
Verbruggen;
van Hecke, van Dijk, Aké;
Dumfries, Gravenberch, de Jong, van de Ven;
Summerville, Brobbey, Gakpo.
Koeman inserisce un difensore (Aké) per un centrocampista (Reijnders). Non è necessariamente una mossa difensivista: lo diranno la posizione e l'atteggiamento di Dumfries e van de Ven. In avanti, con 3 reti in 2 partite, Brobbey guadagna il posto di titolare.
Il ritmo è lento con entrambe le squadre che decidono di aspettare gli avversari nella propria metà campo. Non c’è pressione alta e la priorità è quella di non concedere spazi.
Verso metà frazione è il Marocco a creare i primi pericoli, prima con un colpo di testa su angolo (ancora!) di El Ayanoui sul quale Verbruggen si salva di istinto, poi con una botta di Hakimi dal limite che trova ancora pronto il portiere olandese. La risposta dell'Olanda è tutta in una conclusione dalla distanza di van de Ven alzata in angolo.
Anche nella ripresa si è troppo remissivi e attendisti. Il Marocco comanda il gioco e su due meravigliose aperture di Ounahi, Hakimi prima colpisce la traversa e poi viene fermato da uno splendido intervento di van de Ven. Come il classico fulmine a ciel sereno arriva però un'incursione rugbistica di Summerville che, cadendo, riesce a servire un liberissimo Gakpo che non ha difficoltà a insaccare. Il vantaggio resiste fino al primo minuto di recupero quando su un cross dalla trequarti, quelli che solitamente sono manna per le difese, Diop, colpevolmente perso da van Dijk, riesce a saltare indisturbato e a siglare il pari.
Il ritmo è lento con entrambe le squadre che decidono di aspettare gli avversari nella propria metà campo. Non c’è pressione alta e la priorità è quella di non concedere spazi.
Verso metà frazione è il Marocco a creare i primi pericoli, prima con un colpo di testa su angolo (ancora!) di El Ayanoui sul quale Verbruggen si salva di istinto, poi con una botta di Hakimi dal limite che trova ancora pronto il portiere olandese. La risposta dell'Olanda è tutta in una conclusione dalla distanza di van de Ven alzata in angolo.
Anche nella ripresa si è troppo remissivi e attendisti. Il Marocco comanda il gioco e su due meravigliose aperture di Ounahi, Hakimi prima colpisce la traversa e poi viene fermato da uno splendido intervento di van de Ven. Come il classico fulmine a ciel sereno arriva però un'incursione rugbistica di Summerville che, cadendo, riesce a servire un liberissimo Gakpo che non ha difficoltà a insaccare. Il vantaggio resiste fino al primo minuto di recupero quando su un cross dalla trequarti, quelli che solitamente sono manna per le difese, Diop, colpevolmente perso da van Dijk, riesce a saltare indisturbato e a siglare il pari.
Anche nei supplementari è il Marocco a farsi preferire con l'Olanda che invece si limita ad aspettare gli avversari senza proporre nulla. Verbruggen ci regala i rigori con un clamoroso salvataggio su conclusione a botta sicura di Rahimi, ma è solo un prolungamento dell'agonia. Dagli 11 metri sbagliano infatti in tre (Kluivert, Timber e Summerville), i marocchini solo in due.
I miei voti:
Verbruggen: 9. Para il possibile e pure l'impossibile. Peccato per il rigore di Rahimi che neutralizza prima di trascinare la palla in rete con le proprie gambe.
Koeman: 3. Già il fatto che il migliore dei suoi sia stato il portiere è emblematico. Nella partita più importante si dimostra quell'allenatore codardo che è sempre stato, preoccupato solo di difendersi e giocando, in pratica, per arrivare ai rigori. Non è così che si possono battere i top team e, se non adesso, l'eliminazione sarebbe stata cosa certa ai quarti di finale.
Dalla non-convocazione di Frimpong a quella di Depay, dall'impiego di Malen sulla destra ai cambi insensati a partita in corso, non ne ha azzeccata una e mi auguro non gli diano la possibilità di sbagliarne ancora.



