venerdì 25 marzo 2016

Olanda - Francia 2-3


Cillessen;
Veltman, Bruma, van Dijk, Blind, Willems;
Klaassen, Clasie, Sneijder;
Promes, de Jong.

Marcatori: 

06. Griezmann (punizione dal limite calciata sul palo del portiere); 
13. Giroud (girata su palla ributtata in area dopo azione d'angolo)
47. de Jong (di testa/mano su centro del neo entrato Depay);
86. Afellay (diagonale al volo su angolo battuto teso e rasoterra);
88. Matuidi (il diagonale rasoterra è da distanza ravvicinata ma Cillessen ancora una volta non protegge adeguatamente il suo palo).

mercoledì 16 marzo 2016

PSV fuori di rigore

PSV - Atletico Madrid        0-0        0-0 (7-8,rig.)


Gara di andata molto sofferta nella quale il protagonista assoluto è Zoet, capace di salvare la sua porta in almeno 3 occasioni nelle quali era già dato per spacciato. Lo 0-0 dà però morale agli olandesi che a Madrid disputano una gara accorta ma nello stesso tempo propositiva, finiscono per non soffrire più di tanto, rischiano in una sola circostanza (bravo ancora Zoet su Griezmann) e sfiorano addirittura il colpaccio con una conclusione di Locadia deviata sul palo da Oblak. L'insperata, alla vigilia, conclusione ai rigori non fa però che aumentare il rammarico. Come al solito si perde, anche realizzandone 7 di seguito. Del subentrato Narsingh l'errore decisivo.

mercoledì 2 marzo 2016

Il progetto dei Delle Balle

Se ne aveva già avuto sentore negli anni scorsi, ma l'ultima sessione di mercato lo ha confermato al di là di ogni ragionevole dubbio: l'obiettivo dei Della Valle, quello sportivo e non certo il loro primario (leggasi Cittadella), è di arrivare perennemente quarti. E' la posizione ideale per evitare da un lato gli investimenti che una qualificazione in Champions League comporterebbe e dall'altro le critiche che pioverebbero nel caso di piazzamenti meno lusinghieri. 
Sbandierare in continuazione di avere il settimo monte ingaggi e il settimo fatturato della Serie A, e nonostante quello collezionare quarti posti in serie, è la tattica adottata dalla società per dimostrare quanto bene lavori e, automaticamente, per portare dalla propria parte quei tifosi che decenni di sconfitte hanno reso dei rassegnati perdenti cronici senza più alcuna ambizione.
Eppure anche nel calcio moderno dove i ricchi diventano sempre più ricchi e la forbice con chi ricco non è diventa sempre più ampia, non mancano esempi di squadre che, sovvertendo i pronostici basati sui fatturati, hanno conquistato titoli nazionali. Basti vedere l'Atletico Madrid, il Wolfsburg, il Montpellier, l'AZ Alkmaar, il Bursaspor, fino ad arrivare alla favola del Leicester. Non è così frequente ma, se capita una congiuntura di eventi favorevoli, bisogna essere bravi a sfruttare l'occasione o almeno provarci.
L'occasione per la Fiorentina si era materializzata quest'anno quando, nonostante un mercato estivo alla ricerca di plus-valenze e non di difensori (vergognoso che Sousa abbia avuto a sua disposizione solo 4 centrali difensivi per 3 posti), si è ritrovata a Natale a un solo punto dalla vetta della classifica. 

A quel punto si sono sprecate le dichiarazioni di facciata dei cavalier serventi della società che promettevano, anche a fronte di un sacrificio economico, un paio di forti innesti grazie ai quali si sarebbe continuato a coltivare il sogno.
Beh, come si è concluso il mercato invernale è sotto gli occhi di tutti: nessun difensore di prima fascia acquistato, cessione di Suarez (ok, aveva deluso le aspettative ma restava un buon rincalzo, certo migliore di un Tino Costa perennemente infortunato), acquisto di Tello e Zarate (buoni giocatori ma non esigenza primaria della squadra) e soprattutto 7 milioni di saldo attivo. Alla faccia del sacrificio economico!


Un'altra bugia, l'ennesima in questi ultimi anni da parte di una proprietà che a parole si fa portatrice di serietà, rettitudine, correttezza, trasparenza, salvo poi essere pronta a rinnegare questi valori ogni qual volta intraveda la possibilità di un risparmio o di un ricavo.
Qualche esempio?
estate 2014: "Nonostante le numerose offerte ricevute, Cuadrado non partirà perché è il nostro regalo alla città di Firenze". Cuadrado verrà ceduto a gennaio. Per lo meno curioso che un regalo venga ripreso da chi lo ha fatto dopo appena 3 mesi.
maggio 2015: "Salah rimarrà a Firenze. Abbiamo pronti 18 milioni per riscattarlo dal Chelsea" e successivamente "di certo vi posso garantire che non giocherà in Italia". Salah gioca nella Roma e quei 18 milioni non si sono più visti.
agosto 2015: "D'accordo col mister non cederemo i pezzi migliori". Savic va all'Atletico Madrid nonostante Sousa lo avesse inserito nella lista degli incedibili.
ancora agosto 2015: "Joaquin rimarrà alla Fiorentina perché qui i contratti li facciamo rispettare". Nell'ultimo giorno di calciomercato Joaquin se ne va al Betis per una cifra irrisoria.
ottobre 2015: "se qualche squadra vuole Montella dovrà pagarci per intero la clausola rescissoria". La Sampdoria ingaggia Montella senza pagare un solo euro alla Fiorentina che però si disfa di un oneroso ingaggio.


Come se non bastasse questo, a ricoprire la società di ridicolo si sommano anche le numerose figuracce fatte in giro per il mondo con calciatori apparentemente già acquistati e poi incredibilmente sfumati. Si va da Berbatov a Milinkovic-Savic a Mammana. Vicende gestite in modo a dir poco dilettantesco, ma emblematiche del reale interesse della proprietà per la Fiorentina dal punto di vista sportivo.


Se insomma un tifoso accettasse di farsi prendere continuamente in giro e di firmare ogni anno per il quarto posto senza mai la speranza di migliorarsi, allora i Della Valle sarebbero i proprietari dei suoi sogni. Se invece il tifoso avesse una propria dignità e uno spirito critico unito a genuina passione di certo non lo sarebbero. Io che appartengo alla seconda categoria sto ancora aspettando che mi venga spiegato con precisione in cosa consiste il "progetto", parola con la quale ogni dirigente si riempie la bocca quando parla di Fiorentina. 

E' per caso ancora quello, dichiarato da Diego Della Valle quando acquistò la società per 2 lire, che si sarebbe lottato per lo scudetto nel 2011?

giovedì 10 dicembre 2015

Il PSV batte un colpo

Al ritorno in una fase a gironi di Champions che non disputava dal 2008, il PSV riesce nell'impresa che negli ultimi 5 anni l'Ajax aveva sempre fallito: qualificarsi.
Accompagnato da una discreta buona sorte nel doppio confronto col Manchester United (2-1 ad Eindhoven e 0-0 esterno), agli olandesi è stato sufficiente imporsi nelle gare casalinghe contro Wolfsburg e CSKA per centrare il secondo posto, dietro ai tedeschi, e il conseguente pass per gli ottavi.
L'Europa continua invece a rimanere indigesta per l'Ajax di Boer che anche in Europa League è incapace di fare meglio del terzo posto finendo alle spalle di Fenerbahce e Molde, entrambe imbattute nel doppio confronto con i lancieri. Ampiamente previste invece le débacles di AZ, la cui unica soddisfazione è di avere battuto il Bilbao ad Alkmaar, e Groningen, 2 soli punti raccolti in 6 gare.

venerdì 13 novembre 2015

Galles - Olanda 2-3


Cillessen;
Janmaat, Bruma, van Dijk, Kongolo;
Clasie, Blind;
Sneijder;
Robben, Dost, Promes.

Marcatori: 

32. Dost (colpo di testa da distanza ravvicinata su cross di Janmaat); 
45. Ledley (sulla ribattuta di Cillessen che para un rigore ad Allen); 
54. Robben (alla Robben: si accentra dalla destra e infila a giro sul palo lontano);
70. Huws (dormita generale della difesa);
81. Robben (solo davanti al portiere dopo preciso filtrante di Dost).

P.S.: la seconda amichevole, prevista ad Hannover contro la Germania, è stata annullata a causa di un allarme bomba con successiva evacuazione dello stadio.

mercoledì 11 novembre 2015

Utilità zero

Faccio davvero fatica a capire il senso delle amichevoli internazionali nel calcio moderno. Già si gioca due volte a settimana. Che motivazioni possono avere i calciatori in partite che non contano nulla? E quale interesse gli spettatori?
Eppure nella settimana in cui sono in programma i playoffs che determineranno le ultime 4 partecipanti all'Europeo, anche le nazionali non interessate hanno l'obbligo di riempire le date con un paio di inutili gare.
La situazione dell'Olanda, alla quale a questo giro toccano Galles e Germania (entrambe in trasferta), è poi paradossale: dopo la più vergognosa eliminazione della sua storia si ripresenta con lo stesso CT come se esistesse la possibilità che in qualche supermercato abbia potuto acquistare un etto di cervello.
Prepariamoci insomma ad un altro insensato 4-3-3 imperniato sul figlioletto multiuso che farà sia il regista che l'interditore (un vero peccato che non sia possibile clonarlo perché in quel caso lo avremo visto anche come terzino sinistro e centrale difensivo) e, di conseguenza, ad altre imbarazzanti prestazioni. Come se l'obbrobrio al quale si è assistito negli ultimi 15 mesi non abbia alcun responsabile.

martedì 13 ottobre 2015

Olanda - Repubblica Ceca 2-3


La formazione è la stessa di sabato con Zoet che rileva lo sfortunato Krul per il quale il referto medico è stato impietoso: rottura del crociato anteriore.
Si comincia con la giusta determinazione e non è ancora trascorso un minuto che El Ghazi, ben imbeccato da Wijnaldum, ha già l'occasione per passare ma, a tu per tu con Cech, prova un improbabile esterno destro che viene ribattuto. La pressione olandese è costante e la seconda nitida palla-gol non tarda ad arrivare con lo stesso El Ghazi che dalla destra trova Sneijder la cui conclusione da centro area termina alta. E' il decimo minuto e la bella Olanda finisce qui. I cechi riescono a prendere le misure evidenziando nello stesso tempo le lacune di una squadra che in tutto l'ultimo anno ha trascurato la fase di non possesso. La Repubblica Ceca, non eccelsa a livello tecnico ma molto bene organizzata, va a nozze contro gli approssimativi difensori olandesi che non ricevono alcuna protezione dai centrocampisti. La palla staziona sempre più spesso dalle parti di Zoet e il gol arriva annunciato al 24esimo quando è sufficiente un tentativo di anticipo non andato a buon fine da parte di van Dijk per aprire praterie ai cechi che vanno a bersaglio col terzino destro Kaderabek. Dieci minuti più tardi si raggiunge il ridicolo con tutta la difesa fatta a fette su azione di rimessa laterale (!): Sural ringrazia e dopo essersi bevuto van Dijk deposita in porta lo 0-2. Blind Sr. gioca la tipica carta del disperato: fuori un difensore (Riedewald), dentro un attaccante (van Persie) con suo figlio (sostituire lui no eh?) riportato a fare il terzino sinistro. L'innesto pare comunque risvegliare dal torpore gli olandesi che se non altro si ripresentanto nell'area avversaria. Ad alimentare le speranze di rimonta ci pensa comunque l'arbitro che sul finire di frazione mostra il rosso a Suchy per avere fermato Depay lanciato verso la rete da un pregevole lancio di Sneijder.
Senza il gioco sulle ali la superiorità numerica porta solo confusione al limite dell'area avversaria dove stazionano quasi tutti i cechi. L'unico a non capirlo pare sia Blind Sr. che dopo un quarto d'ora di nulla inserisce un'altra punta centrale (Dost) al posto di van Dijk. Si gioca ora col 3-2-5 e, beffa delle beffe, il primo risultato che porta è... un'autorete di van Persie: punizione regalata da Blind Jr. (tipico fallo dei giocatori che non sanno contrastare ma che vogliono mostrarsi aggressivi), cross in area olandese e goffo colpo di testa all'indietro a ricordare quello di Janmaat nella gara di andata. Huntelaar prima (colpo di testa su angolo) e lo stesso van Persie poi (zampata in allungo dopo assist volante di Dost) ci regalano qualche minuto di speranza ma è troppo tardi per un'improbabile rimonta che il vantaggio turco contro l'Islanda avrebbe comunque reso inutile.
Si finisce quarti nel girone e l'imbarazzo nell'ammettere di non essere tra le prime 28 squadre d'Europa è superato solo da quello provato nel sentire le parole del presidente della federazione van Oostveen che non parla di fallimento ma di incidente di percorso e conferma l'impreparato Blind alla guida tecnica dimostrando cecità e ipocrisia.
Anticipo già da ora che, rimanendo così le cose, anche i Mondiali del 2018 li guarderemo alla tv.

sabato 10 ottobre 2015

Kazakistan - Olanda 1-2


Ancora incoraggianti segnali di rinsavimento per Blind Sr. che, dopo van der Wiel e Martins Indi, accantona anche van Persie e Narsingh mentre Cillessen si infortuna nel riscaldamento. Con Krul in porta, El Ghazi all'ala destra e, per il resto, la formazione che avevo ipotizzato, si potrebbe dire che, se non fosse per la presenza di suo figlio, sarebbe il migliore undici possibile.
Molto buono l'avvio di El Ghazi che punta sempre il diretto avversario riuscendo a creare superiorità numerica in un paio di occasioni nelle quali non trova però l'assist vincente. Si gioca molto sulle ali e, pur non riuscendo a concretizzare, si ha almeno l'impressione di avere un'idea di cosa fare. La prima nitida occasione da rete arriva quasi alla mezz'ora con una precisa verticalizzazione di Blind per Depay che si fa però deviare la conclusione dal portiere. E' il preludio al gol che giunge dopo pochi minuti quando El Ghazi si rende protagonista di una bella azione in velocità e serve Wijnaldum il cui rasoterra di sinistro dal limite si insacca a fil di palo con precisione chirurgica. Considerato il non eccelso livello tecnico degli avversari il più sembra fatto e l'Olanda fa arrivare l'intervallo limitandosi a gestire palla, attenta a non scoprirsi.
La ripresa poi comincia nel migliore di modi: dopo una bella combinazione sulla sinistra, Riedewald pesca al centro Huntelaar che serve coi giri contati Sneijder il cui diagonale in corsa vale il raddoppio. Giocando ora in scioltezza si va vicino alla terza segnatura, prima con conlcusioni dal limite di El Ghazi e Sneijder, poi con Wijnaldum che, sfruttando un errore difensivo, si trova a tu per tu col portiere sparando però a lato. Al 70esimo si rischia grosso dopo che uno spiovente senza pretese dalla trequarti coglie impreparati i centrali olandesi ma il colpo di testa di Logvinko da pochi metri si spegne a lato. L'ultima conclusione olandese è ancora di Sneijder che scalda i guanti del portiere kazako dai 20 metri, poi più nulla (se si eccettua l'infortunio a Krul con conseguente ingresso di Zoet) fino allo scoccare del quinto minuto di recupero quando la difesa olandese si concede la seconda dormita della serata permettendo a Kuat di accorciare a fil di sirena.

venerdì 9 ottobre 2015

Beato chi ci crede

Le ultime due sconfitte hanno ridotto al lumicino le speranze dell'Olanda di agguantare il terzo posto nel girone e il conseguente playoff. Ai turchi, avanti 2 punti in classifica, sarà infatti sufficiente conquistarne 4 nelle ultime due gare per tenere dietro gli olandesi la cui unica speranza sufficientemente fondata è che la Turchia possa cadere a Praga contro una Repubblica Ceca già qualificata.
L'Olanda sarà comunque tenuta a vincere entrambe le sue gare, domani in Kazakistan e martedì ad Amsterdam contro i cechi, il che è tutt'altro che scontato considerate le inguardabili prestazioni dell'ultimo anno.
Sul fronte formazione ci saranno sostanziali novità solo in difesa con van der Wiel e Martins Indi finalmente esclusi e de Vrij, al pari di Janmaat che era stato nuovamente selezionato, out per infortunio. Azzardo una linea con Tete, Bruma, van Dijk e Riedewald. Abbastanza scontato il centrocampo dove l'infortunio di Klaassen ha favorito l'impiego di Wijnaldum accanto all'intoccabile Blind e a Sneijder. In avanti, ancora assente Robben, il mio unico desiderio sarà quello di non vedere van Persie tra i titolari.