I molti indisponibili agevolano il mio tentativo di azzeccare la formazione, centrata per undici undicesimi, senza danneggiare l'Olanda che si mantiene solida, dominante e si impone con irrisoria facilità.
Non passano nemmeno 8 minuti che una bella giocata di Sneijder libera in area Van der Vaart il cui diagonale di sinistro si insacca con la complicità del portiere. L'Olanda mantiene senza difficoltà il controllo del gioco, non rischiando nulla e anzi rendendosi pericolosa con una punizione di Sneijder e una conclusione sul fondo di Afellay. Lo stesso Afellay ha maggiore fortuna nel finale di tempo quando trova il raddoppio facendosi trovare pronto come terminale offensivo dopo un'ottima iniziativa di Van der Wiel.
Nella ripresa si riparte con il piede sull'acceleratore. Van Persie va prima vicino alla marcatura personale (bravo Kiraly) e poi, liberato davanti al portiere da una verticalizzazione di Sneijder, preferisce regalare la più facile delle reti all'accorrente Kuyt. Chi semina raccoglie e dopo pochi minuti è proprio Van Persie a calare il poker sfruttando l'altruismo di Van der Wiel che ancora una volta aveva seminato il panico sulla destra. La traversa nega a Sneijder la quinta rete su pallonetto da fuori area prima che vengano tirati i remi in barca per un'ultima parte di pura accademia.
sabato 26 marzo 2011
Ungheria - Olanda 0-4
giovedì 24 marzo 2011
Doppio confronto ravvicinato
Al momento la più diretta inseguitrice dell'Olanda nel girone di qualificazione agli Europei è l'Ungheria, attardata di tre lunghezze, ed è proprio contro i magiari che sono in programma entrambe le gare dei prossimi cinque giorni. In questa sorta di andata e ritorno ravvicinati sarà fondamentale fare almeno tanti punti quanti gli avversari anche se l'obiettivo nemmeno troppo nascosto è di fare il pieno per chiudere già adesso ogni discorso qualificazione.
Le assenze di Robben (ennesimo guaio muscolare), Huntelaar e Van Bommel, oltre che di Janssen che stava attraversando un ottimo periodo di forma, limiteranno notevolmente il campo di scelta di Van Marwijk che dovrà rinunciare anche a Stekelenburg.
Scontato il ritorno di de Jong nell'undici di partenza, presumibile che venga affiancato da Van der Vaart. In avanti Van Persie dovrebbe tornare ad essere il centravanti con Kuyt e Afellay sulle fasce.
venerdì 18 marzo 2011
Delusione Ajax. Nei quarti Twente e PSV
Ajax - Spartak Mosca 0-1 0-3
PSV - Rangers 0-0 1-0
Twente - Zenit 3-0 0-2
Dopo la sconfitta, peraltro immeritata dal punto di vista del gioco espresso, maturata in casa, mi aspettavo un Ajax più coraggioso a Mosca dove ha invece disputato una gara impalpabile e senza personalità che i padroni di casa non hanno avuto problemi a chiudere con due reti già nella prima mezz'ora.
Una partenza in fotocopia l'ha avuta il Twente a San Pietroburgo ma il bonus accumulato nella gara di andata (doppio de Jong e Landzaat), unito a un secondo tempo giocato in modo più offensivo e meno titubante si è rivelato sufficiente a riportare i Tukkers nei quarti di una coppa europea dopo 33 anni.
Il PSV ci mette 103 minuti a superare l'arcigna difesa scozzese (azione da manuale del calcio con verticalizzazione di Pieters, centro di Dszudszak e rete facile facile di Lens), dà poi l'impressione di potere controllare la gara senza patemi ma un clamoroso errore dell'arbitro che non vede un fallo di mano di Hutchinson sulla linea di porta gli facilita oltremisura il compito macchiando una qualificazione che comunque avrebbe meritato.
venerdì 25 febbraio 2011
3-0 all'Europa (League)
Anderlecht - Ajax 0-3 0-2
Lille - PSV 2-2 1-3
Rubin Kazan - Twente 0-2 2-2
En plein del calcio olandese nei sedicesimi di Europa League che presentavano incroci da vecchia Coppa dei Campioni. Eliminati infatti i campioni del Belgio e della Russia, oltre al Lille, attuale capolista in Francia.
Tutto facile solo per l'Ajax che con inusuale cinismo aveva chiuso la pratica già all'andata con le reti di Alderweireld, Eriksen ed El Hamdaoui. Sembrava lo stesso per il Twente che si imponeva nel gelo russo segnando due volte nell'ultimo quarto d'ora (de Jong e Wisgerhof). Al ritorno però il Rubin ristabiliva la parità già nel primo tempo prima di farsi rimontare nella ripresa dai Tukkers (Janssen e Douglas) che mai avevano perso la calma dimostrando ancora una volta una maturità sorprendente nella gestione della gara.
Soffre, e molto, il PSV a Lille dove, sotto 2-0, viene salvato da Toivonen che prima propizia la rete di Bouma con un tiro al volo che coglie la traversa e poi realizza il pari con un azione personale a pochi minuti dallo scadere. Al ritorno sono i francesi a passare per primi ma è una giocata di astuzia di Dszudszak (punizione battuta con portere intento a schierare la barriera) a cambiare l'inerzia del match che poi il PSV riuscirà a portare a termine con tranquillità.
giovedì 10 febbraio 2011
Olanda - Austria 3-1
Afellay è titolare all'ala sinistra con Kuyt a destra e Sneijder al centro. Sulle giocate e sul dinamismo di loro tre sono basate le speranze offensive dell'Olanda che fa davvero ben poco per coadiuvarli. I terzini non salgano praticamente mai e pure Van Bommel e Janssen sembrano più preoccupati di mantenere le rispettive posizioni piuttosto che tentare di creare superiorità numerica in avanti. Peccato perché la sensazione è che l'avversario possa essere messo alle corde con relativa facilità e invece si vive di fiammate individuali come quando un'ottima giocata di Sneijder libera Huntelaar a tu per tu col portiere che gli ribatte la conclusione. Un'altra iniziativa di Sneijder sblocca il risultato poco prima della mezz'ora: il numero 10 chiede triangolo a Janssen appena fuori area e calcia al volo la palla di ritorno infilandola sotto la traversa con una traiettoria maligna. Nel finale di tempo una ghiotta occasione per il raddoppio è stoppata ingiustamente dal guardalinee e sugli sviluppi di un angolo è l'Austria ad andare vicina al pari con il terzino Schiemer che spara alto da posizione invitante.
Nell'intervallo Sneijder viene lasciato negli spogliatoi e sostituito da Elia con conseguente spostamento di Afellay nella zona centrale. Dopo pochi minuti un tacco acrobatico proprio di Elia libera Pieters sul fondo e sul suo preciso cross Huntelaar non può mancare il raddoppio. La gara sembra diventare più vivace con un Elia particolarmente ispirato ma ogni potenziale occasione di fare tris si infrange immancabilmente al limite dell'area avversaria. Al 70esimo ci deve pensare Klein toccando col braccio un innocuo cross dalla destra a permettere a Kuyt di realizzare il 3-0 con un rigore che deve battere due volte. L'ultima parte della gara è caratterizzata dalla solita girandola di sostituzioni e fa un certo effetto vedere entrare a distanza di pochi minuti prima l'esordiente Strootman e poi Van Nistelrooy, più vecchio del compagno di 14 anni. I nuovi entrati sono volenterosi ma imprecisi ed è l'Austria in questa fase ad andare più vicina alla rete che alla fine riesce a trovare grazie ad un'ingenuità di Wisgerhof che si fa sorprendere con una mano sulle spalle del gigante Maierhofer. Dal dischetto ci pensa Arnautovic a fissare il risultato finale.
martedì 8 febbraio 2011
Ritorna la Nazionale ma le scelte sono rimandate
Il 2011 della Nazionale comincia con l'amichevole in programma domani ad Eindhoven contro l'Austria e, a quasi tre mesi dall'ultimo impegno, è doveroso fare il punto della situazione.
Dopo la finale mondiale la parola d'ordine di Van Marwijk è stata "continuità" sia nella scelta del modulo (il 4-2-3-1 non è mai stato messo in discussione) che dei giocatori. Una continuità che ha portato 4 successi su altrettante gare di qualificazione all'Europeo, impreziositi da una prestazione davvero convincente contro la Svezia che sulla carta era l'avversario più ostico del girone.
Indipendentemente dalle sue scelte, la qualità principale del tecnico è stata però la sua capacità di conquistarsi la stima e il rispetto del gruppo che raramente in passato è parso così unito. Non sono certo mancati episodi di malcontento (irritanti gli atteggiamenti da prima donna al momento delle sostituzioni dei vari Van Persie, Sneijder, Van der Vaart) ma Van Marwijk ha sempre dato l'impressione di saperli gestire al meglio e anche con la decisione di escludere de Jong per motivi disciplinari in seguito ad un suo intervento killer su Ben Arfa ha inviato automaticamente a tutti un chiaro messaggio sulla sua autorità rafforzando la sua posizione all'interno dello spogliatoio.
Per domani de Jong figurava nuovamente tra i convocati prima che un problema alla caviglia lo rendesse indisponibile. Non ci saranno neppure Robben, rimessosi dall'infortunio alla coscia già da un paio di settimane ma lasciato a Monaco per non irritare ulteriormente il Bayern dopo le vicende dello scorso anno, Van Persie (febbre) e Van der Vaart, infortunatosi al polpaccio nell'ultimo match di Premier.
Le tante defezioni privano la vigilia di un interessante toto-formazione e l'unico dubbio, ritenendo scontato inserimento di Janssen nell'undici di partenza accanto a Van Bommel, riguarda il ballottaggio tra Afellay ed Elia. Considerato il contesto amichevole ci sarà comunque spazio per tutti, compreso per l'ultimo arrivato, il ventenne Kevin Strootman, fresco di passaggio dallo Sparta all'Utrecht dove ha subito fatto benissimo. Per le scelte davvero importanti, nell'ipotesi che nel frattempo non ci siano infortuni, occorrerà invece aspettare ancora un mese.
giovedì 16 dicembre 2010
Le 3 big per l'Europa League
Era apparso chiaro, dopo le gare di andata, se non già dal sorteggio, che l'obiettivo massimo di Ajax e Twente nei gironi di Champions sarebbe stato il terzo posto. Entrambe lo hanno centrato anche se il Twente con un'autorità ben maggiore grazie alla vittoria di Brema che sapeva molto di scontro diretto. L'Ajax, sconfitto 2-0 ad Auxerre e 4-0 a domicilio dal Real Madrid, ha invece tratto maggior beneficio dai demeriti dei francesi nelle altre gare che dai propri meriti.
In primavera ripartiranno dai sedicesimi di Europa League in compagnia del PSV, assoluto dominatore del proprio girone terminato imbattuto con 14 punti, con la speranza che stavolta almeno una delle tre possa arrivare in fondo.
Stagione europea finita invece per l'Utrecht che, sconfitto seccamente a Bucarest, perde l'ultimo treno facendosi rimontare due gol in casa dal Napoli, e per un deludentissimo AZ al quale, dopo le due sconfitte nelle gare di andata, sarebbero serviti ben più dei 4 punti raccolti in quelle di ritorno.
domenica 12 dicembre 2010
Gruppo compatto al giro di boa
| 1 | PSV | 17 | 11 | 4 | 2 | 37 | 50 | 18 |
| 2 | Twente | 17 | 11 | 4 | 2 | 37 | 33 | 15 |
| 3 | Groningen | 17 | 10 | 3 | 4 | 33 | 33 | 22 |
| 4 | Ajax | 17 | 9 | 5 | 3 | 32 | 36 | 17 |
| 5 | AZ | 17 | 9 | 5 | 3 | 32 | 25 | 16 |
| 6 | Roda | 16 | 7 | 7 | 2 | 28 | 26 | 20 |
| 7 | Utrecht | 17 | 8 | 2 | 7 | 26 | 29 | 23 |
| 8 | ADO | 17 | 7 | 4 | 6 | 25 | 28 | 28 |
| 9 | Heerenveen | 17 | 6 | 6 | 5 | 24 | 30 | 24 |
| 10 | NAC | 16 | 7 | 2 | 7 | 22 | 22 | 25 |
| 11 | NEC | 17 | 5 | 5 | 7 | 20 | 28 | 32 |
| 12 | De Graafschap | 17 | 5 | 5 | 7 | 20 | 21 | 33 |
| 13 | Heracles | 17 | 5 | 3 | 9 | 18 | 28 | 32 |
| 14 | Feyenoord | 17 | 4 | 5 | 8 | 17 | 22 | 33 |
| 15 | Vitesse | 17 | 4 | 5 | 8 | 17 | 20 | 31 |
| 16 | Excelsior | 16 | 4 | 3 | 9 | 15 | 19 | 30 |
| 17 | VVV | 16 | 3 | 0 | 13 | 9 | 15 | 34 |
| 18 | Willem II | 17 | 0 | 4 | 13 | 4 | 14 | 46 |
sabato 11 dicembre 2010
Fluminense campeão dopo 26 anni!
Nei primi anni '80 la squadra brasiliana della quale tutti gli appassionati di calcio erano innamorati era il Flamengo di Junior e Zico, laureatosi campione del mondo nel 1981. Fu probabilmente per il mio solito spirito di contraddizione che cominciai allora a tifare Fluminense che del Flamengo era la storica rivale. E fui fortunato dal momento che i "tricolores" arrivarono al titolo nazionale solo pochi anni dopo, nel 1984. Sulla panchina sedeva un giovane Carlos Alberto Parreira e i giocatori più rappresentativi erano Ricardo Gomes e Branco, Assis e Washington ma soprattutto Julio Cesar Romero, in arte Romerito, estroso paraguayano dalla classe cristallina che l'anno successivo verrà eletto miglior calciatore del Sudamerica.
Da allora per il (o la) Fluminense pochi buoni campionati e molti piazzamenti appena al di sopra della zona retrocessione che anche l'anno scorso riuscì ad evitare proprio all'ultima giornata.
Passato lo spavento la società ingaggia come tecnico per il 2010 quel Muricy Ramalho che dopo tre titoli consecutivi sulla panchina del San Paolo veniva da un'opaca stagione col Palmeiras. Vengono acquistati giocatori di esperienza come Deco, Belletti e l'attaccante giramondo Emerson ma è soprattutto il rendimento della vecchia guardia che sotto la guida di Ramalho cambia in modo quasi insperato permettendo alla squadra di compiere il salto di qualità.
Il risultato è un campionato da protagonista terminato, dopo un avvincente braccio di ferro con Corinthians e Cruzeiro, con la conquista di uno storico titolo.
E' stato il trionfo del gruppo, dalla solidità della difesa, imperniata sui centrali Gum e Leandro Euzébio e sui laterali Mariano e Carlinhos, risultata alla fine la meno battuta del torneo, alla concretezza dei centrocampisti Tartà e Marquinhos, alla giusta alternanza degli attaccanti con Washington mattatore nella prima parte, Emerson sugli scudi nella seconda e Fred meno bomber ma sempre al servizio della squadra.
Su tutti però mi piace segnalare l'esplosione di Darìo Conca, "El mago", trequartista argentino che da funambolico solista si è trasformato in vero uomo squadra. Dopo 26 anni pare proprio che Romerito abbia finalmente trovato il degno erede.
mercoledì 17 novembre 2010
Olanda - Turchia 1-0
Nell'ultima partita dell'anno Pieters guadagna punti importanti per la maglia numero 5 con Anita neppure convocato. Van der Vaart è confermato centrocampista arretrato e semmai la sorpresa, con Van Bommel, oltre a de Jong, non disponibile, è vedere al suo fianco Maduro. Infortunati Kuyt ed Elia, sono Lens e Afellay a partire all'ala con Van Persie solo in panchina.
Il primo pericolo è portato dagli ospiti con Burak, bravo e fortunato a incunearsi tra Van der Wiel e Mathijsen, la cui conclusione è deviata in angolo da un attento Stekelenburg. La risposta dell'Olanda non arriva e la gara vive esclusivamente a centrocampo con entrambe le squadre che cercano di guadagnare metri con rapidi passaggi palla a terra non riuscendo tuttavia a rendersi pericolose. Sneijder è volenteroso ma la sua zona è sempre intasata di maglie avversarie. Afellay e Lens avrebbero più possibilità ma dopo essersi ben proposti finiscono sempre per vanificare l'azione negli ultimi venti metri. La prima conclusione verso la porta turca arriva così alla mezz'ora con Afellay che da appena fuori area non centra lo specchio. Migliore fortuna ha Sneijder che raccoglie al volo la ribattuta della barriera su una sua stessa punizione e impegna il portiere avversario nel suo unico intervento della prima frazione.
Alla ripresa Wisgerhof sostituisce Mathijsen infortunatosi, sembra seriamente, alla caviglia, Janssen prende il posto di Sneijder permettendo a Van der Vaart di agire in zona più avanzata e si rivede dopo il Mondiale anche Van Persie al posto di Lens.
Passano pochi minuti e Maduro è bravo a recuperare una palla in pressing e a servirla ad Huntelaar che con un colpo sotto non lascia scampo al portiere in uscita. Ottenuto il vantaggio l'Olanda abbassa ulteriormente il ritmo limitandosi ad uno sterile possesso palla e a qualche guizzo in avanti grazie ad iniziative personali. Gli appoggi di Maduro e Janssen sono sempre all'indietro e i turchi prendono coraggio riuscendo a creare diverse buone occasioni. Prima Stekelenburg si salva di istinto su colpo di testa a botta sicura di Umut, successivamente, in due occasioni, sono gli avanti turchi a non centrare la porta ormai sguarnita dopo azioni carambolesche. Nel finale Huntelaar, ben servito da un più convincente Afellay, potrebbe pure raddoppiare ma è ancora Stekelenburg a dover ribattere una conclusione da appena dentro l'area mettendo una pezza ad una difesa distratta e comunque per nulla aiutata da un centrocampo troppo statico.