Sono quattro le novità rispetto alla partita di venerdì: in difesa torna a disposizione Heitinga mentre sulla sinistra è stavolta preferito Anita; in avanti, con Kuyt non disponibile, le ali sono Afellay e Van der Vaart.
Parte forte l'Olanda che trova il vantaggio già al 7' quando Huntelaar realizza di testa su cross di Sneijder in seguito ad azione d'angolo. Pochi minuti ed una conclusione di Afellay è ben parata da Fredrikson che subito dopo deve nuovamente arrendersi a Huntelaar che trasforma un rigore concesso per un fallo su Van Bommel. Nemmeno il tempo di assaporare il doppo vantaggio che anche gli ospiti vanno a segno con un colpo di testa di Forsell su angolo. Non è ancora il 20esimo di uno scoppiettante primo tempo che anche nel prosieguo vedrà le squadre propositive nel tentativo di superarsi. La prima ad andarci vicino è l'Olanda con una conclusione di Van der Vaart ma sono i finlandesi a mancare clamorosamente il pareggio con Forsell sul quale Stekelenburg compie un autentico miracolo.
Con l'inizio della ripresa gli olandesi sembrano tirare i remi in barca limitandosi al controllo del gioco con la solita fitta ragnatela di passaggi a centrocampo. Il ritmo cala vistosamente ma quella che voleva essere la tattica per addormentare la partita rischia di costare molto caro. Un'Olanda rinunciataria e ormai nulla in avanti finisce infatti per cedere sempre più metri agli ospiti che nel finale riescono più volte a creare pericoli senza tuttavia riuscire più ad impensierire Stekelenburg.
mercoledì 8 settembre 2010
Olanda - Finlandia 2-1
venerdì 3 settembre 2010
San Marino - Olanda 0-5
E' Pieters a vincere il ballottaggio per il ruolo di terzino sinistro ma la sorpresa maggiore è la scelta di Maduro, e non Vlaar, come centrale difensivo al posto dello squalificato Heitinga. In avanti Kuyt torna all'ala destra con Elia sulla fascia opposta e Sneijder al centro dietro Huntelaar.
Dopo una decina di minuti di studio all'Olanda è sufficiente alzare il ritmo per mettere in grosse difficoltà il modesto avversario. In rapida successione si assiste ad una bella conclusione di Elia ben parata dal portiere, ad una rete di Huntelaar annullata per fuorigioco e ad un fallo da rigore del portiere Simoncini sullo stesso Huntelaar. Kuyt fa 1-0 quando è passato da poco il quarto d'ora.
Finita la fiammata la partita vive una fase di equilibrio e anche i padroni di casa riescono a farsi vedere in avanti con una conclusione di Selva che Stekelenburg alza sopra la traversa. Rimarrà l'unica conclusione sammarinese degna di nota. L'Olanda invece senza dannarsi troppo trova il raddoppio prima della fine del tempo con Huntelaar che batte a colpo sicuro ben liberato da un'azione di Kuyt sulla destra.
La ripresa comincia con Van der Vaart al posto di de Jong ed il neo-acquisto del Tottenham ha il merito di dare maggiore velocità a tutta la manovra. Sono suoi un paio di passaggi filtranti che trovano Huntelaar a centro area per comode conclusioni (la prima vale il 3-0, la seconda finisce alta dopo un maldestro tentativo di pallonetto) ed è suo il colpo di tacco che libera Kuyt per un nuovo assist ad Huntelaar che gli vale la tripletta. Afellay rileva un Elia abbastanza spento e nella fase finale dell'incontro si dimostra il più attivo dei suoi cercando la rete con diverse conclusioni dalla distanza sulle quali è però bravo il portiere avversario. Il sigillo riesce invece a metterlo quel marpione di Van Nistelrooy (aveva rilevato Kuyt) che proprio nei minuti finali indirizza in rete anticipando con astuzia il diretto marcatore un cross dalla destra di Van der Wiel.
Campagna europea al via
Il cammino della Nazionale verso l'Europeo ucraino-polacco comincia stasera a San Marino e proseguirà martedì prossimo a Rotterdam contro la Finlandia. Un inizio morbido che Van Marwijk, come sottolineato in conferenza stampa, ha deciso di affrontare nel segno della continuità e della chiarazza. Solo il ritiro di Van Bronckhorst, la squalifica di Heitinga e gli infortuni di Robben e Van Persie gli impediranno infatti di schierare la stessa formazione sconfitta due mesi orsono dalla Spagna come sarebbe stato nelle sue intenzoni.
Vlaar dovrebbe trovare posto al centro della difesa mentre Anita (favorito) e Pieters si giocheranno il posto di terzino sinistro per il quale Braafheid, non convocato al pari di Schaars e Babel, ha decisamente perso punti. Il rebus da risolvere sarà comunque nel reparto avanzato dove per il ruolo di centravanti sono in lizza Huntelaar e il redivivo Van Nistelrooy, assente da Euro 2008 ma autore di un ottimo inizio di stagione ad Amburgo. Senza dimenticare la scelta più conservativa ma, vista la pochezza dell'avversario, improbabile di schierare Kuyt come punta. Solo in quest'ultimo caso Elia e Van der Vaart potrebbero trovare entrambi spazio nell'undici di partenza ad entrare nel quale sperano anche Afellay e Lens.
venerdì 27 agosto 2010
Ajax in Champions. Impresa Utrecht
Dynamo Kyev - Ajax 1-1 1-2
AZ - Aktobe 2-0 1-2
Feyenoord - Gent 1-0 0-2
Sibir - PSV 1-0 0-5
Celtic - Utrecht 2-0 0-4
In Europa League tutto il quartetto si mostra tanto implacabile in casa quanto fragile in trasferta. Alla fine l'unica a rimetterci è il Feyenoord, incapace di difendere in Belgio la rete di Fer che aveva deciso il match d'andata. Lo stesso Fer si ricorderà a lungo il facile gol mancato in pieno recupero.
L'impresa è firmata dall'Utrecht che con una prestazione tutta grinta e coraggio riesce a ribaltare lo 0-2 rimediato in Scozia. Già nel primo quarto d'ora due rigori trasformati da Van Wolfswinkel riportavano in equilibrio il discorso qualificazione prima che una conclusione deviata dello stesso Van Wolfswinkel e una botta da fuori di Maguire fissassero il sorprendente ma non immeritato punteggio. Celtic surclassato sul piano fisico e davvero mai in partita.
Col senno di poi appare facile la qualificazione del PSV che però aveva perso a Novosibirsk, nella trasferta "europea" più lunga. Nel ritorno Berg impatta già nel primo tempo e nella ripresa è goleada firmata Engelaar, Toivonen e Dzsudzsak due volte. L'AZ infine, dopo il rassicurante vantaggio acquisito nella gara di andata (a segno Holman e Wernbloom), passa subito anche in terra kazaca (ancora Wernbloom) ma finisce per perdere la partita contro un avversario decisamente modesto lasciando più ombre che luci.
giovedì 12 agosto 2010
Ucraina - Olanda 1-1
La nuova stagione della nazionale comincia a un mese esatto dalla finale mondiale ma è un inizio davvero anomalo con, tra i convocati, un solo reduce dell'avventura sudafricana: Vorm che peraltro non era mai sceso in campo.
Ecco la formazione schierata da Van Marwijk con l'ormai solito 4-2-3-1 nella quale accanto ad ogni giocatore mi sono divertito ad evidenziare le sue presenze in nazionale:
Vorm (4); Marcellis (2), Vlaar (3), Bruma (0), Anita (1); Brama (1), Janssen (2); Lens (0), de Jong (0), Emanuelson (11); Van Wolfswinkel (0).
Sono entrati nel secondo tempo: Pieters (0), Maduro (12), Fer (0), Beerens (0), Loovens (1).
La partita è stata decisa a metà ripresa dal vantaggio olandese realizzato da Lens (facile appoggio dopo traversa colpita da Janssen con un tiro da fuori) subito pareggiato da Aliyev direttamente su calcio piazzato.
venerdì 6 agosto 2010
Tutte ancora in gioco
Ajax - PAOK 1-1 3-3
AZ - Goteborg 2-0 0-1
Utrecht - Lucerna 1-0 3-1
Tutte e tre le squadre olandesi in lizza nel terzo turno preliminare di Champions ed Europa League accedono dunque ai play-offs ma solo l'Utrecht riesce ad evitarsi sofferenze negli ultimi secondi grazie alla terna realizzata già nella prima mezz'ora del match di ritorno (Asare, Van Wolfswinkel, Silberbauer).
Soffre, e parecchio, l'Ajax che concede ai greci il secondo tempo della gara di andata e il primo in quella di ritorno dove occorre il miglior Stekelenburg per limitare i danni ad un passivo minimo. A inizio ripresa sembra fatta quando in 10 minuti vanno a segno il solito Suarez (in gol già all'andata), de Jong e Lindgren ma la difesa sembra avere dimenticato la solidità dello scorso finale di stagione ed è una fortuna che l'arrembaggio dei greci porti solo due gol inframmezzati da un rigore parato.
Un'AZ completamente spuntata dal mercato che l'ha privata di El Hamdaoui, Dembélé e Lens coglie un prezioso successo nell'esordio casalingo deciso dalle reti di Klavan e Gudmundsson. Al ritorno zero tiri in porta, partita sempre in mano agli svedesi ma Didulica è bravo a capitolare in una sola occasione.
sabato 24 luglio 2010
Dalle stelle alle stalle
Era la prima in assoluto per un'under-19 olandese alla fase finale degli Europei di categoria. Sarà probabilmente l'unico motivo per cui questa edizione sarà ricordata in Olanda.
Peccato perché, dopo la secca sconfitta iniziale contro i padroni di casa francesi (4-1) e la vittoria di misura sull'Inghilterra (1-0), l'Olanda aveva tutte le carte in regole per accedere alle semifinali. Anzi, fino a quasi il 90esimo dell'ultima partita del girone eliminatorio contro l'Austria, gli olandesi erano ancora qualificati grazie al risultato di parità. Negli ultimi minuti arrivava però sia la sconfitta che il pareggio inglese contro la Francia che spediva l'Olanda all'ultimo posto del girone impedendole di qualificarsi al Mondiale dell'anno prossimo.
Una beffa atroce per come è maturata ma non del tutto immeritata per quanto fatto vedere dai giovani arancioni. Titubanti in difesa, evanescenti in attacco dove l'atteso Castaignos non si è praticamente mai visto, qualche nota lieta solo dai centrocampisti tra i quali i migliori mi sono parsi Bacuna del Groningen e Van Haaren del Feyenoord.
lunedì 12 luglio 2010
Olanda - Spagna 0-1 (d.t.s.)
E invece non è stata la prima dell'Olanda ma la terza. La terza finale persa con l'unica differenza dalle precedenti che stavolta non ci chiameranno "beautiful losers". Semmai "horrible losers" per avere impostato la gara più sui calci che sul calcio ammettendo di fatto di avere di fronte un avversario ritenuto superiore e snaturando così lo stile olandese.
La Spagna comincia decisamente meglio e nel primo quarto d'ora staziona costantemente nella metacampo avversaria, sfiora la segnatura con un colpo di testa di Ramos (bravo Stekelenburg), con una conclusione di Villa sull'esterno della rete e impedisce agli olandesi di giocare palla a terra rendendoli così inoffensivi. L'unico modo in cui l'Olanda sa rispondere è una serie di falli con chiaro intento intimidatorio. Prima Van Bommel e poi de Jong vengono graziati dall'arbitro, l'inglese Webb, che mostra loro solo il giallo e la seconda parte del tempo scorre tra interventi duri, simulazioni e proteste. Solo nel recupero l'Olanda riesce a farsi vedere dalle parti di Casillas con il solito tiro di Robben diretto all'angolino che il portiere spagnolo devia sul fondo.
Dopo un inizio di ripresa molto tattico con le squadre attente soprattutto a non scoprirsi si ripete il duello Robben-Casillas con l'olandese che, lanciato in profondità dall'unica invenzione di Sneijder, spreca la più ghiotta delle occasioni facendosi ribattere la conclusione. Si apre una fase dell'incontro meno bloccata, si vede finalmente un po' di calcio ed è ancora la Spagna a farsi preferire. Prima Heitinga ribatte una conclusione a colpo sicuro di Villa, poi è Ramos di testa a sbagliare un gol fatto su angolo. Nel finale è però nuovamente Robben ad avere una chance: brucia in velocità Puyol, resiste al ritorno del difensore spagnolo (che ingenuità. Sarebbe bastato cadere a terra per farlo espellere) ma poi non riesce a superare Casillas.
Si va ai supplementari con un'Olanda stanca che lascia troppo spazio tra le linee di difesa e centrocampo. La sostituzione di de Jong con Van der Vaart appare deleteria e i centrocampisti spagnoli collezionano occasioni in serie: Stekelenburg si supera su Fabregas, Van Bronckhorst salva su Iniesta e, pochi minuti dopo, devia sull'esterno della rete una conclusione di Navas. L'Olanda sembra alle corde e la situazione peggiora a dieci minuti dal termine con l'espulsione di Heitinga (secondo giallo sul tuffatore Iniesta lanciato a rete). Ci vuole però lo zampino dell'arbitro e molta sfortuna per impedirle di raggiungere i rigori. E' il minuto 116 quando Elia subisce un fallo al limite dell'area avversaria. Webb non fischia e nell'azione spagnola che segue ben quattro olandesi (lo stesso Elia, Van der Wiel, Robben, Van der Vaart) riescono a toccare la palla senza tuttavia impedire che questa ritorni a qualche giocatore spagnolo. Il passaggio decisivo è di Fabregas per Iniesta che stavolta non lascia scampo a Stekelenburg.
I miei voti:
Stekelenburg: 7. Due ottime parate su conclusioni a distanza ravvicinata. Non gli riesce il miracolo su Iniesta.
Van der Wiel: 6. Attento in difesa ma se fosse meno titubante creerebbe molti più problemi agli avversari.
Heitinga: 6,5. Quando il gioco si fa duro non si fa certo pregare per tirare fuori grinta e combattività.
Mathijsen: 7. Non ha bisogno di tirare calci per avere sempre la meglio sui diretti avversari.
Van Bronckhorst: 6,5. Si vede poco da terzino e molto da terzo centrocampista centrale ed è in quella posizione che sbroglia più di una situazione.
de Jong: 6. Tiene botta anche contro il fitto centrocampo spagnolo conquistando diversi palloni. Cala alla distanza.
Van Bommel: 6,5. Buona gara in contenimento nel creare continui fastidi ai portatori di palla spagnoli. Si mantiene lucido anche in fase di possesso.
Robben: 5. E' l'unico in grado di creare pericoli alla retroguardia avversaria ma il suo errore a metà ripresa risulterà decisivo in negativo.
Sneijder: 5. Molta fatica ad entrare nel vivo del gioco oltre a una fastidiosa supponenza che lo fa tirare in porta da 40 metri su azione di contropiede e da metacampo dopo avere preso il gol.
Kuyt: 5,5. Più che tenere Ramos in apprensione diventa il suo marcatore. E' mancata la sua spinta.
Van Persie: 4,5. Fumoso, dai suoi piedi mai una palla pericolosa. Dubito che continuerà ad essere il centravanti.
Elia: 6. Entra nel secondo tempo per sostituire uno stanco Kuyt e spostare il baricentro della squadra più avanti. Riesce nel compito non trovando però nessun guizzo.
Van der Vaart: 5. Inserito come centrocampista arretrato dimostra, ma già si sapeva, che non ha il passo per farlo. Schaars sarebbe forse stata la scelta più sensata.
giovedì 8 luglio 2010
La prima assoluta
Una rete di Puyol a un quarto d'ora dalla fine elimina la Germania scontentando i molti tifosi olandesi che avrebbero gradito una finale contro i tedeschi per vendicare quella persa nel '74. Molti tifosi olandesi ma non io. In fondo la Germania da allora l'abbiamo affrontata tante altre volte, le abbiamo date e le abbiamo prese e sempre con reciproco rispetto. La Spagna invece, fatto questo abbastanza curioso, non l'abbiamo mai incontrata nella fase finale di un grande torneo e, se non in qualche amichevole, non l'abbiamo più affrontata dal girone di qualificazione all'europeo francese del 1984 nel quale ci scippò il primo posto grazie allo scandaloso 12-1 rifilato a Malta nell'ultima partita. Sono quindi più di 25 anni che aspetto un'occasione per farli piangere, un'occasione che sembrava dovesse capitare nell'ultimo Europeo nel quale le due squadre avevano dimostrato di essere le più forti del lotto prima che l'inopinata sconfitta con la Russia da parte degli olandesi facesse mancare loro l'appuntamento. A distanza di due anni sarà invece la finale mondiale a metterle di fronte.
Sarà la prima volta che una nazionale europea vincerà un campionato del mondo fuori dall'Europa.
Sarà la prima volta dell'Olanda.
mercoledì 7 luglio 2010
Olanda - Uruguay 3-2
Solo l'obbligo di sostituire gli squalificati Van der Wiel e de Jong fa sì che Van Marwijk cambi formazione. I prescelti sono Boulahrouz e de Zeeuw.
La partenza dell'Uruguay è prevedibilmente improntata su un pressing alto che ha l'intento di fare mancare i rifornimenti agli avanti olandesi. Se l'Olanda riesce ad evitarlo per gli avversari sono dolori. E arrivano così i primi pericoli con Kuyt che calcia alto da buona posizione, con Sneijder la cui conclusione dal limite viene ribattuta da uno sfortunato Van Persie fino alla rete del vantaggio che è vero che arriva con un siluro di Van Bronckhorst che termina la sua corsa all'incrocio dei pali ma in seguito ad un'azione avvolgente con quasi tutti gli uruguayani racchiusi nella propria area. E' da poco passato il quarto d'ora e l'Olanda commette l'errore (grave) di adagiarsi sul minimo vantaggio rallentando il ritmo. La gara diventa bruttina, spezzettata e con molti errori. Una tentata conclusione di Robben ben liberato da Van Persie e una telefonata di Kuyt sono tutto quello che si riesce a creare. All'Uruguay è invece sufficiente che un lancio senza troppe pretese arrivi a Furlan a 30 metri dalla porta olandese perché il biondo attaccante pareggi con una conclusione che Stekelenburg riesce solo a smanacciare goffamente.
La ripresa comincia con Van der Vaart al posto di de Zeeuw alla ricerca di quel cambio di marcia che non ci sarà. Il primo quarto d'ora sarà anzi uno dei peggiori giocati dall'Olanda, non solo in questa manifestazione: errori banali nel controllo di palla, rischiosissimi passaggi sulla trequarti difensiva, malintesi a non finire. L'Uruguay conferma di non essere un top team non riuscendo ad approfittarne e facendosi vivo dalle parti di Stekelenburg solo con una punizione del solito Furlan. Alla maggiore qualità degli olandesi bastano invece pochi minuti per indirizzare il match dalla propria parte. Al 67esimo una bella giocata di Van Persie consente il tiro a Van der Vaart: sulla respinta del portiere Robben calcia alto. Passano pochi minuti e dopo un'insistita azione di Robben al limite dell'area la palla arriva a Sneijder la cui conclusione si insacca nell'angolino dopo una deviazione e una posizione più che sospetta di Van Persie. Altra azione, altra manovra avvolgente e Sneijder pesca sulla sinistra Kuyt sul cui cross Robben anticipa di testa il diretto marcatore e infila il 3-1. Con l'Uruguay ormai alle corde Robben manca in contropiede la quarta segnatura prima di essere sostituito in quella che parrebbe una passerella d'onore se la disattenta difesa olandese non regalasse un'altra rete. Siamo però già nel recupero e, pur con qualche affanno non giustificato, la vittoria viene condotta in porto.
I miei voti:
Stekelenburg: 4,5. L'errore sul primo gol gli fa perdere sicurezza. Anche sul secondo non è esente da colpe.
Boulahrouz: 5,5. Alterna chiusure tempestive a pasticci grossolani come il retropassaggio che libera Cavani.
Heitinga: 6. Non commette errori anche se, intimorito dal pressing uruguayano, tende troppo spesso a spazzare.
Mathijsen: 5,5. Il più sicuro ed affidabile della retroguardia se non fosse per i troppi metri regalati a Furlan in occasione del pareggio.
Van Bronckhorst: 6,5. Merita mezzo voto in più per il gran gol. Non va per il sottile nelle chiusure ma col passare del tempo rimane troppo ancorato in difesa.
de Zeeuw: 5. nullo in interdizione, non ha la personalità per proporsi e dettare il gioco.
Van Bommel: 6,5. La sua sagacia tattica gli consente di essere sempre nel vivo dell'azione per dispensare calci, simulazioni ma anche conquistare numerosi palloni.
Robben: 6,5. Se non è raddoppiato ha sempre la meglio sul diretto avversario e, pur non particolarmente brillante, riesce ancora una volta ad essere decisivo.
Sneijder: 6,5. Inizia malissimo sbagliando anche i tocchi più elementari. Non incide mai anche quando avrebbe lo spazio per farlo. Poi il gol, quello più importante, che lo conferma Re Mida.
Kuyt: 6,5. Prestazione forse troppo difensiva ma il suo contributo alla causa è sempre evidente e nel momento topico risulta determinante anche in avanti.
Van Persie: 6. Nel primo tempo si vede solo per una bella palla conquistata che però spreca malamente. Cresce nella ripresa che lo vede più presente e prezioso punto d'appoggio per i compagni.
Van der Vaart: 5,5. Comincia titubante facendo solo errori e addirittura addormentandosi con la palla tra i piedi in azione di contropiede. Un po' meglio quando riesce a giostrare più vicino alla porta.