Dopo un mese di dichiarazioni sibilline e polemiche a non finire imbastite da ambo le parti (società e allenatore) col solo scopo di uscire dalla vicenda nel miglior modo possibile, Diego Della Valle ha ufficializzato il suo addio alla Fiorentina.
Stupisce che in una diatriba tra allenatore e presidente, seppure onorario, sia quest'ultimo ad andarsene, come stupisce che l'uscita di scena di una figura dirigenziale o comunque di un punto di riferimento societario abbia conseguenze solo sul piano tecnico. Se infatti per la società Fiorentina non cambierà praticamente nulla (Andrea Della Valle tornerà presidente a tutti gli effetti), il volontario allontanamento di Diego ha fatto sì che Prandelli, seppur desideroso di accettare le avances juventine, decidesse alla fine di restare sulla panchina viola per non essere additato come bugiardo e traditore.
Davvero un peccato che non sia approdato alla Juventus dove non avrebbe potuto fare passare i quarti posti come scudetti, dove i suoi errori sarebbero stati evidenziati in barba alla sua permalosità, dove non avrebbe trovato nessuno disposto a difenderlo dopo una striscia di 7 sconfitte in 9 partite, dove sarebbe stato spinto giù dall'Olimpo in molto meno tempo di quello impiegato dagli sprovveduti e ottusi tifosi fiorentini a portarcelo.
Che occasione mancata quella di trasformare anche i gobbi in perdenti cronici e nello stesso tempo ingaggiare un nuovo allenatore che facesse della grinta, del coraggio e della fantasia (sostantivi ormai caduti nel dimenticatoio a Firenze) i suoi capisaldi!
Si è invece optato per la scelta sconsiderata di buttare via un'altra stagione mantenendo alla guida un demotivatore ormai bollito, un mediocre faticatore, come lo era quando calcava i campi di gioco, che oltre a non vincere nulla ci propinerà le solite scelte insensate.
Complimenti alla lungimiranza!
mercoledì 31 marzo 2010
Tra addii e conferme forzate
mercoledì 3 marzo 2010
Olanda - USA 2-1
Probabilmente l'unico motivo di interesse in questa gara stava nelle convocazioni, le ultime prima che venga diramata la lista mondiale.
Inutile dire che i 23 scelti da Van Marwijk, fresco di un nuovo contratto che lo manterrà per altri due anni alla guida della Nazionale, abbiano ottime possibilità di farne parte. Con un paio di incognite. La prima relativa all'eventuale recupero di Van Persie che, fermo da novembre, dovrebbe tornare ad aprile ma con più di qualche punto interrogativo. La seconda legata alla scelta di quale sarà il quarto difensore centrale. Il rispolverato Vlaar (mancava in Nazionale da oltre 4 anni, dalla pessima figura rimediata contro Toni) è ora in posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza.
La formazione iniziale presenta per la prima volta in contemporanea Robben ed Elia, due ali pure ma entrambe mancine (Robben giocherà sulla destra). Sneijder è impiegato come centrocampista avanzato alle spalle di Kuyt, ancora una volta preferito ad Huntelaar.
E' proprio Kuyt, ma solo su rigore concesso per una trattenuta su Sneijder, che al 40esimo riesce a mettere fine ad un digiuno di oltre 300 minuti. E' l'unico episodio degno di cronaca, se si eccettua un intervento criminale di de Jong ai danni del povero Holden, di un primo tempo giocato a ritmi bassissimi nel quale il solo Sneijder ha cercato di dare vivacità ad una squadra per il resto assopita.
Un po' meglio nella ripresa con gli ingressi di Huntelaar al posto di un irriconoscibile Robben con conseguente spostamento di Kuyt all'ala e soprattutto di Van der Vaart, capace di dare maggiore dinamismo e velocità all'azione. Le occasioni da rete continuavano tuttavia a latitare, Elia si dovorava la più ghiotta addormentandosi solo davanti al portiere e il raddoppio arrivava in maniera fortunosa grazie ad una deviazione di Bornstein su conclusione da fuori area di Huntelaar. Nel finale Howard negava la rete ad una conclusione a giro di Van der Vaart ed erano invece gli USA ad accorciare con Bocanegra che puniva il mancato tentativo della difesa olandese di metterlo in fuorigioco.
venerdì 26 febbraio 2010
Ancora un disastro
Ajax - Juventus 1-2 0-0
Twente - Werder Brema 1-0 1-4
Amburgo - PSV 1-0 2-3
Devo ammettere che dopo che nella scorsa edizione di Europa League solo l'Ajax aveva raggiunto gli ottavi di finale mi aspettavo quest'anno un miglior risultato contando soprattutto sulla presunta superiorità di PSV e Twente sulle tedesche.
Il risultato è stato invece addirittura peggiore anche se sull'eliminazione del PSV pesa come un macigno la direzione di gara dell'inglese Dean, tanto rigoroso nel cacciare Dszudszak, reo di avergli appoggiato le mani sul petto, quanto permissivo nel consentire ai difensori dell'Amburgo di smanacciare la palla dentro all'area di rigore in un paio di circostanze. Peccato perché, dopo avere ceduto di misura in Germania per colpa di un'ingenuità di Manolev che causava il decisivo rigore, gli olandesi chiudevano il primo tempo della gara di ritorno sul 2-0 (Toivonen e bomba di Dszudszak). A inizio ripresa un'avventata uscita di Isaksson consentiva a Petric di rimettere in carreggiata i tedeschi prima che il permaloso Dean decidesse di falsare il prosieguo del match che vedeva l'Amburgo prima pareggiare e poi soccombere per l'inutile rete di Koevermans.
Il Twente lascia la competizione con meno rimpianti ma altrettanta delusione soprattutto dopo il successo nella gara di andata ottenuto grazie a un gran gol di Janssen e alle parate di Boschker. Al Weserstadion però non c'è stata partita con gli aggressivi tedeschi capaci di segnare per tre volte nella prima mezz'ora per poi controllare gli spaesati Tukkers senza troppi patemi.
L'Ajax si illude per soli 15 minuti della gara di andata, il tempo che trascorre dal vantaggio di Sulejmani al pareggio juventino. L'accoppiata Del Piero-Amauri si rivela troppo ostica per la giovane compagine olandese che, pur non demeritando dal punto di vista del gioco, non dà mai l'impressione di potere impensierire i rivali più di tanto. Anche nel ritorno non manca la buona volontà ma senza peso offensivo il massimo a cui si può ambire è un pareggio a reti inviolate.
giovedì 18 febbraio 2010
domenica 7 febbraio 2010
Insidie scandinave
Sono stati sorteggiati a Varsavia i gironi di qualificazione per gli Europei del 2012. Sulla strada degli olandesi Svezia, Finlandia, Ungheria, Moldavia e San Marino.
Sia le due compagini scandinave che la rinnovata Ungheria guidata da Erwin Koeman hanno sfiorato l'accesso agli spareggi nel cammino verso il Mondiale sudafricano ma sulla carta la loro dovrebbe essere una lotta equilibrata solo per il secondo posto.
venerdì 18 dicembre 2009
Pronostici rispettati
Quello dei gironi di Europa League era stato per le 4 squadre olandesi un buon sorteggio. Nessun incrocio con inglesi, spagnole, italiane e francesi e per almeno Ajax, PSV e Twente ottime possibilità di passare il turno. Sfavorito sulla carta solo l'Heerenveen, inserito nello stesso gruppo di Sporting Lisbona e Hertha Berlino.
Il campo ha confermato in pieno i pronostici della vigilia. Il più convincente è stato il PSV che si è imposto nel proprio girone con il cinismo dei tempi migliori (tre vittorie casalinghe per 1-0) mettendo in vetrina il ventenne brasiliano Reis, autore di 4 reti; il Twente non ha dovuto dannarsi troppo per mettersi alle spalle le modeste Sheriff e Steaua e garantirsi il secondo posto alle spalle del Fenerbahce; stesso piazzamento anche per l'Ajax che ha macchiato un percorso di tutto rispetto rimediando una sconfitta interna con l'Anderlecht nell'ultimo turno. Unica eliminata l'Heerenveen che ha vanificato l'insperata vittoria di Berlino incassando reti decisive per ben tre volte (doppio confronto con lo Sporting e ritorno con i tedeschi) nei minuti finali.
domenica 13 dicembre 2009
A ritmo impressionante
| G | V | N | P | Pti | GF | GS | |
| Twente | 17 | 15 | 2 | 0 | 47 | 38 | 15 |
| PSV | 17 | 14 | 3 | 0 | 45 | 43 | 13 |
| Ajax | 17 | 12 | 2 | 3 | 38 | 53 | 15 |
| Feyenoord | 17 | 10 | 4 | 3 | 34 | 28 | 15 |
| Utrecht | 17 | 8 | 6 | 3 | 30 | 23 | 26 |
| Heracles | 17 | 9 | 2 | 6 | 29 | 25 | 24 |
| AZ | 17 | 8 | 1 | 8 | 25 | 29 | 21 |
| NAC | 17 | 6 | 4 | 7 | 22 | 22 | 28 |
| VVV | 17 | 4 | 8 | 5 | 20 | 25 | 25 |
| Vitesse | 17 | 5 | 3 | 9 | 18 | 20 | 30 |
| Sparta | 17 | 5 | 3 | 9 | 18 | 18 | 31 |
| Groningen | 17 | 4 | 5 | 8 | 17 | 20 | 28 |
| Roda JC | 17 | 4 | 5 | 8 | 17 | 23 | 33 |
| Heerenveen | 17 | 5 | 2 | 10 | 17 | 17 | 30 |
| Willem II | 17 | 4 | 2 | 11 | 14 | 20 | 33 |
| ADO | 17 | 3 | 5 | 9 | 14 | 18 | 32 |
| NEC | 17 | 2 | 7 | 8 | 13 | 19 | 31 |
| RKC | 17 | 3 | 0 | 14 | 9 | 12 | 35 |
giovedì 10 dicembre 2009
Fino all'ultima beffa
Non è stato un cammino esaltante quello dell'AZ in Champions. Tutt'altro. Il passaggio del turno, ampiamente alla portata prima sulla carta e poi anche sul campo, è diventato quasi una chimera già al termine della seconda giornata quando due distrazioni difensive erano costate la sconfitta in Grecia e la mancata vittoria contro lo Standard. Nel doppio confronto con l'Arsenal si è raccolto un buon punto grazie alla rete in pieno recupero di Mendes da Silva che ha mantenuto imbattuto il DSB Stadion ma nella gara del possibile rilancio, in casa contro l'Olympiakos, non c'è stata l'attesa svolta ma anzi la conferma dei limiti di questa squadra apparsa dall'inizio della stagione molto in difficoltà nello sviluppare un gioco offensivo in grado di impensierire gli avversari. Restava la possibilità di approdare in Europa League vincendo a Liegi nell'ultimo turno ma quando tutto lasciava presagire al buon esito della missione (vantaggio con Lens e rischi limitati) arrivava al 95esimo il pareggio dei padroni di casa con un colpo di testa del portiere.
Non siamo forse ai livelli della finale di Coppa UEFA sfumata all'ultimo secondo o del campionato buttato via 2 anni e mezzo fa ma di certo quello che l'AZ non fa mancare ai propri tifosi sono le delusioni. Il guaio è che con la DSB Bank di Scheringa dichiarata fallita a ottobre e una posizione in Eredivisie poco più che mediocre tutto lascia presagire che non siano affatto finite...
venerdì 4 dicembre 2009
Sorteggio Mondiale: poteva andare peggio
Come avevo già accennato l’Olanda non doveva essere testa di serie. Seguendo i parametri utilizzati nei precedenti campionati del mondo era la Francia a meritarselo ma si sa che ai padroni del calcio piace cambiare (o non cambiare) le regole a seconda di quanto possa loro convenire.
In questo caso era d’obbligo, per dimostrarsi di fronte all’opinione pubblica paladini dei principi di lealtà sportiva (mi viene quasi da ridere), far fuori la Francia. La Francia che, a causa della rete irregolare di Gallas nello spareggio, è stata massacrata da tutti a livello mediatico senza che nessuno si sia degnato di ricordare che fino a quella rete che l’ha qualificata era in parità con l’Irlanda e quindi non eliminata.
Fatto sta che l’escamotage per raggiungere lo scopo è stato quello di scegliere le teste di serie seguendo il ranking FIFA. Si badi bene, non l’ultimo, quello di novembre nel quale la Francia risultava al settimo posto, ma quello di ottobre!
L’Olanda, ritrovatasi testa di serie, ha ringraziato (i suoi avversari saranno Danimarca, Camerun e Giappone) ma anche alla Francia non è andata male, inserita nello stesso girone della testa di serie più debole (il Sudafrica). Come è vero che a pensar male ci si prende quasi sempre ci avevo scommesso!
giovedì 19 novembre 2009
Olanda - Paraguay 0-0
Pensavo che queste amichevoli a 8 mesi dal Mondiale fossero la giusta occasione per provare giocatori nuovi e invece Van Marwijk conferma in blocco la formazione di sabato con la forzata eccezione di Van Persie che viene sostituito da Afellay con conseguente spostamento di Kuyt nel ruolo di centravanti.
Tutto il primo tempo scivola via nella noia più totale vista l'impossibilità di mettere in difficoltà una difesa arcigna come quella paraguayana giocando a basso ritmo e senza inventiva. Pesano le assenze degli uomini in grado di dare una scossa e l'unica emozione la regala Van der Vaart con una conclusione da appena fuori area che lambisce il palo. Davvero troppo poco.
Leggermente meglio la ripresa nella quale il dinamismo di Afellay e Van der Vaart sembra creare maggiori grattacapi agli avversari. Il primo sfiora la rete con un tiro da fuori, il secondo vede il suo colpo di testa deviato in angolo dal portiere. Ancora il portiere paraguayano è decisivo su una conclusione del nuovo entrato Huntelaar e il risultato rimane bloccato sullo 0-0 per la terza volta consecutiva.
Nel finale esordio assoluto sia per Brama che per Bakkal ma forse era il caso di vederli dal primo minuto assieme a Braafheid, meglio di Van Brockhorst in entrambe le fasi, e allo stesso Huntelaar che sarà psicologicamente a terra ma è almeno un centravanti.
P.S.: vanno male anche gli spareggi. Passano Grecia, Slovenia, l'odiato Portogallo e, rubando, la Francia. Proprio la qualificazione dei transalpini si rivelerà decisiva anche per l'Olanda che non sarà per quello testa di serie nei gruppi mondiali.