venerdì 6 aprile 2012

Valencia troppo forte. Finisce l'avventura dell'AZ

AZ - Valencia           2-1        0-4


Reputavo il Valencia la più forte delle 8 squadre rimaste e dopo lo sfortunato sorteggio sapevo che sarebbe servito un miracolo. Non c'è stato, anche perché nella gara di ritorno è girato tutto storto, arbitraggio compreso.
In verità un mezzo miracolo c'era già stato nella gara di andata con l'AZ messo spesso alle corde dagli spagnoli eppure capace di trovare la rete del vantaggio con un pregevole piatto al volo di Holman su angolo e quella della vittoria con Martens che finalizzava nel migliore dei modi un'ottima azione corale a dieci minuti dal termine. In mezzo tanto Valencia, compreso un imperioso stacco di Topal che annichiliva Marcellis e le ambizioni olandesi.
Al ritorno le già esigue speranze di uscire imbattuti dal Mestalla svanivano già dopo un quarto d'ora grazie alla doppietta del difensore Remi che prima sfruttava un'uscita a vuoto di Esteban (ma Viergever se l'era perso) e poi un regalo del guardalinee che non ravvisava la sua posizione irregolare. Dall'altra parte Altidore veniva ingiustamente fermato solo davanti al portiere ma a quel punto temo che sarebbe cambiato ben poco con gli olandesi in evidente imbarazzo di fronte ad ogni sortita offensiva degli avversari, dimostratisi semplicemente superiori.

giovedì 15 marzo 2012

Un AZ eroico vola ai quarti

AZ - Udinese            2-0        1-2
Valencia - PSV          4-2        1-1
Twente - Schalke04      1-0        1-4


Grazie ad una gara disputata con intelligenza e sorprendente autorità, l'AZ si era garantita un buon vantaggio tra le mura amiche. Senza concedere nulla ad avversari che hanno nel contropiede l'arma migliore, gli olandesi avevano trovato nella ripresa le reti di Martens e Falkenburg sfiorando in più circostanze anche la terza marcatura. Il ritorno cominciava però nel peggiore dei modi: dopo nemmeno 2 minuti veniva concesso all'Udinese un rigore davvero dubbio per una mano appoggiata in modo ingenuo da Viergever sul corpo di Floro Flores che si lasciava cadere a terra appena sentito il contatto. Il difensore olandese veniva pure espulso e, sotto 0-1, sembrava davvero impossibile resistere tutto il resto della partita in inferiorità numerica. L'Udinese raddoppiava quasi subito ma l'AZ riusciva a compattarsi e a venire a capo della situazione grazie all'organizzazione di gioco e al gol di Falkenburg nel finale di primo tempo. Nella ripresa rischi contenuti, un errore dal dischetto di Elm e una qualificazione più che meritata.
Il PSV conferma la sua fragilità in trasferta contro avversari di livello. A Valencia, come l'anno scorso a Lisbona, è stato letteralmente annichilito dai padroni di casa che non hanno chiuso la pratica con una gara di anticipo solo per un paio di disattenzioni nel finale, costate le marcature di Toivonen su rigore e Wijnaldum. In Olanda la solita partita coraggiosa non basta e mentre i tentativi di rimonta si infrangono sulle parate di Alves, il Valencia trova a inizio ripresa la rete della sicurezza solo pareggiata dal solito Toivonen.
Trasferta inguardabile anche quella del Twente a cui non basta il minimo vantaggio ottenuto all'andata (rigore più che dubbio trasformato da de Jong in una gara avara di emozioni), sommato all'immediato vantaggio a Gelsenkirchen firmato Willem Janssen. Il ritmo forsennato dello Schalke non dà scampo agli olandesi che, schiacciati nella propria area, finiscono per crollare sotto i colpi di Huntelaar (3) e Jones.

giovedì 8 marzo 2012

Storico Apoel


Che piacere vedere una squadra di carneadi come quella cipriota fare fuori dalla Champions un raccomandatissimo Lione!

mercoledì 29 febbraio 2012

Inghilterra - Olanda 2-3


Come era da aspettarsi, le scelte di Van Marwijk sono quelle più conservative e i ballottaggi li vincono i titolari "storici" de Jong e Van Persie. Boulahrouz prende il posto di Van der Wiel mentre Pieters è nell'undici di partenza nonostante si sia rivisto in Eredivisie solo domenica dopo un lungo stop.
Ad un ritmo molto blando l'Olanda sviluppa buone geometrie a centrocampo mancando però di incisività. Van Persie mi conferma i soliti dubbi sul suo ruolo di prima punta, Robben e soprattutto Kuyt giocano troppo vicini a Sneijder lasciando le fasce ai terzini che mai riescono a trovare la giocata buona. La prima conclusione che arriva intorno al quarto d'ora (tiro di Robben ribattuto da Hart) rimarrà anche l'unica in una prima frazione molto accademica.
Stekelenburg da parte sua non deve effettuare alcun intervento ma si ha parecchia fortuna nei rimpalli e nelle palle vaganti. Soffrono in particolare Heitinga, quasi sempre anticipato dal diretto avversario, e Pieters che, non certo al meglio della condizione, fa molta fatica a fare la fase offensiva e poi contenere gli uno contro uno.
La ripresa vede finalmente Huntelaar al posto di uno spento Van Persie mentre Schaars viene provato a sorpresa come terzino sinistro in sostituzione di Pieters. La prima occasione è inglese con Sturridge sulla cui conclusione da appena dentro l'area è bravo ad opporsi Stekelenburg. I padroni di casa, in formazione largamente rimaneggiata, ci credono, provano a spingere ma si espongono fatalmente al contropiede olandese. E' il 57esimo quando Robben raccoglie palla sulla trequarti difensiva, accelera deciso verso l'area avversaria e, facilitato dal movimento di Huntelaar che gli porta via due uomini, trova lo spazio per un diagonale rasoterra che non dà scampo a Hart. Passa poco più di un minuto e, in situazione di tre contro tre, Sneijder serve largo Kuyt, per la prima volta nella posizione di ala destra, sul cui cross immediato è perfetto lo stacco di Huntelaar che vale il raddoppio. Nell'occasione purtroppo lo scontro tra il centravanti olandese e Smalling costringe entrambi a lasciare il campo.
L'Inghilterra non demorde e, seppure in maniera quasi sempre confusa, riesce a creare apprensione. E' ancora Sturridge ad avere sui piedi l'occasione più ghiotta senza tuttavia trovare il giusto impatto con la palla. A facilitare il compito degli inglesi ci pensa Van Marwijk sostituendo Boulahrouz con Vlaar, spostando Heitinga sulla destra e disorientando ancora di più una difesa già apparsa non troppo convincente. Proprio il cattivo piazzamento della difesa, unito ad un errore del guardalinee che non rileva una posizione di fuorigioco, permette a Cahill di trovarsi a tu per tu con Stekelenburg dopo un batti e ribatti e di accorciare le distanze all'85esimo.
Sembrerebbe chiusa qui con l'Olanda capace di gestire il possesso palla e invece gli inglesi trovano allo scoccare del 90esimo la migliore azione della loro gara riuscendo con diversi passaggi in velocità a farsi beffe dell'immobile difesa olandese e a permettere a Young di trovare il pareggio con un diagonale morbido. Per fortuna nell'azione successiva l'Olanda riesce a portarsi nell'area inglese. La palla arriva a Robben che, ormai chiuso dagli avversari, tenta un tiro a giro che si deposita in rete dopo una leggera ma probabilmente decisiva deviazione. Van Marwijk può festeggiare la vittoria di Robben, non certo la sua.

martedì 28 febbraio 2012

Inutile ma prestigiosa

Dall'anno prossimo pare che venga ridotto il numero di impegni delle squadre Nazionali per cui quella di domani contro l'Inghilterra sarà probabilmente l'ultima gara con etichetta "l'inutile amichevole di febbraio". Per fortuna l'avversario di prestigio e la cornice di Wembley dovrebbero bastare a garantire impegno e interesse.
L'Olanda viene da tre partite consecutive senza vittorie. In tempi recenti di peggio riuscì a fare solo Rijkaard nel famigerato 1999, anno in cui non riuscì a vincere nemmeno uno dei 9 match disputati. Van Marwijk proverà a invertire la tendenza con un undici di partenza che, ad eccezione dell'infortunato Van der Wiel, potrebbe essere lo stesso che si presenterà all'Europeo. Interessanti a tal proposito i ballottaggi tra de Jong e Strootman, con il secondo che mi pare abbia superato il rivale nelle preferenze del tecnico, e tra Van Persie ed Huntelaar, sempre che il sacrificato non sia qualcun altro. Ci sarà comunque spazio per tutti e non è escluso che saranno decisivi gli innesti degli ultimi arrivati Ola John e Luciano Narsingh.

venerdì 24 febbraio 2012

L'Ajax saluta anche l'Europa League

AZ - Anderlecht         1-0        1-0
Trabzonspor - PSV       1-2        1-4
Steaua - Twente         0-1        0-1
Ajax - Manchester Utd   0-2        2-1



Dopo il sorteggio sembrava che all'Ajax servisse un'impresa per passare il turno. Visto come sono andate le cose forse sarebbe bastata un po' più di attenzione, anche da parte del direttore di gara della partita di andata. Ad Amsterdam i lanceri giocano un buon primo tempo non concedendo nulla al Manchester e venendo ingiustamente penalizzati dalla mancata concessione di un rigore. La musica cambia nella ripresa con gli inglesi capaci di alzare notevolmente il ritmo e mettere una seria ipoteca sulla qualificazione. La superiorità mostrata non si vede però nella gara di ritorno dove il Manchester, forse rilassato dalla rete iniziale di Hernandez, appare alla portata di un Ajax orgoglioso e determinato. Un vero peccato che la rete della vittoria di Alderweireld sia giunta solo nei minuti finali e valga unicamente per il prestigio.
Davvero pochi problemi per il PSV che in Turchia si spiana la strada segnando due volte nei primi 11 minuti (Matavz e Toivonen) per poi dilagare tra le mura amiche.
Doppio confronto molto equilibrato quello tra Steaua e Twente con gli olandesi vincitori grazie a un pregevole pallonetto di Ola John all'andata e a una papera del portiere rumeno al ritorno.
Sorprende l'AZ, non tanto per la qualificazione quanto per non avere subito reti in entrambe le gare risolte rispettivamente dalle reti di Maher e Martens. Al ritorno però sono servite molta fortuna (due pali colpiti dai belgi) e alcune prodezze di Esteban.

domenica 18 dicembre 2011

AZ primo col fiatone

1 AZ 17 12 2 3 38 36 15
2 PSV 17 11 4 2 37 48 19
3 Twente 17 9  6 2 33 43 18
4 Ajax 17 9  6 2 33 46 23
5 Feyenoord 17 9  4 4 31 34 22
6 Vitesse 17 8  5 4 29 23 16
7 Heerenveen 17 7  7 3 28 39 28
8 Groningen 17 7  5 5 26 29 28
9 Roda 17 8  0 9 24 29 38
10 NAC 17 6  3 8 21 24 28
11 ADO 17 6  3 8 21 22 31
12 Heracles 17 5  5 7 20 27 25
13 RKC 17 5  3 9 18 17 28
14 Utrecht 17 4  5 8 17 28 35
15 NEC 17 5  2 10 17 17 27
16 De Graafschap 17 3  3 11 12 16 39
17 VVV 17 2  4 11 10 16 42
18 Excelsior 17 1  5 11 8 9 41

Da sempre per i migliori giocatori delle squadre non di vertice l'arrivo ad Ajax o PSV rappresenta una tappa pressoché obbligata. Mai come quest'anno però le due big hanno cercato di rinforzarsi indebolendo contemporaneamente le meno ricche rivali, private degli elementi migliori.
All'Ajax sono arrivati Sigthorsson (AZ) e Janssen (Twente), al PSV Matavz (Groningen), Wijnaldum (Feyenoord) e la coppia ex Utrecht Mertens e Strootman, ma del duello che era lecito attendersi per il titolo ancora nessuna traccia. Probabile che sia solo rimandato.
Probabile perché l'AZ che a sorpresa ha tagliato per primo il traguardo di metà campionato, pare in caduta libera (un punto nelle ultime 3 trasferte) ed era d'altronde impensabile che, priva di veri uomini gol e con una difesa non certo rocciosa e impenetrabile, potesse mantenere una costanza di rendimento da vertice. Il vantaggio di 6 punti è già un ricordo e la speranza è che rifiatare nel mese di sosta ed eventuali nuovi acquisti possano ribaltare i valori delle ultime settimane.

venerdì 16 dicembre 2011

L'Europa League parla olandese

Sorteggiate in gruppi non particolarmente ostici, tutte e 3 le squadre olandesi rispettano il pronostico e accedono ai sedicesimi di finale. Solo l'AZ ha dovuto soffrire fino all'ultimo minuto dell'ultima partita chiusa con un pareggio (il quinto in sei gare) contro il Metalist che gli ha garantito gli stessi punti dell'Austria Vienna ma una migliore differenza reti. Tutto facile invece per PSV e Twente che con 13 punti in 5 partite si erano entrambe garantite la qualificazione con un turno di anticipo.
Nei sedicesimi, presente pure l'Ajax, l'Olanda sarà quindi l'unica nazione ad avere 4 rappresentanti.
 

Il sorteggio, dove si è adottata l'assurda scelta di stabilire a priori che le teste di serie giocassero la prima gara in trasferta, è stato agrodolce. E' andata bene a PSV e Twente che incontreranno rispettivamente Trabzonspor e Steaua, malissimo proprio ai lanceri accoppiati al Manchester United. Poteva andare sia meglio che peggio all'AZ che dovrà vedersela con l'Anderlecht, l'unica ad avere chiuso il proprio girone a punteggio pieno.

venerdì 9 dicembre 2011

Ajax fuori dalla Champions con rabbia

Doveva essere un duello con il Lione per il secondo posto e così è stato. Nettamente inferiori al Real Madrid, nettamente superiori alla Dinamo Zagabria, le due squadre si erano divise la posta negli scontri diretti con due pareggi a reti inviolate che avevano entrambi lasciato le squadre ospiti con i maggiori rimpianti.
Alla vigilia dell'ultima gara del girone l'Ajax ha 3 punti in più e un +7 di differenza reti rispetto ai francesi. Gli basterebbe un pari casalingo contro un Real Madrid imbottito di riserve ma parte troppo rilassato e al primo affondo il Real fa centro grazie alla complicità di una difesa statica e distratta. Gli olandesi reagiscono, trovano pure due reti con Lodeiro e Sulejmani che l'arbitro annulla per segnalazioni errate del suo assistente e finiscono per incassare il raddoppio, fotocopia della prima rete, a fine frazione. Non sembra decisamente serata ma c'è ancora un +5 di differenza reti rispetto al Lione che sta pareggiando a Zagabria. Proprio in Croazia però l'inizio della ripresa è da guinness dei primati con i francesi che segnano 5 reti in 25 minuti ad avversari sì in inferiorità numerica ma alquanto passivi, se non compiacenti. L'Ajax non è in grado di reagire di fronte al blasonato avversario e all'assenza ormai cronica di seri terminali offensivi. Si finisce delusi, arrabbiati e con più di qualche sospetto che Platini, guarda un po', metterà subito a tacere.


Qui i fermo immagini degli inesistenti fuorigioco:

sabato 3 dicembre 2011

Il solito girone di ferro

Danimarca, Germania e Portogallo. Questi, nell'ordine, gli avversari sulla strada dell'Olanda nel girone della fase finale degli Europei.
Il classico "non poteva andare peggio" appare in questa circostanza quanto mai motivato e l'unica consolazione sembrerebbe quella di un eventuale quarto di finale abbastanza morbido contro una tra Polonia, Grecia, Russia e Repubblica Ceca. Per arrivare a quello occorrerà però mettersi alle spalle almeno una tra quelle che consideravo le due avversarie più ostiche di tutto il lotto: la Germania che ci ha umiliato solo 20 giorni fa e il Portogallo che negli ultimi 10 anni ci ha regolarmente eliminato dalle grandi manifestazioni.
Fin troppo ovvio affermare che sarà fondamentale imporsi nel match inaugurale ma nemmeno la Danimarca, capace di vincere il girone di qualificazione che comprendeva lo stesso Portogallo, sarà avversario facile.
Ci aspetta insomma un giugno davvero intenso ma è capitato spesso di esserci trovati inseriti in un girone molto impegnativo. E il turno lo si è sempre passato.