giovedì 1 ottobre 2026

Grecia - Olanda 2-2

Verbruggen;
Dumfries, J.Timber, van Dijk, van de Ven;
Veerman, Til, Q.Timber;
Summerville, Meerdink, van Bommel.
 
Con van Hecke aggiuntosi alla lunghissima lista degli infortunati, tocca a J.Timber affiancare van Dijk al centro della difesa. Sorprende l'impiego di Til come centrale di centrocampo e, col senno di poi, credo che nemmeno Xavi rifarebbe la stessa scelta. Sì perché in tutta la prima frazione, pur mantenendo a lungo il pallino del gioco, è proprio nella parte centrale del campo che si soffre. Manca equilibrio e, quando si perde palla, si rimane esposti a pericolose ripartenze, come a metà frazione quando Ioannidis riesce a involarsi verso Verbruggen e a superarlo con un preciso diagonale. Nel recupero un errato retropassaggio di van Bommel favorisce lo stesso Ioannidis sul cui centro rasoterra Masouras è più lesto di J.Timber per il facile raddoppio.
Gli innesti, ad inizio ripresa, di Gravenberch, Reijnders e Lang (fuori Til, Q. Timber e van Bommel) cambiano radicalmente la partita. Si trovano le giuste distanze e la Grecia è soffocata in ogni sua iniziativa. Si staziona negli ultimi trenta metri ellenici e la pressione dà i suoi primi frutti al quarto d'ora con van Dijk che trova lo stacco vincente su angolo. L'Olanda insiste e Dumfries si vede annullare due reti in rapida successione per fuorigioco, sul primo dei quali resta più di un dubbio. Lang è però una fonte inesauribile di cross in area e sugli sviluppi di uno di questi, quasi allo scadere, Reijnders si avventa al volo su una palla vagante che non dà scampo a Tzolaikis. Come contro i tedeschi si ha la palla anche per vincere, ma l'esordiente Zechiel non riesce ad angolare il colpo di testa sull'ennesimo centro dalla sinistra.