lunedì 5 ottobre 2026

Olanda - Serbia 2-1

Verbruggen;
Dumfries, Koopmeiners, van Dijk, van de Ven;
Gravenberch, Reijnders, Veerman;
Summerville, Meerdink, Lang.
 
Tocca a Koopmeiners, nell'insolito, per lui, ruolo di centrale difensivo, affiancare van Dijk, mentre in avanti Lang si guadagna il posto da titolare dopo l'ottimo secondo tempo contro la Grecia.
L'inizio gara è abbastanza standard contro avversari di media levatura: ragnatela di passaggi olandesi sulla trequarti avversaria in paziente attesa di trovare qualche varco. Se ne trovano un paio, ma nella prima occasione Meerdink calcia alto da buona posizione e nella seconda Milinkovic-Savic si oppone alla conclusione di Veerman. Il vantaggio arriva comunque alla mezz'ora con un beffardo tiro-cross su punizione di Koopmeiners che finisce la sua corsa nella rete senza che nessuno lo tocchi. Pochi minuti e lo stesso Koopmeiners diventa protagonista negativo  andando a farfalle invece che constrastare fisicamente Cvetkovic il cui colpo di testa trova una traiettoria imparabile.
Zirkzee rileva Meerdink dopo l'ntervallo, ma, con l'Olanda appannata e incapace di creare pericoli, i cambi decisivi arrivano al quarto d'ora con Hato che rileva Veerman permettendo a van de Veen di giocare al centro (perché non farlo subito?), avanzando di conseguenza Koopmeiners, e soprattutto con l'ingresso di Zechiel il cui dinamismo si rivelerà decisivo nello spostare in avanti il baricentro della squadra. Da un'azione avvolgente, la migliore della gara, nasce il nuovo vantaggio olandese con un centro teso e rasoterra di Dumfries che attraversa tutta l'area, Reijnders che rimette la palla al centro e Zirkzee che deposita in porta da pochi centimetri. Il 3-1 è solo sfiorato pochi minuti dopo con il diagonale di Reijnders respinto dal portiere, ma nell'ultimo quarto d'ora si arretra troppo permettendo ai serbi di stazionare presso l'area olandese. Verbruggen salva il risultato deviando sopra la traversa una botta di Gudelj e il successo viene portato in porto nonostante un finale, giocato in dieci per l'infortunio occorso a van de Ven, denso di sofferenza.
 

giovedì 1 ottobre 2026

Grecia - Olanda 2-2

Verbruggen;
Dumfries, J.Timber, van Dijk, van de Ven;
Veerman, Til, Q.Timber;
Summerville, Meerdink, van Bommel.
 
Con van Hecke aggiuntosi alla lunghissima lista degli infortunati, tocca a J.Timber affiancare van Dijk al centro della difesa. Sorprende l'impiego di Til come centrale di centrocampo e, col senno di poi, credo che nemmeno Xavi rifarebbe la stessa scelta. Sì perché in tutta la prima frazione, pur mantenendo a lungo il pallino del gioco, è proprio nella parte centrale del campo che si soffre. Manca equilibrio e, quando si perde palla, si rimane esposti a pericolose ripartenze, come a metà frazione quando Ioannidis riesce a involarsi verso Verbruggen e a superarlo con un preciso diagonale. Nel recupero un errato retropassaggio di van Bommel favorisce lo stesso Ioannidis sul cui centro rasoterra Masouras è più lesto di J.Timber per il facile raddoppio.
Gli innesti, ad inizio ripresa, di Gravenberch, Reijnders e Lang (fuori Til, Q. Timber e van Bommel) cambiano radicalmente la partita. Si trovano le giuste distanze e la Grecia è soffocata in ogni sua iniziativa. Si staziona negli ultimi trenta metri ellenici e la pressione dà i suoi primi frutti al quarto d'ora con van Dijk che trova lo stacco vincente su angolo. L'Olanda insiste e Dumfries si vede annullare due reti in rapida successione per fuorigioco, sul primo dei quali resta più di un dubbio. Lang è però una fonte inesauribile di cross in area e sugli sviluppi di uno di questi, quasi allo scadere, Reijnders si avventa al volo su una palla vagante che non dà scampo a Tzolaikis. Come contro i tedeschi si ha la palla anche per vincere, ma l'esordiente Zechiel non riesce ad angolare il colpo di testa sull'ennesimo centro dalla sinistra.