Verbruggen;
Dumfries, Koopmeiners, van Dijk, van de Ven;
Gravenberch, Reijnders, Veerman;
Summerville, Meerdink, Lang.
Tocca a Koopmeiners, nell'insolito, per lui, ruolo di centrale difensivo, affiancare van Dijk, mentre in avanti Lang si guadagna il posto da titolare dopo l'ottimo secondo tempo contro la Grecia.
L'inizio gara è abbastanza standard contro avversari di media levatura: ragnatela di passaggi olandesi sulla trequarti avversaria in paziente attesa di trovare qualche varco. Se ne trovano un paio, ma nella prima occasione Meerdink calcia alto da buona posizione e nella seconda Milinkovic-Savic si oppone alla conclusione di Veerman. Il vantaggio arriva comunque alla mezz'ora con un beffardo tiro-cross su punizione di Koopmeiners che finisce la sua corsa nella rete senza che nessuno lo tocchi. Pochi minuti e lo stesso Koopmeiners diventa protagonista negativo andando a farfalle invece che constrastare fisicamente Cvetkovic il cui colpo di testa trova una traiettoria imparabile.
Zirkzee rileva Meerdink dopo l'ntervallo, ma, con l'Olanda appannata e incapace di creare pericoli, i cambi decisivi arrivano al quarto d'ora con Hato che rileva Veerman permettendo a van de Veen di giocare al centro (perché non farlo subito?), avanzando di conseguenza Koopmeiners, e soprattutto con l'ingresso di Zechiel il cui dinamismo si rivelerà decisivo nello spostare in avanti il baricentro della squadra. Da un'azione avvolgente, la migliore della gara, nasce il nuovo vantaggio olandese con un centro teso e rasoterra di Dumfries che attraversa tutta l'area, Reijnders che rimette la palla al centro e Zirkzee che deposita in porta da pochi centimetri. Il 3-1 è solo sfiorato pochi minuti dopo con il diagonale di Reijnders respinto dal portiere, ma nell'ultimo quarto d'ora si arretra troppo permettendo ai serbi di stazionare presso l'area olandese. Verbruggen salva il risultato deviando sopra la traversa una botta di Gudelj e il successo viene portato in porto nonostante un finale, giocato in dieci per l'infortunio occorso a van de Ven, denso di sofferenza.
Zirkzee rileva Meerdink dopo l'ntervallo, ma, con l'Olanda appannata e incapace di creare pericoli, i cambi decisivi arrivano al quarto d'ora con Hato che rileva Veerman permettendo a van de Veen di giocare al centro (perché non farlo subito?), avanzando di conseguenza Koopmeiners, e soprattutto con l'ingresso di Zechiel il cui dinamismo si rivelerà decisivo nello spostare in avanti il baricentro della squadra. Da un'azione avvolgente, la migliore della gara, nasce il nuovo vantaggio olandese con un centro teso e rasoterra di Dumfries che attraversa tutta l'area, Reijnders che rimette la palla al centro e Zirkzee che deposita in porta da pochi centimetri. Il 3-1 è solo sfiorato pochi minuti dopo con il diagonale di Reijnders respinto dal portiere, ma nell'ultimo quarto d'ora si arretra troppo permettendo ai serbi di stazionare presso l'area olandese. Verbruggen salva il risultato deviando sopra la traversa una botta di Gudelj e il successo viene portato in porto nonostante un finale, giocato in dieci per l'infortunio occorso a van de Ven, denso di sofferenza.