L'unico motivo di interesse della gara può essere ricercato nella sfida per guadagnarsi il posto da titolare al Mondiale tra tutti coloro che ho definito "centrocampisti offensivi". Van Marwijk conferma questo punto di vista partendo con Kuyt, Sneijder, Afellay e terminando l'incontro con Babel, Van der Vaart, Elia, impiegando cioè le sue tre sostituzioni solamente in questo reparto (mancava Robben, tenuto precauzionalmente a riposo). Per il resto solo conferme con, come unica eccezione, il contentino dato a Vorm e Boschker impiegati un tempo per uno.
In una prima mezz'ora giocata a ritmo molto basso e davvero avara di emozioni vanno a referto solo un paio di imprecise conclusioni dalla distanza da parte di Afellay e Sneijder. Gli africani con un 4-5-1 che presenta le due linee molto vicine applicano il fuorigioco con attenzione finendo per creare sulla tre quarti difensiva uno sbarramento che impedisce agli olandesi di avvicinarsi all'area di rigore. Per superarlo occorre una bella giocata di Sneijder che imbecca Van Persie la cui conclusione non è trattenuta dal portiere avversario rendendo agevole a Kuyt, paradossalmente fuori posizione a causa di un'azione precedente, la rete del vantaggio. Sarà l'unico guizzo prima del 63esimo, il minuto che segna l'ingresso di Van der Vaart (al posto di Afellay) che dà a tutto il reparto offensivo quel dinamismo fino ad allora assente. Sarà lui, ben servito da Van Bommel, a centrare il raddoppio con un'azione in velocità; sarà da un suo angolo, schema evidentemente studiato, che Sneijder coglierà la terza rete con un tiro al volo da fuori area; sarà sempre lui, stavolta imbeccato da Van der Wiel (in assoluto il migliore dei suoi) a guadagnarsi un rigore, per la verità parecchio generoso, che Van Persie trasformerà nel poker di giornata. In mezzo la solita e ormai abbastanza preoccupante disattenzione difensiva, stavolta in cooperazione tra Mathijsen e Van Bronchkorst che costa la rete del 2-1.
In definitiva, tornando al discorso di partenza, salgono le quotazioni di Van der Vaart, calano quelle di Kuyt, un gol ma prestazione insufficiente, e di Afellay che col Messico aveva fatto molto meglio, sprofondano quelle di Babel, tre palloni toccati e altrettanti errori.
mercoledì 2 giugno 2010
Olanda - Ghana 4-1
giovedì 27 maggio 2010
Les jeux sont faits
Rimangono fuori, oltre ai pronosticati Anita, Engelaar e Lens, anche Vlaar le cui condizioni fisiche non davano sufficienti garanzie. Trova quindi spazio tra i 23 Boulahrouz che, assieme a Babel, è uno dei due giocatori che avrei lasciato tranquillamente a casa.
Olanda - Messico 2-1
Formazione iniziale: Stekelenburg; Boulahrouz, Heitinga, Mathijsen, Braafheid; de Zeeuw, Schaars; Kuyt, Van der Vaart, Afellay; Van Persie.
Assoluto dominio olandese in un primo tempo nel quale la differenza di valore tra le due squadre è sembrata abissale. Sugli scudi uno scatenato Afellay che va vicino alla segnatura in diverse occasioni e un ottimo Van Persie che mi toglie gli ultimi dubbi sul suo pieno recupero dopo l'infortunio di novembre: due reti di ottima fattura, un'altra sfiorata di poco e la certezza che il centravanti titolare al mondiale sarà lui. Buono anche il lavoro a centrocampo delle seconde scelte de Zeeuw e Schaars mentre la nota stonata arriva dai terzini che si fanno notare per i molti errori e la poca spinta.
Anita ed Engelaar rilevano Braafheid e Schaars all'intervallo e si giocano malissimo la loro presumibile ultima chance. E' però tutta l'Olanda a calare vistosamente permettendo ai messicani di conquistare metri preziosi. Col passare del tempo il centrocampo olandese fa sempre più fatica a contrastare la pressione degli avversari che sfiorano il gol in un paio di circostanze (nella prima è bravo Stekelenburg) prima di trovarlo con un colpo di testa di Hernandez lasciato liberissimo davanti al portiere.
mercoledì 26 maggio 2010
Ci siamo quasi
Comincia il trittico di amichevoli premondiali che vedrà l'Olanda affrontare in sequenza Messico, Ghana e Ungheria.
In attesa della giornata di domani quando l'attuale rosa di 27 giocatori sarà ridotta a 23 parrebbe che la partita di stasera contro i messicani possa rivestire particolare importanza per fugare gli ultimi dubbi. Penso che Van Marwijk abbia in realtà già le idee chiare e potrebbero esserci sorprese solo in caso di infortuni come nel caso dello stiramento occorso a Babel durante uno degli ultimi allenamenti che andrà valutato con attenzione.
Ecco comunque la lista degli attuali convocati con in evidenza quelli che reputo i più indiziati ad essere tagliati:
Portieri: Boschker, Stekelenburg, Vorm.
Difensori: Anita, Boulahrouz, Braafheid, Heitinga, Mathijsen, Ooijer, Van Bronckhorst, Van der Wiel, Vlaar.
Centrocampisti difensivi: Engelaar, de Jong, Schaars, Van Bommel, de Zeeuw.
Centrocampisti offensivi: Afellay, Babel, Elia, Robben, Sneijder, Van der Vaart.
Attaccanti: Huntelaar, Kuyt, Lens, Van Persie.
domenica 2 maggio 2010
Il trionfo di McLaren
| 1 | Twente | 34 | 27 | 5 | 2 | 86 | 63 | 23 |
| 2 | Ajax | 34 | 27 | 4 | 3 | 85 | 106 | 20 |
| 3 | PSV | 34 | 23 | 9 | 2 | 78 | 72 | 29 |
| 4 | Feyenoord | 34 | 17 | 12 | 5 | 63 | 54 | 31 |
| 5 | AZ | 34 | 19 | 5 | 10 | 62 | 64 | 34 |
| 6 | Heracles | 34 | 17 | 5 | 12 | 56 | 54 | 49 |
| 7 | Utrecht | 34 | 14 | 11 | 9 | 53 | 39 | 33 |
| 8 | Groningen | 34 | 14 | 7 | 13 | 49 | 48 | 47 |
| 9 | Roda | 34 | 14 | 5 | 15 | 47 | 56 | 60 |
| 10 | NAC | 34 | 12 | 10 | 12 | 46 | 42 | 49 |
| 11 | Heerenveen | 34 | 11 | 4 | 19 | 37 | 44 | 64 |
| 12 | VVV | 34 | 8 | 11 | 15 | 35 | 43 | 57 |
| 13 | NEC | 34 | 8 | 9 | 17 | 33 | 35 | 59 |
| 14 | Vitesse | 34 | 8 | 8 | 18 | 32 | 38 | 62 |
| 15 | ADO | 34 | 7 | 9 | 18 | 30 | 38 | 59 |
| 16 | Sparta | 34 | 6 | 8 | 20 | 26 | 30 | 66 |
| 17 | Willem II | 34 | 7 | 2 | 25 | 23 | 36 | 70 |
| 18 | RKC | 34 | 5 | 0 | 29 | 15 | 30 | 80 |
| 1 | Ajax | 17 | 15 | 2 | 0 | 47 | 53 | 5 |
| 2 | Twente | 17 | 12 | 3 | 2 | 39 | 25 | 8 |
| 3 | AZ | 17 | 11 | 4 | 2 | 37 | 35 | 13 |
| 4 | PSV | 17 | 9 | 6 | 2 | 33 | 29 | 16 |
| 5 | Groningen | 17 | 10 | 2 | 5 | 32 | 28 | 19 |
| 6 | Feyenoord | 17 | 7 | 8 | 2 | 29 | 26 | 16 |
I 9 punti di ritardo dal Twente accumulati nel girone di andata si sono rivelati troppi grazie soprattutto alla costanza di rendimento dei tukkers che non hanno mai accusato flessioni nel corso di tutta la stagione.
Il titolo torna dunque a Enschede dopo ben 84 anni ma è il primo del Twente, nato solo nel '65, che porta a termine nel migliore dei modi un processo di crescita che lo vedeva protagonista già da diverse stagioni. Il fatto che abbia centrato l'obiettivo massimo dopo un mercato estivo che l'aveva apparentemente indebolito va a tutto merito di McLaren che si è quindi preso la definitiva rivincita nei confronti di coloro che l'avevano etichettato come perdente dopo la parentesi alla guida della nazionale inglese.
Per l'Ajax un secondo posto che sa molto di beffa ma che rappresenta per il calcio olandese una concreta possibilità di rivedere finalmente due squadre in Champions.
Buona a mio avviso la stagione del PSV che, rimasto in corsa per il titolo fino a marzo, chiude terzo senza particolari rammarichi ma con la consapevolezza di essersi trovato di fronte due squadre dimostratesi superiori.
Un ottimo girone di ritorno (merito di Advocaat o della luna?) consente all'AZ di arrivare quinto, appena dietro ad un Feyenoord col quale nemmeno Been è riuscito a fare miracoli, fermo restando che fare peggio dello scorso anno sarebbe stato impossibile. Verbeek invece, dopo il fallimento a Rotterdam, conduce l'Heracles alla sua migliore stagione della storia sfiorando l'accesso all'Europa League che ora dovrà giocarsi nei playoffs contro l'Utrecht, il redivivo Groningen e il Roda che supera il NAC proprio nell'ultima giornata.
mercoledì 31 marzo 2010
Tra addii e conferme forzate
Dopo un mese di dichiarazioni sibilline e polemiche a non finire imbastite da ambo le parti (società e allenatore) col solo scopo di uscire dalla vicenda nel miglior modo possibile, Diego Della Valle ha ufficializzato il suo addio alla Fiorentina.
Stupisce che in una diatriba tra allenatore e presidente, seppure onorario, sia quest'ultimo ad andarsene, come stupisce che l'uscita di scena di una figura dirigenziale o comunque di un punto di riferimento societario abbia conseguenze solo sul piano tecnico. Se infatti per la società Fiorentina non cambierà praticamente nulla (Andrea Della Valle tornerà presidente a tutti gli effetti), il volontario allontanamento di Diego ha fatto sì che Prandelli, seppur desideroso di accettare le avances juventine, decidesse alla fine di restare sulla panchina viola per non essere additato come bugiardo e traditore.
Davvero un peccato che non sia approdato alla Juventus dove non avrebbe potuto fare passare i quarti posti come scudetti, dove i suoi errori sarebbero stati evidenziati in barba alla sua permalosità, dove non avrebbe trovato nessuno disposto a difenderlo dopo una striscia di 7 sconfitte in 9 partite, dove sarebbe stato spinto giù dall'Olimpo in molto meno tempo di quello impiegato dagli sprovveduti e ottusi tifosi fiorentini a portarcelo.
Che occasione mancata quella di trasformare anche i gobbi in perdenti cronici e nello stesso tempo ingaggiare un nuovo allenatore che facesse della grinta, del coraggio e della fantasia (sostantivi ormai caduti nel dimenticatoio a Firenze) i suoi capisaldi!
Si è invece optato per la scelta sconsiderata di buttare via un'altra stagione mantenendo alla guida un demotivatore ormai bollito, un mediocre faticatore, come lo era quando calcava i campi di gioco, che oltre a non vincere nulla ci propinerà le solite scelte insensate.
Complimenti alla lungimiranza!
mercoledì 3 marzo 2010
Olanda - USA 2-1
Probabilmente l'unico motivo di interesse in questa gara stava nelle convocazioni, le ultime prima che venga diramata la lista mondiale.
Inutile dire che i 23 scelti da Van Marwijk, fresco di un nuovo contratto che lo manterrà per altri due anni alla guida della Nazionale, abbiano ottime possibilità di farne parte. Con un paio di incognite. La prima relativa all'eventuale recupero di Van Persie che, fermo da novembre, dovrebbe tornare ad aprile ma con più di qualche punto interrogativo. La seconda legata alla scelta di quale sarà il quarto difensore centrale. Il rispolverato Vlaar (mancava in Nazionale da oltre 4 anni, dalla pessima figura rimediata contro Toni) è ora in posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza.
La formazione iniziale presenta per la prima volta in contemporanea Robben ed Elia, due ali pure ma entrambe mancine (Robben giocherà sulla destra). Sneijder è impiegato come centrocampista avanzato alle spalle di Kuyt, ancora una volta preferito ad Huntelaar.
E' proprio Kuyt, ma solo su rigore concesso per una trattenuta su Sneijder, che al 40esimo riesce a mettere fine ad un digiuno di oltre 300 minuti. E' l'unico episodio degno di cronaca, se si eccettua un intervento criminale di de Jong ai danni del povero Holden, di un primo tempo giocato a ritmi bassissimi nel quale il solo Sneijder ha cercato di dare vivacità ad una squadra per il resto assopita.
Un po' meglio nella ripresa con gli ingressi di Huntelaar al posto di un irriconoscibile Robben con conseguente spostamento di Kuyt all'ala e soprattutto di Van der Vaart, capace di dare maggiore dinamismo e velocità all'azione. Le occasioni da rete continuavano tuttavia a latitare, Elia si dovorava la più ghiotta addormentandosi solo davanti al portiere e il raddoppio arrivava in maniera fortunosa grazie ad una deviazione di Bornstein su conclusione da fuori area di Huntelaar. Nel finale Howard negava la rete ad una conclusione a giro di Van der Vaart ed erano invece gli USA ad accorciare con Bocanegra che puniva il mancato tentativo della difesa olandese di metterlo in fuorigioco.
venerdì 26 febbraio 2010
Ancora un disastro
Ajax - Juventus 1-2 0-0
Twente - Werder Brema 1-0 1-4
Amburgo - PSV 1-0 2-3
Devo ammettere che dopo che nella scorsa edizione di Europa League solo l'Ajax aveva raggiunto gli ottavi di finale mi aspettavo quest'anno un miglior risultato contando soprattutto sulla presunta superiorità di PSV e Twente sulle tedesche.
Il risultato è stato invece addirittura peggiore anche se sull'eliminazione del PSV pesa come un macigno la direzione di gara dell'inglese Dean, tanto rigoroso nel cacciare Dszudszak, reo di avergli appoggiato le mani sul petto, quanto permissivo nel consentire ai difensori dell'Amburgo di smanacciare la palla dentro all'area di rigore in un paio di circostanze. Peccato perché, dopo avere ceduto di misura in Germania per colpa di un'ingenuità di Manolev che causava il decisivo rigore, gli olandesi chiudevano il primo tempo della gara di ritorno sul 2-0 (Toivonen e bomba di Dszudszak). A inizio ripresa un'avventata uscita di Isaksson consentiva a Petric di rimettere in carreggiata i tedeschi prima che il permaloso Dean decidesse di falsare il prosieguo del match che vedeva l'Amburgo prima pareggiare e poi soccombere per l'inutile rete di Koevermans.
Il Twente lascia la competizione con meno rimpianti ma altrettanta delusione soprattutto dopo il successo nella gara di andata ottenuto grazie a un gran gol di Janssen e alle parate di Boschker. Al Weserstadion però non c'è stata partita con gli aggressivi tedeschi capaci di segnare per tre volte nella prima mezz'ora per poi controllare gli spaesati Tukkers senza troppi patemi.
L'Ajax si illude per soli 15 minuti della gara di andata, il tempo che trascorre dal vantaggio di Sulejmani al pareggio juventino. L'accoppiata Del Piero-Amauri si rivela troppo ostica per la giovane compagine olandese che, pur non demeritando dal punto di vista del gioco, non dà mai l'impressione di potere impensierire i rivali più di tanto. Anche nel ritorno non manca la buona volontà ma senza peso offensivo il massimo a cui si può ambire è un pareggio a reti inviolate.
giovedì 18 febbraio 2010
domenica 7 febbraio 2010
Insidie scandinave
Sono stati sorteggiati a Varsavia i gironi di qualificazione per gli Europei del 2012. Sulla strada degli olandesi Svezia, Finlandia, Ungheria, Moldavia e San Marino.
Sia le due compagini scandinave che la rinnovata Ungheria guidata da Erwin Koeman hanno sfiorato l'accesso agli spareggi nel cammino verso il Mondiale sudafricano ma sulla carta la loro dovrebbe essere una lotta equilibrata solo per il secondo posto.