giovedì 15 agosto 2013

Portogallo - Olanda 1-1


Nell'amichevole di ferragosto che dà il via ufficiale alla stagione della Nazionale la più grossa sorpresa nell'undici di partenza è rappresentata dall'esordio assoluto del trentenne Verhaegh come terzino destro (Janmaat è febbricitante ma Van Rhijn e Van der Wiel?). A centrocampo, dove fanno discutere le esclusioni di Sneijder e Maher,  una maglia da titolare va al neo capitano del PSV Wijnaldum che, agevolato da un infortunio dell'ultimo momento di De Guzman, affianca Strootman e Van der Vaart. Confermato il tridente offensivo Lens, Van Persie, Robben.
Partono bene gli olandesi che, concentrati e compatti, non hanno difficoltà a bloccare sul nascere ogni iniziativa dei padroni di casa. La gara è giocata quasi esclusivamente a centrocampo e non regala emozioni fino al 17esimo quando una combinazione sulla destra Verhaeg-Lens-Strootman consente a quest'ultimo di battere a rete da appena fuori area con un sinistro a fil di palo che non lascia scampo a Beto. Rimarrà purtroppo l'unica conclusione dell'Olanda nello specchio della porta avversaria. Il Portogallo prova a rispondere ma, una volta bloccato Ronaldo, appare davvero ben poca cosa e fatica tremendamente a portarsi dalle parti di Vorm. In tutto il resto di primo tempo ci riesce in una sola occasione quando un errore di de Vrij consente a Rùben Micael di potere calciare liberamente a tre metri dalla porta senza tuttavia riuscire a centrarla.
La ripresa vede, oltre a Van Rhijn al posto di Verhaegh, vittima di problemi muscolari, Van Ginkel rilevare il sempre più inutile Van der Vaart e Strootman posizionarsi in pianta stabile davanti alla difesa. La gara prosegue nervosa, bruttina con gli olandesi che si accontentano di spezzare le trame portoghesi senza però riuscire a proporsi offensivamente. Un bel lancio di Van Ginkel dà l'impressione di poter essere sfruttato meglio dal neo-entrato Huntelaar (rilevato l'invisibile Van Persie) ma è tutto quello che si riesce a creare. Dall'altra parte invece il Portogallo è ben più determinato e Vorm è bravo sulle conclusioni di Coentrao, Ronaldo e Machado. Quando poi la vittoria dista ormai solo una manciata di minuti Van Rhijn spedisce sul fondo un centro piuttosto innocuo e sul conseguente angolo de Vrij, ingannato probabilmente dal mancato intervento di Huntelaar, si perde Ronaldo che insacca da pochi passi.
E' vero che è da un anno esatto che non si perde. E' vero che abbiamo passato indenni i test contro Germania, Italia e Portogallo ma è anche vero che non si riesce a battere un top team da tempo immemore e che siamo estremamente fragili quando gli avversari devono rimontarci. Per un mondiale all'altezza, a quasi un anno dalla sua disputa, servirà molta molta fortuna.

giovedì 20 giugno 2013

Belli e perdenti

Ad essere sinceri l'Olanda vista in questo Europeo Under-21 non è mai stata particolarmente bella. Di sicuro però lo è stata più dell'Italia nella semifinale che ha sancito il fallimento della spedizione. Ma andiamo con ordine.
Nella partita di esordio, che si rivelerà decisiva per il passaggio del turno, un'Olanda a due facce prima si garantiva il doppio vantaggio (destro secco di Maher e azione personale di Wijnaldum) ma poi dava ampi segnali di insicurezza subendo i tedeschi per tutto il secondo tempo, permettendo loro di recuperare lo svantaggio, rischiando di perdere e finendo per vincere nel finale grazie ad un colpo di testa di Fer su angolo.
Contro la Russia un paio di episodi favorevoli (un probabile fallo da rigore di de Vrij sull'1-0 olandese ed una severa decisione arbitrale che lasciava i russi in dieci a metà primo tempo) indirizzava la gara verso una tranquilla vittoria che, complice il successo della Spagna contro la Germania, rendeva inutile la terza gara contro i campioni in carica (per la cronaca squadre imbottite di riserve e 3-0 spagnolo parecchio bugiardo viste le clamorose occasioni fallite dagli olandesi).
Si arrivava così alla partita più importante contro l'Italia nella quale l'Olanda confermava il suo ruolo storico di cicala facendosi preferire agli avversari per il gioco espresso e per il maggior numero di pericoli creati (pure un palo di Maher su punizione) senza tuttavia riuscire a prevalere nel punteggio.
Il destino ci metteva poi lo zampino con l'infortunio di de Vrij e il conseguente ingresso di Van der Hoorn. Proprio un errore di quest'ultimo permetteva infatti agli italiani la prima vera occasione da rete che Borini non sbagliava.
Gli ultimi 20 minuti erano uno show dei bulletti di periferia italiani che con simulazioni, provocazioni e perdite di tempo riuscivano ad arrivare al triplice fischio senza subire danni. L'Olanda era eliminata, costretta ancora una volta a guardarsi allo specchio e ad ammettere che senza furbizia, cattiveria, grinta e determinazione le doti tecniche valgono ben poco.

P.S.: la Spagna si è poi riconfermata campione. Meno male.

martedì 11 giugno 2013

Cina - Olanda 0-2


Prima da titolare per Tiendalli sulla corsia laterale destra mentre Nelom è confermato sulla fascia opposta. La doppietta contro l'Indonesia vale anche a de Jong una maglia da titolare accanto ai confermati Toornstra e de Guzman. Parte dalla panchina invece Sneijder mentre in avanti Robben si riprende il suo posto a spese di Schaken. 
Già dopo un quarto d'ora due ingenuità di altrettanti difensori cinesi mettevano il match su un binario dal quale nemmeno la vacanziera truppa olandese poteva deragliare: un fallo su Robben valeva il rigore che Van Persie (se non segna così...) trasformava nell'1-0, un'entrata a piedi uniti su de Guzman lasciava la Cina in 10 e chiudeva di fatto la gara.
Per la verità i padroni di casa, molto aggressivi e volenterosi, le hanno provate tutte per mettere in difficoltà un'Olanda che giocava a ritmo balneare senza nemmeno la scusante delle difficili condizioni climatiche come in Indonesia. Hanno però pagato l'assoluta inconsistenza offensiva e mentre Vorm, per l'occasione tra i pali, finiva per fare lo spettatore, era invece l'Olanda che, senza quasi cercarle, si ritrovava fra i piedi ottime occasioni per rimpinguare il bottino. Lens, Robben e Van Persie facevano a gara a chi ne divorava di più (per gli ultimi due pure un palo a testa) e a raddoppiare ci riusciva solo il subentrato Sneijder con una pregevole giocata che contribuiva ad alimentare le discussioni post partita sul suo futuro in nazionale.


sabato 8 giugno 2013

Indonesia - Olanda 0-3


Sono tre gli esordienti assoluti proposti da Van Gaal nella formazione iniziale: il portiere Cillessen, riserva di Vermeer nell'Ajax, il terzino sinistro Nelom che, chiuso nel Feyenoord da Martins Indi, potrebbe trovare spazio in nazionale grazie allo spostamento di quest'ultimo al centro, e Toornstra, motore di centrocampo dell'Utrecht.
Sorprende l'impiego di Pieters come centrale (al fianco di Vlaar) mentre, con Robben inizialmente in panchina, è Schaken a completare il terzetto offensivo.
Del primo tempo, giocato ad un ritmo bassissimo a causa, anche, di un'umidità oltre il 90%, si ricorderanno solo gli errori in serie di Van Persie che avrebbe potuto segnare in almeno tre occasioni e che invece ha ancora una volta dato ragione a quelli, come me, che dubitano che il ruolo di centravanti faccia per lui.
Nella ripresa un paio di precisi colpi di testa del neo-entrato Siem de Jong (al posto di uno Sneijder in condizioni fisiche impresentabili) su altrettanti cross di Schaken rendevano il risultato più idoneo alla differenza di valori in campo, prima che un acclamato Robben, allo scadere, regalasse alla platea uno dei suoi gol partendo in velocità dalla linea di metacampo, arrotondando ulteriormente il punteggio.

venerdì 7 giugno 2013

Per soldi e poco altro

Mentre l'Under-21 si sta giocando gli Europei di categoria, la Nazionale maggiore, per forza di cose rimaneggiatissima, è nell'estremo oriente per due ben remunerate amichevoli in casa di Indonesia e Cina.
Van Gaal fa buon viso a cattiva sorte dichiarando che saranno importanti test per quei giocatori che con lui hanno avuto poche occasioni per mettersi in evidenza. Sarà sicuramente così anche se reputo difficile che questa tournée possa essere veramente decisiva per qualcuno, almeno in positivo.
Con Vermeer, Janmaat, Sneijder e il terzetto offensivo Lens, Van Persie e Robben unici titolari sopravvissuti, le attenzioni sono puntate soprattutto sul centrocampo dove, in particolare per il ruolo centrale, nessuno è apparso sinora molto convincente.

lunedì 3 giugno 2013

Ultima chiamata per Cor Pot



L'Olanda under-21 torna a disputare la competizione finale del torneo continentale a 6 anni dall'ultima, vincente, partecipazione. Per il tecnico Cor Pot una possibilità di rivincita, dopo la mancata qualificazione ai giochi olimpici del 2012, prima di cedere il posto ad Albert Stuivenberg, promosso di grado dopo i due titoli conquistati alla guida dell'under-17.
Ben 12 dei 23 convocati (eleggibili quelli nati dal 1990 in poi) hanno già esordito nella nazionale maggiore e questo rende l'idea di quanto sia competitiva la squadra che mira senza mezzi termini alla conquista del titolo.
Davanti al portiere Zoet (RKC), il classico 4-3-3 prevede una difesa (Van Rhijn, de Vrij, Martins Indi, Blind) e un centrocampo (Maher, Clasie, Strootman senza dimenticare Van Ginkel e Fer) che potrebbero tranquillamente essere quelli schierati da Van Gaal per le qualificazioni al mondiale brasiliano mentre l'attacco è senza dubbio il reparto più debole o comunque con meno alternative. La prima punta sarà Luuk de Jong ai lati del quale dovrebbero giostrare Wijnaldum e John.
 
Si parte giovedì contro la Germania per proseguire contro Russia e Spagna in quello che appare come un girone davvero impegnativo.

mercoledì 22 maggio 2013

Scandalo al sole

Lo hanno visto tutti e tutti sanno perché è successo ma nessuno ne parla. Al massimo qualche piccolo accenno nel patetico tentativo di salvare la propria coscienza. Nella maggior parte dei casi nemmeno quello ma solo lodi ai vincitori degne del più bieco servilismo.
Sto parlando del modo in cui il Milan ha scippato alla Fiorentina la qualificazione ai preliminari della prossima Champions League e i "tutti" sono gli addetti ai lavori, a cominciare dai viscidi giornalisti che, invece di riportare la realtà dei fatti rischiando di mettersi contro qualcuno che conta, preferiscono tapparsi gli occhi di fronte al più vistoso scandalo calcistico che io ricordi.
Sì perché quello a cui si è assistito quest'anno è stato di gran lunga peggiore di qualsiasi calciopoli o scommessopoli proprio perché avvenuto alla luce del sole con il tacito accordo di federazione, lega, arbitri, giornalisti, tutte le componenti della mafia che è il calcio nostrano.
Ma qual è la realtà dei fatti?
Chiunque abbia gli occhi per vedere e un briciolo di intelligenza la conosce: nel mercato di gennaio il Milan ha acquistato Balotelli per una cifra intorno ai 30 milioni. Per rientrare di tale cifra aveva assoluto bisogno di qualificarsi per la Champions. Da allora innumerevoli episodi a favore hanno condizionato la quasi totalità delle partite dei rossoneri permettendo loro di inanellare una lunga serie di vittorie che gli ha alla fine consentito il raggiungimento dell'obiettivo.
Da parte dei giornalisti, servi del potere e da quello prezzolati, solo entusiastici evviva per l'impresa riuscita e nessun accenno ai fatti che l'hanno resa possibile. Anzi no, per loro è stato merito di Allegri, capace di trovare finalmente il giusto assetto, e di Balotelli, inesorabile cecchino.
I regali ricevuti in serie contro Udinese, Cagliari, Lazio, Genoa, Chievo? Nel dimenticatoio. L'ultimo ridicolo rigore di Siena? Si poteva anche dare...
Da questa marmaglia ipocrita e omertosa, pronta a scandalizzarsi se a livello internazionale non viene accordato un fallo laterale a una squadra italiana, un silenzio assordante sul vergognoso abuso di potere di cui tutti siamo stati spettatori.
E se qualcuno ancora si stupisce che io tifi contro la nazionale italiana si ricordi che quando la nazionale perde, perde anche questo sistema marcio di gestire il calcio e perdono tutti coloro che lo rendono possibile.

lunedì 13 maggio 2013

Tris consecutivo per l'Ajax e per de Boer

1 Ajax 34 22 10 2 76 83 31
2 PSV 34 22  3 9 69 103 43
3 Feyenoord 34 21  6 7 69 64 38
4 Vitesse 34 19  7 8 64 68 42
5 Utrecht 34 19  6 9 63 55 41
6 Twente 34 17  11 6 62 60 33
7 Groningen 34 12  7 15 43 36 53
8 Heerenveen 34 11  9 14 42 50 63
9 ADO 34 9  13 12 40 49 63
10 AZ 34 10  9 15 39 56 54
11 PEC 34 10  9 15 39 42 55
12 Heracles 34 9  11 14 38 58 71
13 NAC 34 10  8 16 38 40 56
14 RKC 34 9  10 15 37 39 48
15 NEC 34 10  7 17 37 44 66
16 Roda 34 7  12 15 33 51 69
17 VVV 34 6  10 18 28 33 62
18 Willem II 34 5  8 21 23 33 76

L'Ajax si conferma dunque la migliore dell'Eredivisie per il terzo anno consecutivo. Ancora una volta, dopo una partenza lenta, i lanceri sono stati inesorabili nella seconda parte della stagione dando il colpo di grazia al torneo a 5 giornate dal termine con la vittoria di Eindhoven che respingeva il tentativo di aggancio dei rivali e chiudeva di fatto i giochi.
Proprio il PSV, dato come favorito ai nastri di partenza, è ancora una volta il battuto eccellente anche se, a differenza dell'anno scorso quando pure aveva realizzato gli stessi punti, si è garantito almeno il preliminare per la Champions.
In Europa League Feyenoord e Vitesse che, a lungo protagoniste nella lotta per il titolo, possono comunque ritenersi soddisfatte del risultato raggiunto puntando sui giovani.
Bony, centravanti proprio del Vitesse, chiude come capocannoniere con 31 reti (e il giorno successivo annuncia di volere lasciare Arnhem), davanti al finalmente protagonista Pellé (27 reti col Feyenoord) che invece mi aspetto protagonista in Olanda anche l'anno prossimo.

venerdì 10 maggio 2013

Miracolo in coppa




Nella stagione più difficile dell'ultimo decennio nella quale ha stazionato per tutto il campionato nella parte medio-bassa della classifica salvandosi matematicamente a sole due giornate dal termine, l'AZ trova un insperato successo sul PSV e si aggiudica la quarta Coppa d'Olanda della sua storia.
Dopo un cammino reso agevole da buoni sorteggi, l'AZ faceva l'impresa in semifinale passando all'Amsterdam Arena con un rotondo 3-0 che non rende tuttavia l'idea di quanto la gara sia stata in realtà sofferta, prima di superare il PSV nella finale di Rotterdam grazie a due reti iniziali, molto cuore e la giusta fortuna.
L'AZ ha del resto due buoni giocatori (Maher e Altidore, non a caso i marcatori nella finale), qualche discreto mestierante (Viktor Elm, Beerens e il portiere Alvarado) e davvero poco altro, a cominciare da una difesa assai fragile dalle lacune spesso imbarazzanti.
Il suo successo obiettivamente conferma la scarsa qualità del calcio olandese a livello di club ma è tanto più prezioso perché colto in un periodo di ridimensionamento della società alla quale il trofeo potrà instillare nuova energia vitale