarca.
Non sembrerebbero due risultati assurdi se non fosse che alla Germania basta un pari ed è difficile dire quanto possa essere motivata a vincere. E' anche vero che alla Danimarca il pari non basterebbe in caso di mancata vittoria olandese e questo potrebbe fatalmente sbilanciarla. Gli scenari possibili sono insomma numerosi e cambieranno ad ogni rete segnata. La speranza è che quello che risulterà al termine delle sfide possa essere quello preventivato. Se poi non sarà quello vorrei almeno vedere un'Olanda rabbiosa, aggressiva, che metta alle corde il Portogallo, che lo batta e possa, almeno stavolta, concludere la partita a testa alta.

Vista la necessità di segnare molto mi aspetto finalmente la contemporanea presenza di Huntelaar e Van Persie con Afellay sacrificato. Dubito invece che Van Marwijk rinunci alla coppia de Jong-Van Bommel anche se le precedenti gare hanno evidenziato che in quella zona occorrerebbe un giocatore di maggiore spinta. Se poi l'alternativa si chiama Van der Vaart tanto vale non cambiare.

giovedì 14 giugno 2012

Olanda - Germania 1-2


Il ristabilito Mathijsen al posto di Vlaar è l'unica novità nella formazione. Chi se ne aspettava delle altre non conosce bene Van Marwijk.
Van Persie punta centrale dà subito ragione ai suoi detrattori, me compreso, non riuscendo a concretizzare un paio di favorevoli occasioni nei primi 10 minuti: sinistro al volo in bocca al portiere, destro strozzato sul fondo. Tra le due una conclusione di Ozil da appena fuori area centra il palo. La Germania non tarda a prendere le misure agli olandesi e, grazie a una disposizione in campo più compatta, a conquistare il centrocampo dando l'impressione di potere rendersi pericolosa con relativa facilità. E' infatti la metà del tempo, come contro la Danimarca, quando un liberissimo Schweinsteiger (dov'erano de Jong e Van Bommel?) verticalizza per Gomez che, tenuto in gioco da Van der Wiel, si gira da par suo e fulmina un incolpevole Stekelenburg. L'Olanda perde quel poco di sicurezza che aveva e va in confusione totale. Non si contano gli errori di misura, i mancati controlli, i malintesi, ancora più gravi perché commessi ad una velocità non certo sostenuta. La Germania si limita a tenere le posizioni pressando i portatori di palla olandesi che pagano continuamente dazio ai più dinamici avversari. Nascono così numerose situazioni di pericolo che l'Olanda riesce ad arginare con fatica. Al 36esimo Stekelenburg respinge di istinto un colpo di testa di Badstuber ma pochi minuti dopo è nuovamente superato da Gomez che, imbeccato dal solito Schweinsteiger, sfrutta un'incompresione tra Mathijsen e Willems (chi dei due se lo doveva marcare?) e realizza con un diagonale all'incrocio dei pali. Allo scadere sono quasi tre con Stekelenburg bravo ad alzare sopra la traversa una punizione deviata da Robben.


La ripresa comincia con le sostituzioni ormai di routine: Huntelaar per uno spento Afellay e Van der Vaart per un Van Bommel chiaramente in affanno. Non cambia però il leit motiv ed è emblematica in tal senso un'azione del difensore Hummels che impegna Stekelenburg con un tiro dal limite dopo essersi fatto 40 metri palla al piede senza avere incontrato  la minima opposizione. L'Olanda si rivede verso il quarto d'ora con un centro di Robben per Van Persie che stavolta sfodera un'ottima conclusione al volo che impegna Neuer. E' l'inizio della fase migliore per gli olandesi che, grazie soprattutto a Sneijder e Robben, riescono a creare diverse occasioni nella più ghiotta delle quali il colpo a botta sicura di Sneijder si infrange sul corpo di Boateng. La rete è comunque nell'aria e la mette a segno Van Persie al 73esimo con una rasoiata dal limite. Sembrerebbe il preludio di un avvincente finale e invece la Germania si ricompatta, nasconde palla agli olandesi che, nel tentativo di recuperarla, commettono una miriade di falli. Al pareggio non ci si va nemmeno vicino ma, considerata la vittoria del Portogallo sulla Danimarca che ci tiene comunque in corsa, non sarebbe cambiato un granché.

I miei voti:

Stekelenburg: 6. Non mi è piaciuto in occasione del raddoppio quando si è buttato troppo in anticipo. Per il resto qualche buon intervento.
Van der Wiel: 4. Nessun progresso rispetto alla precedente partita. Senza la personalità necessaria per tentare un qualsiasi spunto, si limita a stucchevoli passaggi all'indietro.
Heitinga e Mathijsen: 5. Non commettono errori clamorosi ma non danno la necessaria sicurezza soffrendo oltremisura ogni incursione tedesca.
Willems: 4,5. Un deciso passo indietro. Impreciso e titubante, forse spaventato da Muller, non dà il minimo contributo alla manovra.
de Jong: 6. Lo salvo perché è l'unico a correre in fase di non possesso.
Van Bommel: 4. Comincia bene con un lancio millimetrico per Van Persie, poi sparisce surclassato da avversari molto più dinamici.
Robben: 5,5. Non lesina impegno ma è troppo prevedibile e non gli riesce mai di creare superiorità numerica.
Sneijder: 5,5. Inguardabile il suo primo tempo nel quale sbaglia tutto il possibile. E' il più attivo e determinato nel migliore periodo olandese. Non abbastanza per essere decisivo.
Afellay: 4. Mai in partita. Stavolta non ne azzecca nemmeno una.
Van Persie: 6. Sarà un caso che dà il meglio di sé con Huntelaar in campo? Tanto fumoso nel primo tempo quanto pericoloso nella ripresa.

Huntelaar: 5. Poche palle giocabili, mai sfruttate al meglio.
Van der Vaart: 4. Gli si chiede un cambio di passo ma tutto quello che combina è sbagliare passaggi a ripetizione.

martedì 12 giugno 2012

All in

La sconfitta contro la Danimarca e la successiva vittoria della Germania contro il Portogallo hanno messo l'Olanda in una situazione drammaticamente complicata dalla quale sarà possibile uscire solo in un modo: battendo la Germania domani sera.
E' vero che nel caso che i portoghesi superassero la Danimarca nella gara del pomeriggio anche un pari potrebbe bastare ma è un'eventualità che non voglio nemmeno prendere in considerazione. In ballo non c'è solo questo Europeo ma l'eterno stereotipo di squadra cicala, pronta a sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. Stavolta tutti, dal tecnico ai giocatori, dai comprimari ai celebrati campioni, hanno il dovere di scrollarsi di dosso apatia, presunzione e superficialità per sostituirle con cuore, determinazione e grinta. 
Certo, ci sarà anche l'avversario e sarà, ripensando anche all'amichevole disputata in novembre, il peggiore possibile ma ancora peggiore sarebbe il rimpianto per non averci provato con tutte le forze. E' tempo di esami e per chi non sarà in grado di superarli l'invito è quello di tornare a fare la prima donna nella sua squadra di club liberandoci però dalla sua presenza in maglia arancione.

sabato 9 giugno 2012

Olanda - Danimarca 0-1


Parte forte l'Olanda che nei primi 10 minuti crea un'occasione da rete ogni volta che si avvicina alla porta avversaria. Alle conclusioni da fuori di Willems e Afellay come del resto al piatto di Van Persie da posizione molto più comoda difetta però la precisione. Il primo intervento del portiere danese arriva verso il quarto d'ora su telefonata di Robben che nell'azione successiva spreca un'occasione d'oro non gestendo al meglio una superiorità numerica all'interno dell'area avversaria. La Danimarca fa pagare il conto di tutti gli errori commessi sottoporta a metà tempo quando, dopo un rimpallo tra Poulsen e Van der Wiel, la palla arriva a Krohn-Dehli che si incunea nell'area olandese senza ricevere opposizione e fa secco Stekelenburg con un diagonale che gli passa sotto le gambe.


I danesi provano ora ad addormentare la partita e l'Olanda, una volta persa palla, fa una fatica enorme per riprendersela. Il pressing è quasi inesistente e le distanze tra i reparti troppo lunghe. Nonostante questo si va vicinissimi al pari prima con Robben che, servito da un errato disimpegno del portiere avversario, centra il palo con un sinistro a giro dal limite e poi con un inguardabile Van Persie che, ben servito da Sneijder, spreca mancando un facile controllo all'altezza del dischetto. 
L'inizio della ripresa è sulla falsariga di quello del primo tempo con l'Olanda in grado di schiacciare i danesi nella propria area e tuttavia incapace di trovare la rete: Van Persie ha per ben due volte la palla buona ma i suoi tentativi sono tanto goffi quanto lui è strafottente. Meglio Van Bommel ma la sua botta da fuori è deviata in angolo da Andersen. Dall'altra parte Stekelenburg, chiamato in causa dal solito Krohn-Dehli, stavolta non si fa sorprendere. 
Arriva il momento di Van der Vaart e Huntelaar (rilevati de Jong e Afellay) e proprio quest'ultimo, servito da un lancio illuminante di Sneijder, ha subito la grande chance che spreca tentando un colpo sotto inopportuno. E' l'ultima nitida occasione e nel finale il torello danese, con gli olandesi incapaci non solo di pressare ma proprio di correre, ha successo fino nel recupero quando è l'arbitro a negare all'Olanda la possibilità del pareggio sorvolando su un evidente fallo di mano di Jacobsen.

I miei voti:

Stekelenburg: 5. Un solo errore ma, ahimé, determinante.
Van der Wiel: 4. In avanti non si vede quasi mai e i suoi alleggerimenti in difesa sono sempre da brividi.
Heitinga: 5,5. Viene preso di infilata in occasione del gol danese ma è giustificabile dall'estemporaneità dell'azione. Per il resto onesta partita senza errori.
Vlaar: 6. Duello tutto fisico con Bendtner. Non demerita e sfiora pure la rete su angolo.
Willems: 6,5. Si propone spesso per creare superiorità numerica dimostrando personalità. In difesa non patisce la velocità di Rommedhal.
de Jong: 5. Emblema del pressing che non c'è stato. Non si vede mai ma le sue colpe vanno divise con quelle di Van Marwijk che lo tiene basso in una zona dove di danesi non ce ne sono.
Van Bommel: 6,5. Utile in interdizione e preciso quando cerca di dare ordine alla manovra. E' quello che gli si chiede.
Robben: 5. Gioca molto largo sulla destra, viene cercato spesso ma le poche volte che riesce a creare pericoli manca di precisione sia nelle conclusioni che negli appoggi.
Sneijder: 6. Pur giocando a corrente alternata è sempre dai suoi piedi che nascono le migliori occasioni.
Afellay: 6,5. Il più imprevedibile e pericoloso dei suoi. Cala alla distanza.
Van Persie: 4. Sottoporta sbaglia tutto lo sbagliabile confermando, se ce ne fosse stato bisogno, che il ruolo del centravanti in Nazionale non fa per lui.

Huntelaar: 5,5. Ha subito l'occasione per fare definitivamente fuori Van Persie ma la sbaglia. Con lui in campo però il baricentro sale sempre.
Van der Vaart: 5. Pare che per contratto sia la prima riserva di chiunque ma commette solo errori rendendo la sua presenza ingiustificabile.